“Bella ciao”, inno di speranza:
«Lo spirito del 25 aprile per rinascere»
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FESTA DELLA LIBERAZIONE - Da Civitanova a Macerata e nei comuni dell'entroterra si sono svolte le celebrazioni, in forma ridotta e con le mascherine. Il governatore Ceriscioli da Pesaro: «Insieme ce la faremo»
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Le celebrazioni del 25 aprile nelle Marche si sono celebrate ovunque con cerimonie brevi ma quanto mai sentite. Il governatore Luca Ceriscioli era nella sua Pesaro, la provincia più colpita nelle Marche a causa del Coronavirus ed è lì che ha preso parte alla deposizione di fiori per ricordare i caduti della Resistenza, insieme al sindaco Matteo Ricci.

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Il governatore Luca Ceriscioli a Pesaro

«In questo anniversario così particolare celebriamo l’Italia, che 75 anni fa, ferita e smarrita, ha saputo trovare la rinascita – ha detto il governatore -. Oggi come allora cerchiamo in questa giornata lo spirito giusto che ci possa accompagnare verso un nuovo domani, per rinascere, liberi, ancora una volta. Insieme ce la faremo».

MACERATA – «Partigiani si nasce e si continua a esserlo”. Il sindaco Romano Carancini ha scelto le parole del giornalista Carlo Verdelli (fino al 23 aprile direttore di Repubblica) per celebrare al monumento alla Resistenza di Macerata il 25 aprile. Una celebrazione dove in pochi sono stati presenti a causa delle limitazioni dovute al Coronavirus. C’era il sindaco, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, c’era il presidente dell’Anpi, Lorenzo Marconi, Annalisa Cegna, direttrice dell’istituto storico alla Resistenza. E c’era la diretta Facebook per consentire a chi non poteva essere presente di assistere alla cerimonia, cominciata con l’Inno d’Italia e finita con tutti che, causa le casse che si sono rotte, hanno cantato “Bella ciao” «la canzone degli italiani» ha detto Carancini.

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Le celebrazioni a Macerata

Un festa della Liberazione, «vissuta in un momento molto particolare, voglio salutare tramite la diretta Facebook tutti i cittadini che ci stanno ascoltando e anche coloro che non potranno vederci» ha detto Carancini che poi ha citato le parole di Verdelli: «giornalista che rappresenta in modo profondo l’anima di questo Paese e della nostra città. Partigiani della democrazia, della libertà, della memoria, partigiani della comunità, del rispetto umano, della dignità, partigiani della pace. Oggi e sempre non smettiamo di essere partigiani, lo dobbiamo in onore di chi ha combattuto e ha donato la vita per noi e in onore anche di coloro che in queste settimane sono stati testimoni e protagonisti di quella guerra invisibili del Coronavirus, persone che appartengono alla generazione che ci ha portato alla libertà. Oggi Macerate e l’Italia tutta di fronte al drammatico momento che stiamo vivendo ritrovi lo spirito di 75 anni fa, fatto non di odio ma di rispetto, di coraggio, di pace. Viva il 25 aprile, festa della liberazione dell’Italia dal nazifascismo».

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La cerimonia del 25 aprile a Civitanova

CIVITANOVA – Non c’era “Bella ciao” intonato da Anpi e cittadini in piazza Gramsci. Un 25 aprile anomalo anche a Civitanova, senza i discorsi ufficiali e le ricostruzioni storiche di Vito Mancino dell’Anpi, senza i pochissimi testimoni diretti rimasti ancora in vita. Celebrazioni ristrette a Civitanova dove a deporre la corona d’alloro è stata la protezione civile e poi il discorso del sindaco Fabrizio Ciarapica: «dispiace vedere che non è stato possibile al consiglio comunale e ai cittadini partecipare alla manifestazione proprio quest’ anno che ricorrevano i 75 anni dalla Liberazione. La presenza così ristretta dà però un significato più forte alla ricorrenza che ci ha portato dopo anni di guerra civile in cui italiani hanno ucciso altri italiani alla liberazione del regime nazifascista. È importante ricordare quella parte della storia che racconta il sacrificio di tanti giovani che si sono battuti per libertà. Ma la storia ci insegna anche altro, soprattutto il senso dell’impegno civile verso il bene comune che ieri è stata libertà e oggi, consentitemi il paragone, è l’impegno dei medici e dei sanitari verso la pandemia che ha fatto molte vittime. Sempre consapevoli che la libertà non è scontata ma va mantenuta giorno per giorno. Mi auguro che il 25 aprile sia una ripartenza che affonda le radici nella libertà e le istituzioni hanno l’ obbligo di ricordare questi principi». Presenti alla cerimonia anche Claudio Morresi, presidente del Consiglio comunale, Francesco Micucci, consigliere regionale, Amedeo Regini dell’Anpi Civitanova, Giorgia Belforte, responsabile del Circolo Sibilla Aleramo e Anna Donati, presidente dell’Associazione Arte.

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Un minuto di silenzio a Tolentino

TOLENTINO – Decorata con la medaglia d’argento al Valor civile per l’Eccidio di Montalto e al Valor Militare per il contributo dato durante la Resistenza, Tolentino, anche se in forma ridottissima, ha celebrato il 75esimo anniversario della Festa della Liberazione. Il vicesindaco Silvia Luconi in rappresentanza di tutta la città, il presidente del Consiglio comunale Carmelo Ceselli in rappresentanza dell’Amministrazione comunale e il presidente della locale sezione dell’Anpi Lanfranco Minnozzi in rappresentanza delle associazioni combattentistiche, hanno osservato un minuto di silenzio e hanno apposto una corona di alloro in corso Garibaldi, proprio sotto il graffito che ricorda i Martiri di Montalto.

Inoltre è stato affisso un poster gigante nei pressi della rotonda dello stadio della Vittoria con lo slogan “La memoria è il cuore del futuro”. Rispettando le disposizioni governative anti contagio, è stata celebrata, seppur senza la consueta partecipazione di cittadini, autorità e associazioni, la Festa della Liberazione che celebra il ritorno dell’Italia alla Libertà, alla Pace e alla Democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni e dopo cinque anni di guerra.

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Il manifesto dell’amministrazione

SAN SEVERINO –  Un minuto di silenzio e la deposizione di una corona di alloro al monumento alla Resistenza edificato nel 1965, su progetto di Arnaldo Bellabarba, in viale Mazzini.

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Il sindaco Rosa Piermattei e Sergio Gironi davanti al monumento alla Resistenza

Davanti a uno dei simboli posti a ricordare la Liberazione del nostro Paese, il sindaco Rosa Piermattei, e il presidente della sezione cittadina dell’Anpi, intitolata alla memoria del capitano Salvatore Valerio, Sergio Gironi, hanno ricordato così il 75esimo anniversario di una giornata che da sempre è simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica durante la seconda guerra mondiale a partire dall’8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista. Sindaco e presidente Anpi hanno salito insieme le poche scale davanti al monumento sul quale è stato posto il tricolore storico dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia di San Severino. Accanto a questi simboli, sul muro posto sul lato della scalinata, i nomi dei partigiani uccisi in quei mesi segnati dal sangue anche in città.
«In questa giornata così intensa e particolare, che ha visto la città intera costretta a restare a casa a causa del Coronavirus, e dove il silenzio ha risuonato più di ogni altra parola – ha sottolineato dopo la cerimonia al monumento alla Resistenza il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei – vorrei fare proprie le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ricordando proprio la data del 25 aprile ha scritto: “Essa ci ripropone l’esperienza di un popolo capace di riscattarsi, di riconquistare il proprio destino, lasciando alle spalle le macerie materiali e morali del regime fascista. La forte coesione e l’identità del popolo italiano ci devono soccorrere anche nell’affrontare l’attuale insidia per la salute. Anche oggi dobbiamo resistere uniti contro un nemico aggressivo e insidioso ma non invincibile”. Dobbiamo guardare avanti con fiducia – ha poi concluso il sindaco Piermattei, che ha sottolineato – Oggi, come ieri, dobbiamo continuare ad essere uniti».  Inoltre come ogni anno, il corpo bandistico settempedano “Francesco Adriani” anche quest’anno è tornato ad accompagnare le celebrazioni. I componenti la banda cittadina lo hanno fatto in maniera virtuale con l’esecuzione dell’Inno di Mameli e di altri brani in una diretta Facebook. Anche in questa difficile situazione di isolamento sociale – dice il presidente, Alessandra Aronne – abbiamo sentito il dovere di essere comunque presenti con la nostra musica, nel ricordo dei Caduti per la nostra libertà». L’esecuzione, in prima assoluta, alle ore 10 di questa mattina. Il video è però visibile sulla stessa pagina Facebook della Banda San Severino Marche (facebook.com/banda.sanseverino).

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La banda di San Severino in di diretta streaming

 

FIASTRA – Questa mattina il sindaco Sauro Scaficchia, accompagnato dal vice Claudio Castelletti e dal Consigliere Vanis Rossetti hanno posto un vaso di fiori di fronte al Monumento ai caduti a San Paolo di Fiastra, come gesto simbolico che ha sostituito il tradizionale incontro dei sindaci con il Prefetto di Macerata e le manifestazioni che questa amministrazione comunale ha sempre promosso per ricordare la festa della Liberazione.

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«Lo scorso anno abbiamo ospitato nel nostro comune migliaia di persone – ricorda il Sindaco Scaficchia – così come l’anno precedente, quando per la prima volta fu organizzata la manifestazione “Fiastra libera tutti” che speriamo di poter tornare a fare già dal prossimo anno. Il 25 aprile per questa amministrazione comunale è la celebrazione più importante della storia repubblicana del nostro paese e non volevamo in nessun modo mancare questo appuntamento».

 

 

 

 

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Da sinistra, il presidente della sezione cingolana Anpi, Erasmo Olivieri; Martina Coppari, assessore alla Cultura, e Sergio Matellicani, comandante della polizia locale

CINGOLI – Una corona d’alloro depositata al monumento ai caduti della Resistenza. Un tributo dovuto, nonostante l’emergenza, anche a Cingoli. Sul Balcone delle Marche gli eroi della Liberazione sono stati ricordati questa mattina da Erasmo Olivieri, presidente della sezione locale dell’Anpi, e dall’assessore alla Cultura, Martina Coppari, in rappresentanza del Comune. «Il numero delle vittime del Coronavirus è elevato – sottolinea l’Anpi di Cingoli -, la crisi provocata dall’inattività forzata ha portata mondiale e soprattutto si prospetta un periodo di gravissima difficoltà sociale ed economica. La storia ci insegna che simili situazioni sono fortemente pericolose per la democrazia. Ma è proprio per questo che non possiamo rinunciare al 25 aprile». «Per celebrare la festa della Liberazione – continua l’associazione – oggi abbiamo svolto una cerimonia in forma ristretta, con la deposizione di una corona davanti al monumento dei Caduti alla presenza del presidente della nostra sezione Anpi, dell’amministrazione comunale e del responsabile della polizia municipale. Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di partecipare alla cerimonia in segno di unità e anche in rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e delle Associazioni di Volontariato, che purtroppo non è stato possibile invitare a presenziare direttamente. A queste associazioni, al presidente onorario dell’Anpi Angelo Salomoni, al caro Vincenzo Maggiore e a tutti i cittadini che non hanno potuto partecipare attivamente alla cerimonia, va il nostro affetto, la nostra sentita riconoscenza e il nostro augurio di tornare al più presto a festeggiare nella dimensione collettiva che contraddistingue la tradizionale cerimonia».

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Sotto le foto delle celebrazioni a Pesaro, Macerata, Civitanova

 

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In questa e a seguire le foto delle celebrazioni a Pesaro

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In questa e a seguire le celebrazioni a Macerata. In questa foto il sindaco Romano Carancini di fronte al monumento alla resistenza (Foto Falcioni)

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La celebrazione a Macerata. Da sinistra: l’assessore Angelo Sciapichetti, il sindaco Carancini, il presidente dell’Anpi Lorenzo Marconi, Annalisa Cegna direttrice dell’istituto della Resistenza

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Le celebrazioni a Civitanova

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