Vicini disturbati dal flash mob,
fa un video e viene aggredito:
50enne denuncia due ragazzi

POLLENZA - Stava riprendendo l'abitazione dove ogni pomeriggio alla stessa ora viene trasmessa musica ad alto volume. Ed è stato raggiunto da due giovani che lo hanno minacciato e spintonato. E' successo a Casette Verdini. Ora ha depositato una querela
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Un fotogramma del video realizzato dal 50enne

 

di Gianluca Ginella

Riprende la casa dove da giorni alla stessa ora veniva trasmessa musica ad alto volume, una sorta di flash mob che però infastidiva i vicini. Così uno dei residenti della via, a Casette Verdini di Pollenza, ha deciso di riprendere da dove veniva la musica. Gesto che ha suscitato la reazione di due giovani con minacce e spintoni. L’uomo, 50enne, ha sporto denuncia per l’accaduto, assistito dagli avvocati Federico Valori e Benedetta Tommasoni. I legali ricostruiscono la vicenda nella loro denuncia. «Il 29 marzo 2020, come è oramai solito fare in seguito all’entrata in vigore delle misure di contenimento per l’attuale emergenza sanitaria, il nostro assistito si trovava nei pressi della propria abitazione, per portare a passeggio il cane. Occorre specificare che da diversi giorni alcune persone residenti in un’abitazione a circa 200 metri di distanza da quella del querelante erano solite mettere musica ad alto volume, al punto tale da arrecare un vero e proprio disturbo alla quiete pubblica» si legge nella denuncia. Così l’uomo «stanco del protrarsi della situazione, nel pomeriggio del 29 marzo, mentre era a passeggio, decideva dunque di riprendere con il telefonino la casa dalla quale proveniva la musica ad alto volume. Verso le 18 si accorgeva di essere seguito da un uomo che aveva indosso una felpa rossa, che prendeva il telefono ed effettuava una chiamata». L’uomo a quel punto è tornato verso casa, una volta giunto lì è stato raggiunto dal giovane con la felpa rossa e da un altro ragazzo «l’abitante della casa dalla quale proveniva la musica ad alto volume». A quel punto «I due individui da subito si rivolgevano al nostro assistito con fare minaccioso non rispettando di fatto alcuna misura di distanziamento». Secondo la denuncia il giovane che abita nella casa dove viene messa la musica alta «si avvicinava sicuramente a meno di un metro di distanza minacciando e insultando il nostro assistito, arrivando più volte a spingerlo». Secondo i legali, in base ad un video fatto dell’accaduto, lo stesso giovane avrebbe detto: «“ti faccio un culo così, vuoi scommettere? Levati di torno. Se giri ancora intorno a me e mio padre io te la faccio pagare. Io ci metto 5 secondi testa di cazzo”».

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L’avvocato Federico Valori

E ancora, continua la denuncia: «“vanne a casa”, e spinge alla spalla il malcapitato. Continua minacciando: “vai a casa e levati dai coglioni te lo dico io, fidati, che tanto ci rivediamo, fa poco l’eroe, ti faccio un culo così, vuoi scommettere?”». A questo punto, anche il ragazzo con la felpa rossa si era inserito dopo che l’uomo che era a passeggio con il cane, sentite le minacce, aveva detto «Tu stai fuori di testa». Allora il ragazzo con la felpa rossa prima gli ha risposto «”chi è che sta fuori di testa?” e avvicinatosi al nostro assistito lo colpisce con una testata, che ovviamente non è stata ripresa nel video. E continua proferendo la seguente minaccia: “io ti ammazzo vai a casa se no buschi”. L’aggressione viene interrotta solo dall’arrivo di una donna, che esorta i due ragazzi ad andarsene. E proprio mentre i due si allontanano si sente pronunciare la seguente frase: “tanto ti chiappo quando non ci sta nessuno”». I legali nella denuncia sottolineano anche che i due ragazzi «non hanno in alcun modo rispettato le misure di contenimento per il coronavirus, circolando liberamente e soprattutto avvicinandosi a distanza ravvicinata al nostro assistito e arrivando a colpirlo, hanno fatto sì che quest’ultimo fino alla data dello scorso 15 aprile, fosse sottoposto dalle competenti autorità sanitarie alla misura dell’isolamento preventivo domiciliare». I legali hanno sporto denuncia per minacce e violenza privata.

 



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