«Mosca a testa alta davanti al giudice
Difficile stare ai domiciliari
se non si è fatto nulla»

MACERATA - Mercoledì l'interrogatorio di garanzia dopo l'arresto per corruzione. L'avvocato Netti: «E' sereno, solo preoccupato perché si chiede quando finirà questa vicenda»
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Maurizio Mosca

 

«Maurizio Mosca è preoccupato di quanto tempo ci vorrà per arrivare alla fine, ma è sereno perché ha compreso che i tasselli vanno rimessi a posto un po’ alla volta. Ovvio che per chi sa di non avere fatto nulla è difficile accettare di trovarsi agli arresti domiciliari», così l’avvocato Andrea Netti, uno dei quattro legali che fanno parte del pool difensivo dell’imprenditore maceratese (gli altri sono Renato Perticarari, Andrea Perticarari, Valentina Romagnoli). Mosca era finito in manette lo scorso 27 ottobre per una indagine della Guardia di finanza di Chieti. Gli viene contestata la corruzione perché, tramite il primario Gabriele Di Giammarco, che guida il reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale di Chieti, avrebbe fornito valvole cardiache ad un prezzo maggiorato.

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Da sinistra: gli avvocati Valentina Romagnoli, Renato Perticarari, Andrea Perticarari e Andrea Netti

Un punto quello del prezzo dove, spiegano gli avvocati Andrea Netti e Renato Perticarari: «C’è un errore marchiano. Viene paragonato il prezzo del prodotto top della ditta che commercializzava Mosca, con quello basic dell’unica concorrente, e si dice, alla luce di questo, che vendeva ad un prezzo superiore. Ma dovevano essere paragonati i due prodotti top delle due aziende, in questo modo si sarebbe visto che il prezzo è più o meno lo stesso. Invece qui, per fare un esempio, è stato paragonato il costo di una Fiat 500 con quello di una Ferrari». I legali aggiungono «e questo è solo uno dei tanti errori che emergono in questa indagine». Mercoledì ci sarà l’interrogatorio di garanzia (l’imprenditore parteciperà in videoconferenza dallo studio dei suoi legali): «Risponderà assolutamente alle domande del giudice, e lo farà a testa alta anche alla luce dell’esame dei documenti che abbiamo fatto in questi giorni» spiegano Netti e Perticarari. La difesa inoltre è al lavoro per chiedere la modifica della misura cautelare, con il ricorso al tribunale del Riesame: «stiamo finendo di metterla a punto».

Quattro erano stati gli arresti, tutti ai domiciliari, eseguiti dalla Guardia di finanza di Chieti. Le accuse, a vario titolo, vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta, dal falso all’omicidio colposo. Per Mosca l’unico reato contestato è la corruzione.

(Gian. Gin.)

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