Nomina di Daniela Corsi, Carancini:
«Cambiale pagata alla sanità dei poteri
dal duetto SS Storti-Saltamartini»

DURO intervento del neo consigliere regionale del Pd: «Scelta a discapito delle competenze, della autorevolezza, della democrazia e del rispetto delle regole. L'obiettivo è fare terra bruciata attorno all'ospedale di Macerata e rimettere in discussione la nuova struttura alla Pieve»
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Romano Carancini, consigliere regionale del Pd

di Luca Patrassi

La vicenda della nomina di Daniela Corsi a direttrice del Dipartimento emergenze urgenze dell’Area Vasta 3 da parte della dirigente regionale dell’Asur Marche Nadia Storti, nella sua veste di direttrice provvisoria dell’Area vasta 3 di Macerata, rivelata ieri da Cronache Maceratesi, sta suscitando un vespaio di polemiche e di prese di posizione. Nel mirino forma e contenuti dell’atto. A prendere posizione sono, tra gli altri, l’ex sindaco di Macerata ed ora consigliere regionale del Pd Romano Carancini e l’esponente del centrodestra Maurizio Mosca.

«Cosa c’è – scrive Carancini su Facebook – dietro la sconcertante scelta di Nadia Storti, con il sigillo del nuovo assessore alla Sanità della Regione, sul nuovo responsabile del Dipartimento di Emergenza urgenza della Area Vasta 3 nel preferire Daniela Corsi a Ermanno Zamponi? La prima risposta è il sottobosco. Quella sanità parallela fatta dal potere delle amicizie. Le influenze – secondo l’esponente democrat – di singoli soggetti o di mini cordate di potere che marcano territori, la “sanità dei poteri” a discapito delle competenze, della autorevolezza, della democrazia e del rispetto delle regole. Oltre che l’indifferenza rispetto alla tutela della salute dei cittadini. Il capo dipartimento sanitario è una figura di coordinamento, di rappresentanza, di organizzazione, di qualificazione e miglioramento della efficienza ed umanizzazione della sanità dei cittadini (non dei poteri) e lo si sceglie chiamando a votare il personale ospedaliero e non, con una espressione di coloro che lavorano sul campo. Il direttore del Dipartimento, nello spirito della legge è, prima di tutto, una persona riconosciuta dalla comunità del Dipartimento a cui appartiene. E allora perché la Storti ha mortificato e umiliato i tanti operatori sanitari e non, chiamati a proporre il nuovo Direttore dopo l’uscita per pensionamento di Giuseppe Tappatà?».

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Il post di Carancini

Posta la domanda, il consigliere regionale dem propone la sua ricostruzione: « È la “cambiale” che la Storti, con la lunga mano e il via libera dell’assessore alla Sanità, ha pagato alla “sanità dei poteri”, la stessa che l’inedito duetto SS ha confezionato per la scelta, poche settimane fa, del nuovo direttore sanitario dell’Ospedale di Macerata. In quel caso, dopo che il presidio ospedaliero della città è stato in balia delle onde per oltre dieci anni, si è deciso di scegliere una figura che non è del territorio, ha esperienze in altre regioni, non conosce ambiente, a breve andrà in pensione, così ritrovandoci da capo, piuttosto che dare una stabilità ad un ruolo fondamentale in ambito sanitario, per certi aspetti determinante quanto il direttore di Area Vasta. Una decisione – quella del direttore sanitario – di appartenenza partitica cara alla Storti e alla nuova compagine di governo regionale. Ma c’è una seconda risposta dietro al filo nero, resistente e oscuro, delle scelte del duetto SS. Indebolire progressivamente, fare terra bruciata, attorno all’ospedale di Macerata, dopo che negli ultimi anni si era finalmente trovato un equilibrio nell’ambito dei centri decisionali sanitari dell’area Vasta 3; ma soprattutto preparare il terreno per rimettere in discussione la realizzazione dell’Ospedale di primo livello alla Pieve».

Il pensiero finale dell’ex sindaco Carancini: «I primi passi del nuovo assessore alla sanità sono purtroppo preoccupanti e coerenti con la bassa reputazione amministrativa che ha dimostrato con il Covid nei mesi scorsi.  E invece di occuparsi urgentemente della nomina del nuovo Direttore di Area Vasta 3, figura fondamentale per il nostro territorio in questo drammatico periodo di pandemia, il duetto SS ha dimostrato, in un solo mese, come capovolgere il rispetto dell’interesse alla salute della nostra gente».

Insomma l’ex sindaco Romano Carancini ora attacca anche quella direttrice regionale dell’Asur Marche che fino a pochi mesi fa “aveva nel cuore”, tanto da dire pubblicamente che era la persona cui anni fa pensava per la nomina a direttore dell’Area Vasta 3. Bene, i giudizi possono cambiare: sempre positivo che lo si dica. Infine l’esponente del centrodestra Maurizio Mosca che interviene prendendo lo spunto dall’articolo di Cronache Maceratesi: «Nella sanità marchigiana la confusione regna sovrana: una guida schizofrenica e di parte che non fa gli interessi di noi maceratesi. Non possono continuare a prenderci in giro, si nomini chi ha capacità e competenze. Sostituirli tutti e subito è un dovere istituzionale».

Daniela Corsi a capo dell’Emergenza La scelta di Nadia Storti agita le acque

Area Vasta 3, Carlo Di Falco è il nuovo direttore sanitario

 



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