«Distanziati a lezione,
ammassati sui bus»

MACERATA - La denuncia di Officina Univeristaria: «Le già sovraffollate corse delle linee del trasporto urbano non riescono a garantire il rispetto della capienza massima predisposta all’80%»
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Student alla fermata dell’autobus

 

Da qualche settimana l’Università di Macerata ha riaperto le porte ai suoi studenti. Sicuramente un segnale forte di ripresa, che lascia però qualche perplessità all’associazione studentesca Officina Universitaria, che si fa portavoce in qualità di rappresentanti della comunità studentesca. «Da mesi si parla di “ripartenza in sicurezza” negli ambiti più disparati vedendo, però, quello dell’istruzione sempre in coda. Abbiamo aspettato con pazienza, ma ora è arrivato il momento di denunciare. È con profondo rammarico che dobbiamo constatare una sostanziale assenza di supporto da parte delle istituzioni per quanto riguarda il trasporto in sicurezza. Infatti, come alcuni già sapranno, la maggior parte dei corsi del dipartimento di SFBCT (Scienze della Formazione, Beni Culturali e Turismo) è stata spostata dalla sede in contrada Vallebona al Cinema Multiplex di Piediripa, per garantire gli spazi necessari all’osservanza delle vigenti norme. Di conseguenza, le già sovraffollate corse delle linee del trasporto urbano non riescono a garantire il rispetto della capienza massima predisposta all’80%. E qui subentra il paradosso: distanziati a lezione, ma ammassati sui bus per arrivarci.

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Studenti all’interno del bus

“Si tratta di un problema di lunga data che è andato solo ad intensificarsi in questo delicato periodo emergenziale. Infatti, quella del trasporto urbano è una delle battaglie storiche di Officina Universitaria: le nostre richieste di trasporti più efficienti ed accessibili sono rimaste sostanzialmente inascoltate, tranne rare eccezioni. Ora più che mai c’è bisogno di un cambiamento radicale.” Come fa notare la nostra coordinatrice Francesca Bollettini. “Quello che avremmo voluto evitare era proprio di arrivare a questo punto. A nulla sono servite le sollecitazioni preventive del Dipartimento all’Apm (Agenzia Pluriservizi Marche) che a quanto pare non si è posta il nostro stesso problema, o meglio, ha provato ad arginarlo con misure del tutto inadeguate che possono essere riassunte in un ‘arrangiatevi’.” Prosegue il rappresentante di dipartimento Leonardo Basile. In questi giorni stiamo raccogliendo dati utili a quantificare le proporzioni del problema. Stiamo facendo girare un questionario che permetta agli studenti di segnalare tutti i disagi riscontrati. Auspichiamo che la situazione, che coinvolge non solo gli studenti, ma anche i lavoratori e tutti gli utenti del trasporto pubblico urbano in generale, venga presa al più presto in seria considerazione».

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