Anche lattine giapponesi e turche,
raccolti 120 chili di rifiuti al largo

CIVITANOVA - Il bilancio dei primi giorni dell'operazione "Zero plastica in mare", lanciata da Legambiente e Bnl. Il sindaco Ciarapica: «Siamo orgogliosi di essere stati i primi per la regione Marche ad appoggiare questo progetto, ai pescatori il mio ringraziamento e siamo pronti a vedere i risultati»
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I rifiuti raccolti in mare

 

di Laura Boccanera

Ripescare i rifiuti trovati in mare e che rimangono impigliati nelle reti, liberando l’Adriatico dalla plastica. Parte da Civitanova un ambizioso progetto che ha come obiettivo quello di realizzare un  «piccolo laboratorio di speranza per il futuro». Così ha descritto l’iniziativa “Zero plastica in mare” la presidente di Legambiente Marche Francesca Pulcini intervenuta oggi pomeriggio nel corso del convegno online di presentazione.

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La presidente di Legambiente Francesca Pulcini, il direttore Bnl-Bnp Paribas Mauro Bombacigno e il sindaco Fabrizio Ciarapica

Il progetto è nato per volontà di Bnl gruppo Bnp Paribas in partnership con l’associazione ambientalista e si rivolge alle regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Lazio, Marche e Campania. Nelle Marche il porto individuato è quello di Civitanova dove grazie alla collaborazione con il Cosmari e con le cooperative dei pescatori tutti i rifiuti che verranno trovati in mare saranno riportati a terra e smaltiti per contribuire ad una maggiore sostenibilità ambientale. All’incontro online sono intervenuti Mauro Bombacigno, direttore Engagement di Bnl e di Bnp Paribas in Italia, il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica, il direttore del Cosmari Giuseppe Giampaoli, il comandante del porto Ylenia Ritucci, per le cooperative dei pescatori  Giuseppe Micucci, Francesco Gentile, Simone Cecchettini. «Con questa iniziativa “Zero plastica in mare” in partnership con più attori coinvolti si può tentare di contrastare in modo efficace un errato ciclo dei rifiuti e la troppa disattenzione che c’è in questo campo – ha sottolineato il primo cittadino – un obiettivo ambizioso e noi siamo felici di fare insieme la nostra parte.

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Le microplastiche rappresentano una grave emergenza ambientale globale. L’ambientalismo col supporto di sponsor importanti può dare uno scatto in avanti per difendere diritti collettivi. Siamo orgogliosi di essere stati i primi per la regione Marche ad appoggiare questo progetto, ai pescatori il mio ringraziamento e siamo pronti a vedere i risultati».

Nei primi giorni di raccolta l’acqua antistante Civitanova è già stata ripulita da circa 120 chili di materiale plastico. A descrivere cosa si ritrova dentro i sacchi il direttore di Legambiente Marche Marco Ciarulli: «I risultati complessivi verranno presentati alla fine del progetto, ma qualcosa già siamo in grado di vedere. Dopo che i pescatori hanno riportato in mare i sacchi con i prodotti raccolti dal mare al Cosmari vengono pesati e poi selezionati per vedere che tipo di rifiuti sono. Ovviamente c’è di tutto, dal polistirolo alla plastica, ma ci è capitato di trovare anche lattine di bibite con scritte in giapponese e in turco». A puntare l’attenzione sulla sostenibilità ambientale e sul rinnovato impegno verso l’ambiente e il mare è il direttore del Cosmari Giampaoli:

lattina-mare1«Se questa pandemia ci ha lasciato qualcosa di positivo è il ripensare l’economia in ottica più sostenibile dal punto di vista ambientale. Questa iniziativa può essere piccola, ma è di grande importanza. Se da Civitanova e dalla nostra provincia che è stata la prima ad adottare a suo tempo la raccolta differenziata in spiaggia, parte l’esempio, il messaggio può essere deflagrante. Può davvero diventare l’occasione per cambiare registro». A porre l’attenzione sul vuoto normativo che fino a poco fa c’era sul recupero dei rifiuti in mare il comandante della Capitaneria di porto di Civitanova Ylenia Ritucci: «Ringrazio per aver individuato il porto di Civitanova come capofila – ha detto il Tenente di Vascello – ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica vengono riversate in mare e questo oltre ad essere un rischio per le specie ittiche è un pericolo per la salute dei consumatori per le microplastiche. E le previsioni sono drammatiche per l’Adriatico che risulta essere uno dei mari più interessati. Però c’era un vuoto normativo perché non si sapeva come classificare il rifiuto rinvenuto in mare. Se considerato rifiuto speciale l’armatore infatti rischiava di essere considerato produttore di rifiuti speciali incappando in sanzioni. Su questo è intervenuto il disegno di legge Salva mare che consente di prevedere nei porti un’area per il conferimento dei rifiuti trovati nelle loro reti. Ben venga dunque questo progetto e le attività che vanno a promuovere i contenuti del disegno di legge salva mare».

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