Sit-in dei genitori a Sarnano
«Dividete la classe
o cambiamo scuola» (Foto)

PROTESTAdella 2A delle elementari. La rappresentante Fabrizia Ramadori: «In 24 sono troppi e lo spazio non è adeguato. L'edificio è stato inaugurato un mese fa. Le aule ci sarebbero anche. Ci sentiamo soli»
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Il sit-in di oggi a Sarnano

 

di Federica Nardi

«La classe va divisa in due. Questo sit-in è l’ultima chance prima di presentare il nulla osta per trasferire i bambini in altre scuole nei paesi vicini». A dirlo è Fabrizia Ramadori, rappresentante di classe della 2 A delle elementari di Sarnano. Una classe che raccoglie 24 bambini ma che con le norme anti covid è stata posizionata in uno spazio enorme con difficoltà per bambini e insegnanti non solo di sentirsi ma, per alcuni piazzati in ultima fila e dietro un muro portante, anche di vedersi. Da qui il sit-in, annunciato le scorse settimane (leggi l’articolo). Al sit-in «eravamo presenti quasi tutti – spiega la rappresentante -. Non è intervenuta l’amministrazione a cui noi avevamo chiesto di esserci. E non c’era neanche la dirigente. C’era però un gran dispiego di forze dell’ordine, ben due pattuglie. Abbiamo manifestato pacificamente con dei cartelli. Ci sentiamo soli, non supportati da nessuno».

classe_pollaio_sarnano-6-325x217Per Ramadori la soluzione ci sarebbe: «La scuola è stata inaugurata un mese fa. Le aule ci sarebbero anche, basterebbe dividere la classe. Quella dove sta la classe di mio figlio, di 71 metri quadri, non è un’aula. Stanno in una stanza dove non vedono la maestra né la lavagna. Chiediamo quindi lo sdoppiamento della classe, sistemando questi ragazzini in un’aula adeguata alla didattica. Le aule per contenere 10, 12 ragazzini ci sono. Il problema è che sono 24».

Oltre a numeri più contenuti la richiesta è anche di garantire le cosiddette ore di compresenza, cioè ore in cui la classe si sdoppia grazie alla presenza di un’insegnante aggiuntiva. «Abbiamo delle ore di comprensenza solo per la classe seconda ma vengono utilizzate dalla scuola per coprire le assenze di altre insegnanti, anche in altri plessi dell’istituto comprensivo – spiega Ramadori -. Per cui alla fine, nella maggior parte dei casi, hanno sempre un’insegnante sola. Noi chiediamo invece il rispetto della compresenza e che non venga utilizzata per altre esigenze. Anche i ragazzini manifestano il disagio. Quando si dividono in gruppi, con un gruppo che va in un’aula adeguata, sono contenti e a casa lo raccontano». Infine Ramadori ricorda che la presenza è fondamentale per bambini di 7 anni, che possono avere difficoltà con la didattica a distanza: «24 bambini di 7 anni tutti insieme dietro a uno schermo del computer non è fattibile. In pratica hanno perso tutti i mesi di didattica a distanza, perché non era possibile gestirli dietro uno schermo».

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«Troppi alunni in una sola classe, pronti ad un sit in davanti alla scuola»



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