Coronavirus, fuga dai ristoranti cinesi:
«I maceratesi hanno paura a venire da noi»

ALLARME - La proprietaria della Grande Shanghai di via Roma, parla di un vistoso calo di clienti e spiega: «Siamo aperti da più di 20 anni, i nostri dipendenti sono tutti residenti in Italia e io stessa sono molti anni che non torno in Cina. Niente di quello che cuciniamo viene dal mio Paese»
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La signora Aili, proprietaria del ristorante cinese Grande Shanghai

 

di Marco Ribechi

Coronavirus, in calo i clienti dei ristoranti cinesi. Ha contagiato anche Macerata la paura per l’infezione che si è sviluppata nel gigante asiatico, di cui arrivano quotidianamente aggiornamenti che hanno gettato l’intero pianeta nel panico. Il sospetto, nutrito dalla scarsa comprensione delle cause del virus, spinge sempre più italiani ad allontanarsi dei ristoranti tipici cinesi, in passato molto apprezzati e affollati. «Purtroppo quello che sta succedendo in Cina ci sta danneggiando pesantemente – spiega Aili, proprietaria del ristorante Grande Shanghai di via Roma – c’è panico che trova il suo sfogo in atteggiamenti ingiustificati di paura».

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Il caratteristico portale all’ingresso del ristorante

L’attività, aperta dal 1998, non ha infatti nulla a che vedere con la drammatica emergenza sanitaria cinese: «Siamo aperti da più di 20 anni e non abbiamo mai avuto problemi di nessun tipo – continua la ristoratrice – i nostri dipendenti sono tutti residenti in Italia e io stessa sono molti anni che non torno in Cina. Stiamo vivendo la stessa situazione che ha colpito tutte le attività di ristorazione cinese in Italia. Ora al nord sembra che la situazione si stia riprendendo mentre qui al centro ancora facciamo difficoltà. Nell’ultimo mese si vedono pochissimi italiani mentre gli stranieri sembrano non vivere questo terrore».

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La porta dell’attività

La ristoratrice ci tiene a precisare la provenienza italiana delle sue merci: «Niente di quello che consumiamo viene dalla Cina – aggiunge – il nostri fornitori sono italiani, della Lombardia. Purtroppo questa situazione lavorativa va ad aggravare il dramma che vive il nostro paese e i nostri cari che invece si trovano in una città vicino Shanghai. Lì ho i genitori e da settimane sono costretti a restare chiusi in casa senza sapere quando e se potranno uscire. La televisione cinese non possiede molte più informazioni di quella italiana, sembra che questo virus sia contagioso per via aerea ma ripeto noi non siamo assolutamente in contatto con niente e nessuno che provenga da quella situazione. Devo dire che per strada non ci sono problemi, i maceratesi sono gentili e non abbiamo notato nessun tipo di paura. Però per quanto riguarda il cibo c’è questo sospetto infondato e per questo voglio rassicurare tutti che noi siamo i primi a seguire gli sviluppi della vicenda con grande attenzione e partecipazione perché abbiamo tante care persone che stanno vivendo giorni veramente difficili».

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