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Sui Sibillini la magia si ripete
«Catturato lo spettro di Brocken,
un’emozione indimenticabile»

L'ESPERIENZA sul Vettore di Federico Papi di Sarnano e Giovanni Mattei di Corridonia, due giovani innamorati della montagna che sono riusciti a immortalare la "Corona" e lo straordinario effetto ottico creato dal sole e dalle nuvole
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Lo “Spettro di Brocken” immortalato da Federico Papi

 

di Marco Cencioni

Un’escursione sul Vettore si trasforma in un’occasione imperdibile per ammirare spettacolari effetti ottici.

La “Corona” sul monte Vettore

E’ quanto accaduto a Federico Papi di Sarnano e Giovanni Mattei di Corridonia, due giovani di 24 anni diventati amici perché accomunati dalle stesse passioni: la montagna e la fotografia. Domenica scorsa hanno deciso di ripetere l’esperienza vissuta la scorsa estate al confine fra Marche ed Umbria e di incamminarsi così verso il rilievo montuoso più alto del massiccio dei Sibillini, con i suoi 2.476 metri di altitudine. E’ bastato un cellulare di ultima generazione per immortalare lo “Spettro di Brocken”, detto anche “Gloria” e la “Corona” durante il ritorno verso Forca di Presta, dove hanno lasciato le auto. «Erano le 16,25, quasi al tramonto, quando ci siamo girati verso il versante sud e abbiamo notato questa nebbia che era salita – racconta Federico Papi – incredibile riuscire così a fotografare lo spettro di Brocken, che per noi che coltiviamo questa passione è sicuramente una cosa indimenticabile. Ma la nostra fortuna non è terminata lì, perché come ci siamo voltati abbiamo notato che, proprio al tramonto del sole, una nuvola ci ha sommerso ed è stato possibile imbattersi in una corona solare. Entrambi gli effetti sono durati pochi secondi ma siamo stati veloci a catturarli».

Federico Papi e Giovanni Mattei

Per quanto riguarda lo spettro, è necessario affinché si verifichi avere poco sotto la propria posizione uno strato di nebbie con il sole piuttosto basso (meno di 40°) che proietta l’ombra sulle nubi. Si realizza quando l’ombra ingrandita di un oggetto che si trova ad una altezza considerevole è circondata, in basso, da nuvole e nebbia e si trova in direzione opposta al sole. In queste condizioni si potrebbe osservare un arcobaleno circolare per effetto della diffrazione della luce ad opera delle gocce d’acqua. La “Corona” invece, anello colorato che circonda il sole, si forma a causa della presenza di strati nuvolosi  abbastanza sottili, sia formati da goccioline d’acqua liquida che da cristalli di ghiaccio. Per vederla, è fondamentale che le dimensioni delle goccioline o dei cristalli siano più o meno le stesse e può comparire in presenza di nebbia che, in questo caso, si diraderà brevemente. «Vado sempre in montagna con il mio cane Mike ed è il posto dove mi sento veramente me stesso, senza mascherare niente – conclude il giovane – rivela chi siamo veramente, lassù riscopriamo noi stessi e alla fine di questa avventura è stato splendido poter osservare fenomeni così rari e magnifici».

Pizzo del Diavolo nella foto di Federico Papi

Federico Papi con Mike

Spettro di Brocken sui Sibillini, l’ombra diventa fenomeno fotografico

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