E’ morto il giornalista Sandro Petrone:
inviato di guerra e volto del Tg2,
per 7 anni ha insegnato a Unimc

LUTTO - Si è spento a 66 anni dopo aver lottato a lungo contro una malattia. A Macerata si era fatto conoscere e apprezzare e lascia molti amici. Il ricordo del rettore Adornato
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Sandro Petrone

 

«L’inviato di guerra è uno che sente il bisogno di seguire le notizie in prima persona e si mette totalmente in gioco». A dirlo era Sandro Petrone  nel 2012 in una intervista a Cronache Maceratesi. Il giornalista e inviato di guerra della Rai, volto storico del Tg2, è morto nella notte. Aveva compiuto 66 anni. A portarlo via una lunga e terribile malattia che, come la guerra, lo ha visto lottare non senza paura ma con la stessa determinazione. Sandro Petrone, napoletano, era molto conosciuto a Macerata dove si era fatto apprezzare come professore di teoria e tecnica della comunicazione di massa alla facoltà di Scienze della Comunicazione dal 1998 al 2005. In provincia aveva tanti amici e più volte era tornato per salutare, per presentare i suoi libri e persino il suo cd. Aveva iniziato la sua attività in Rai, Dal 1993 fu assunto in Rai dove si è fatto conoscere per le sue qualità di inviato e successivamente di conduttore del Tg2. Ha insegnato in diverse università italiane, oltre a Macerata. Grande successo ebbe il suo libro “Il linguaggio delle news” edito da Rizzoli. Ma la sua grande passione coltivata sin da ragazzo è stata la musica.

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Sandro Petrone durante una visita nella redazione di Cronache Maceratesi nel 2012

Come inviato è stato il primo italiano a trasmettere dal Kuwait liberato, dalla ex Jugoslavia, dal Kosovo, dall’Iraq. Suoi i servizi del Tg2 dagli Usa sugli attentati dell’11 settembre e da Madrid su quelli dell’11 marzo. Autore di programmi televisivi, di documentari e di interessanti inchieste e reportage. Sandro Petrone si è sempre battuto per la libertà di stampa per l’imparzialità nell’informazione. Sandro Petrone lascia un ricordo indelebile di grande giornalista e di un professionista con tanta umanità. Dopo aver lasciato in gioventù la sua attività di cantautore con Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Pino Daniele e del suo amico di sempre Tony Cercola, ha continuato a scrivere canzoni, quasi sempre ispirate a fatti di cronaca. Ha raccolto canzoni in diversi cd, tra cui “Last Call, note di un inviato” in cui proponeva duetti con volti noti della musica italiana e di cui raccontò il significato a Cronache Maceratesi nel 2012.

IL RICORDO DI UNIMC –  Grande commozione all’Università di Macerata per la precoce scomparsa di Sandro Petrone. Dal 1998 al 2005, il giornalista e volto noto del Tg2 insegnò teoria e tecnica della comunicazione di massa nell’allora neonato corso di laurea interfacoltà in Scienze della comunicazione. «E’ stato non solo un bravo professionista, ma anche un docente in grado di coinvolgere i giovani e avvicinarli al mondo del giornalismo. Molti di loro hanno poi trasformato la loro passione in professione», è il commento del rettore Francesco Adornato. Petrone era tornato in Ateneo nel 2012 per presentare il libro “Il linguaggio delle news” e partecipare, insieme al peacekeep maceratese Andrea Angeli, all’Unifestival. «E’ come se non fossi mai andato via da Macerata – dichiarò allora -, diciamo che me la sono portata dietro. Qui con gli studenti ho avuto un rapporto professionale davvero unico. Mi fa molto piacere incontrare, in giro per l’Italia, tanti ragazzi che hanno studiato a Macerata. La mia pubblicazione è frutto di un lavoro fatto qui con gli studenti, sia per la parte generale su come si comunica con le immagini e con i suoni, sia per un capito ancora assolutamente innovativo sull’intervista. Noi scoprimmo, qui, a Macerata con gli studenti, che l’unica categoria che usa l’intervista e non studia l’intervista è quella dei giornalisti».

(Redazione Cm)

 

Il reporter con il vizio della chitarra Sandro Petrone trasforma l’attualità in musica

 

Sandro Petrone: “Non sono mai andato via da Macerata”



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