Medei rinuncia ai soldi in Turchia
pur di tornare dalla moglie:
«In un anno ci siamo visti 4 giorni»

VOLLEY - Il tecnico di Treia, che alla guida dello Ziraat ha appena trionfato in campionato, ha scelto di rinunciare ad un allungamento di contratto faraonico: «Non è potuta mai venire a trovarmi a causa delle note restrizioni dovute al covid e quindi ho deciso di chiudere questa esperienza». Sul futuro in panchina: «Allenare nella SuperLega mi intriga però non mi butto a capofitto in ogni situazione»
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Giampaolo Medei

 

di Mauro Giustozzi

«Hanno fatto di tutto per trattenermi in Turchia offrendomi anche un allungamento di contratto faraonico ma ha prevalso la scelta personale di rientrare in Italia, da mia moglie che mi aspetta da dieci mesi». Giampaolo Medei, coach di Treia fresco trionfatore del campionato turco di volley alla guida dello Ziraat Bankasi Ankara, è da qualche giorno rientrato a casa dove si sta sottoponendo alla quarantena obbligatoria per chi arriva dall’estero che concluderà il prossimo 4 maggio. «Dopo due stagioni alla guida di Ankara avevo un’opzione per il terzo anno, volevano a tutti i costi che rimanessi. Professionalmente sono stato benissimo ma a prevalere sono stati aspetti più personali- ci racconta il tecnico maceratese- Se avessi voluto sarei rimasto per tutto il tempo che volevo in quel club che aveva vinto per la prima volta qualcosa nella sua storia dopo 40 anni. In quell’ambiente sono stato bene per due anni, ho lavorato proficuamente ed i risultati sono arrivati addirittura in anticipo visto che l’obiettivo era quello di vincere qualcosa nel giro di tre anni: lo abbiamo fatto in due anni. La proposta economica che mi hanno fatto era davvero molto, molto importante ma in me ha prevalso la voglia di tornare dalla mia famiglia.

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Giampaolo Medei con la moglie nel giorno del loro matrimonio

Per me è stato un anno difficile: sono giunto ad Ankara lo scorso 6 luglio e praticamente da quel giorno fino a sabato scorso sono tornato a casa appena quattro giorni. Mia moglie non è potuta mai venire a trovarmi in Turchia a causa delle note restrizioni dovute al covid, oltre alla pericolosità stessa di viaggiare. Guardando questa situazione vissuta e l’incertezza sul futuro a livello della pandemia, è stata mia intenzione scegliere di lasciare la Turchia, non allenare comunque all’estero per il momento e rientrare in Italia». Insomma nelle scelte fatte da Giampaolo Medei allenatore ha prevalso l’aspetto privato e personale su quello meramente professionale, effetto questo portato dalla pandemia da coronavirus che ha stravolto tutto il mondo e pure quello sportivo, in particolare per chi ha avuto modo di lavorare all’estero come ha fatto dal 2019 ad oggi in Turchia ed in precedenza in Francia. «Ma le condizioni sono completamente cambiate –sottolinea l’ex tecnico Lube- è complicatissimo spostarsi e bisogna sottoporsi a test e controlli ogni volta che prendi un aereo. Mia moglie per venire a trovarmi ad Ankara avrebbe dovuto effettuare la quarantena sia all’arrivo che poi al ritorno in Italia. Capite bene che è impossibile. Il progetto che avevamo in mente è che lei sarebbe venuta ad Ankara per quattro mesi durante la stagione sportiva, ma poi è arrivato il covid che ha sconvolto tutti i piani. Così invece di quattro mesi ci siamo visti quattro giorni in tutto l’anno. Pur a malincuore ho preso questa decisione che mi fa uscire di scena dallo Ziraat da vincente e questa è una cosa meravigliosa per me che nessuno potrà mai cancellare».

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La squadra in festa per la vittoria del campionato turco

Messo un punto fermo sul non allenare all’estero, almeno fino a quando la situazione legata al covid resterà critica, per Giampaolo Medei si aprono le porte del campionato italiano dove potrebbe rientrare con la dote dello Scudetto vinto ad Ankara. «Il mercato nazionale attualmente a livello di allenatori non è molto movimentato –ribadisce il coach- in quanto molti club stanno riconfermando gli allenatori con cui hanno concluso questa stagione. Però vediamo quello che accade, ci sono alcune situazioni che devono ancora definirsi: dico la verità a me non interessa allenare ovunque, la mia ambizione è quella di iniziare un progetto interessante e non faccio neppure una questione di squadre di prima o seconda fascia. Tornare ad allenare nella SuperLega mi intriga però non mi butto a capofitto in ogni situazione. Io credo che qualcosa potrà arrivare, se non immediatamente magari più avanti. In questo momento mi godo ancora le emozioni vissute con lo Ziraat in Turchia, un successo che continua ad avere una grande eco in quel Paese e che mi ha reso orgoglioso di averlo conseguito». Il tecnico marchigiano ci traccia anche un quadro di come la Turchia ha vissuto e sta vivendo la pandemia legata al covid 19 che sta creando grandi problemi anche nello stato transcontinentale. «Fino ad un mese fa il quadro non era affatto male –conclude Medei- poi i turchi hanno riaperto le attività perché i contagi erano diminuiti ed hanno iniziato a vaccinare la popolazione. Questo però ha portato alla riesplosione dei contagi il che ha costretto il governo ad effettuare una rapida retromarcia con nuove restrizioni visto che si è tornati ad avere 50/60 mila contagi quotidiani nell’arco di un paio di settimane. Tanto che sabato scorso, quando io sono ripartito per l’Italia, era scattato un lockdown nazionale molto serrato. In Turchia utilizzano il vaccino cinese che ha una protezione al 50% dal virus e questo ha sicuramente inciso e peggiorato la situazione. In precedenza il quadro era paragonabile a quanto quest’anno è accaduto in Italia».

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