«Indebita percezione del Cas»,
assolto il sindaco Cecoli

MONTE CAVALLO - Per il gup del tribunale di Macerata il fatto non sussiste. Il primo cittadino era accusato di aver ottenuto circa 11mila euro di contributo nonostante continuasse a vivere nella casa danneggiata dal sisma. Per l'accusa di inosservanza dell’ordinanza di lasciare l'abitazione, di cui doveva rispondere con la moglie, disposto il non doversi procedere dopo l'oblazione
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Pietro Cecoli

 

Assolto il sindaco di Monte Cavallo Pietro Cecoli dall’accusa di aver percepito indebitamente il Cas. Per l’accusa di inosservanza dell’ordinanza di lasciare la casa danneggiata dal sisma, di cui doveva rispondere anche la moglie del primo cittadino, il giudice ha disposto il non luogo a procedere dopo che la coppia ha fatto l’oblazione, pagando 183 euro a testa. «Abbiamo dimostrato che in quella casa c’erano andati solo episodicamente, perché durante l’inverno faceva molto freddo nel container dove stavano» dice l’avvocato Francesco Copponi, che assiste Cecoli e la moglie, Giovanna Testiccioli.

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L’avvocato Francesco Copponi

La sentenza, con rito abbreviato, è stata fatta oggi dal gup Domenico Potetti che ha assolto Cecoli «Perché il fatto non sussiste». L’accusa (pm Enrico Riccioni) sosteneva che Cecoli avrebbe percepito indebitamente 11.725 euro tra il 18 dicembre del 2016 e il novembre del 2018. Soldi a cui, dice l’accusa, non aveva diritto perché avrebbe continuato a vivere nella propria casa danneggiata dal sisma. Da qui anche la seconda contestazione, in questo caso rivolta anche alla moglie, di inosservanza di una ordinanza del sindaco (emessa dallo stesso Cecoli). La coppia avrebbe continuato ad abitare nella casa nonostante il divieto (che risale al 14 luglio 2017) perché l’abitazione non era agibile a causa dei danni del terremoto. In precedenza c’era stata anche la revoca del sequestro dei soldi percepiti per il Cas.

(Gian. Gin.)

 

«Viveva nella casa terremotata», sindaco sotto accusa per indebita percezione del Cas



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