De Giorgi e la Lube che verrà:
«Grazie alla proprietà,
la squadra è molto competitiva»

INTERVISTA al tecnico biancorosso: «Vogliamo continuare ad inseguire quei traguardi che questa stagione interrotta ci ha tolto». Sui nuovi arrivi: «De Cecco ha una qualità altissima, Yant è un talento a cui non poniamo limiti». Sulle avversarie: «Trento è quella che ha fatto meglio a livello di mercato ed ha così effettuato il salto di qualità». Sugli obiettivi: «Champions League e Scudetto sono i pezzi da novanta, ci teniamo a riprovarci per cancellare la delusione di non poter terminare la passata annata»
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Ferdinando De Giorgi, coach della Lube

 

di Mauro Giustozzi

La nuova Lube che sarà nelle mani di De Cecco, l’organico rivoluzionato in panchina, gli obiettivi stagionali, le avversarie da temere di più e una nuova stagione che, probabilmente, non vedrà dall’inizio il pubblico nei palazzetti. Ferdinando De Giorgi dalla sua Puglia, dove sta trascorrendo questo periodo in attesa di ricominciare, fa il quadro di una situazione che vede la Lube riannodare un filo interrotto bruscamente all’indomani del trionfo in Coppa Italia a Bologna.

Fefè De Giorgi come ha trascorso questo lungo periodo di lockdown e soprattutto di assenza di allenamenti e partite?

«Ho cercato di organizzarmi per fare quante più cose possibili. Stando a casa il tempo è stato tanto: la prima settimana, coi ritmi che avevamo, è stato positivo riposare visto che ci allenavamo e giocavamo ogni 3 giorni. Dopo ci sono stati tanti incontri tra allenatori ed addetti del volley in videoconferenza, da questo punto di vista è stato intensissimo e molto interessante. Il tempo di fare aggiornamento e di riflettere su cose che si fanno, cosa che durante la stagione spesso manca. Poi da quest’anno faccio il docente all’Università di Foggia di tecnica e didattica dei giochi sportivi per cui mi sono concentrato a preparare gli esami che gli studenti faranno online il prossimo 8 giugno».

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Fefè De Giorgi con il suo staff dopo la vittoria nel Mondiale per Club

La nuova Lube non sarà molto diversa nel sestetto tipo da quella di pochi mesi fa.

«Bisogna per questo ringraziare la proprietà che, pur in un momento economico difficile come questo, ha cercato di individuare il modo migliore per mantenere una squadra competitiva, sapendo che ci sarebbe stato comunque un ridimensionamento del budget dovuto a tutto quello che è accaduto. Siamo riusciti a mantenere una squadra competitiva perché tutte le componenti, proprietà, società, giocatori, staff, tutti avevamo una comunione di intenti di poter continuare ad inseguire quei traguardi che questa stagione interrotta ci ha tolto nella fase decisiva, campionato e Champions League».

Non ci sarà più Bruno a guidare in regia Civitanova sostituito da De Cecco.

«La scelta di Bruno ci ha costretto a cercare una soluzione di qualità per sostituirlo e con De Cecco siamo riusciti a trovare l’elemento più adatto per assorbire la perdita del brasiliano. La qualità è altissima del giocatore argentino: De Cecco è un palleggiatore che non ha alcun problema ad alzare qualsiasi tipo di palla. La sua specialità è giocare il primo tempo che sa fare molto bene rispetto ad altri colleghi del ruolo che lo fanno sì ma non al suo livello. Poi ha una qualità nelle mani che lo portano ad innescare qualsiasi azione dei suoi attaccanti».

lube-volley-kioene-padova-panchina-fefè-de-giorgi-civitanova-FDM-3-325x217Quest’anno la preparazione sarà fatta dalla squadra al completo, una rarità per la Lube.

«Si questo è un vantaggio e forse non è mai accaduto nella storia di questa società. Se si giocherà la Supercoppa a fine agosto credo che tra fine giugno e primi di luglio torneremo in palestra. L’essere stati fermi così a lungo non lo ritengo che sia un problema: abbiamo lavorato molto sull’aspetto fisico anche durante il lockdown tramite le chat del preparatore Merazzi. L’aspetto tecnico con due mesi di preparazione lo si recupera, mentre la parte fisica va curata e mantenuta in questo periodo da parte dei nostri giocatori attraverso un programma da seguire in una pausa molto lunga».

Tra i giocatori che sono stati in forse fino all’ultimo c’era Leal: alla fine è rimasto.

«La sua era la posizione più delicata legata all’entità del contratto. Gli va riconosciuto e ci ha fatto piacere che Yoandy ha fatto passi in avanti più importanti rispetto ad altri compagni visto che partiva da una posizione contrattuale più alta. Quello che lui ha fatto è stato importantissimo per la nostra squadra: è un giocatore che sa fare la differenza in attacco ed è uno dei migliori specialisti al mondo. Poter contare su di lui per la Lube è importantissimo».

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Tanti i cambiamenti invece sono giunti dalla panchina che è stata rivoluzionata.

«Per una squadra come la nostra chi gioca di meno ha comunque una grandissima importanza. D’Hulst ha scelto di tornare in Belgio per poter giocare vicino casa e lo abbiamo sostituito con Falaschi, ragazzo di qualità ed esperienza maturata anche in campionati esteri. L’opposto ceco Hadrava è un giocatore strutturato ed esperto che conoscevo ed ha le stesse caratteristiche che aveva Ghafour nel nostro organico. Poi c’è il cubano Yant, giovanissimo, un talento a cui non poniamo limiti. Non lo vogliamo caricarlo di eccessive responsabilità ma neppure di limiti: come molti cubani sono dotati fisicamente e tecnicamente e sarà un’arma importante per noi. Con Kovar abbiamo poi una sicurezza, sappiamo quanto ci può dare e gli equilibri che è capace di conferire alla Lube. Infine il centrale Larizza, un ragazzo del vivaio che ben conosciamo».

Tra le avversarie che daranno filo da torcere a Civitanova qual è quella che più di altre si è avvicinata?

«Credo che Trento abbia fatto una squadra fortissima. La società che ha fatto meglio a livello di mercato ed ha così effettuato il salto di qualità. Squadra forte in attacco e in battuta: poi come sempre bisogna vedere gli equilibri che si creano in campo. Modena ha risentito di più del problema pubblico, su cui probabilmente non potrà contare come in passato, e quindi ha perso elementi di alto livello come Zaytsev. Vedo molto bene Cisterna e Piacenza che hanno costruito due ottime squadre che daranno filo da torcere. Poi c’è sempre Perugia naturalmente».

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Il trionfo Lube dello scorso 23 febbraio dopo la vittoria contro Perugia nella finale di Coppa Italia giocata a Bologna

La stagione 2020-21 con l’ombra del Covid 19 come si preannuncia?

«Aspettiamo l’evolversi della pandemia sperando che ci consenta in autunno di ripartire col campionato. Spero che il pubblico quanto prima possibile possa essere dentro i palazzetti, ma credo che ci sarà un accesso graduale, magari all’inizio senza tifosi e con le partite viste in televisione e poi successivamente la possibilità di far entrare, distanziandoli, almeno 1000 spettatori in impianti grandi. Sarebbe un primo passo. Poi credo che il pubblico nel lungo periodo tornerà. Dal punto di vista della qualità la SuperLega non perde molto e sarà il solito torneo appassionante che conosciamo».

Quest’anno vi siete fermati sul più bello, con scudetto e finale di Champions a un passo. Questi sono gli obiettivi principali della prossima annata?

«La Lube gioca tutte le manifestazioni per arrivare sino in fondo. Però è indubbio che questi due obiettivi che non abbiamo potuto giocare sino alla fine ci hanno lasciato molto amaro in bocca. Lo scorso anno c’era il Mondiale per Club che la società non aveva mai vinto e l’abbiamo centrato. Champions League e Scudetto sono i pezzi da novanta che ci sono mancati nella stagione interrotta causa Covid 19 e ci teniamo a riprovarci per cancellare quella delusione che c’è stata di non poter terminare la passata annata».

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