«Giudice Iacoboni modello da seguire,
ha contribuito a migliorare la comunità» (FOTO)

MACERATA - Cerimonia al palazzo di giustizia per l'intitolazione dell'aula della Corte d'assise all'ex presidente del tribunale, scomparso a 63 anni
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La cerimonia in tribunale

 

di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)

Alti magistrati, avvocati del Foro, vertici delle forze dell’ordine ma anche tanti colleghi ed amici stamattina non sono voluti mancare alla cerimonia con la quale l’aula della Corte d’Assise del tribunale di Macerata è stata intitolata all’ex presidente del palazzo di giustizia del capoluogo, Alessandro Iacoboni, scomparso prematuramente all’età di 63 anni, alcuni mesi fa.

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Alessandro Iacoboni

Una cerimonia che si è tenuta prima all’esterno dell’aula, dove è stata scoperta la targa che ricorda il periodo in cui Iacoboni è stato presidente del Tribunale (dal 2008 al 2016) e poi all’interno della stessa dove diversi esponenti della magistratura hanno voluto ricordarne la figura e la carriera. Oltre alla mamma, alla moglie ed ai due figli del magistrato, presenti, tra le altre, moltissime autorità come l’assessore Narciso Ricotta con la fascia tricolore che ha rappresentato il Comune. Poi il prefetto Iolanda Rolli, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Amedeo Gravina, il questore Antonio Pignataro, il comandante provinciale dei carabinieri Michele Roberti, l’attuale presidente del tribunale Gianfranco Coccioli, il procuratore generale della Corte di Appello Sergio Sottani, il procuratore Giovanni Giorgio, la presidente dell’Ordine degli avvocati Maria Cristina Ottavianoni e gran parte dei dipendenti che lavorano all’interno del palazzo di giustizia. E’ stato lo stesso presidente Coccioli a scoprire la targa apposta all’ingresso dell’aula 1 del tribunale da oggi intitolata ad Alessandro Iacoboni.

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Il presidente del tribunale Gianfranco Coccioli scopre la targa

«E’ stata unanime questa richiesta da tutte le componenti del tribunale –ha ricordato Coccioli prima di scoprire la targa apposta all’esterno dell’aula- di poter dedicare ed intitolare al mio predecessore, che ha lavorato qui per tantissimi anni, Alessandro Iacoboni questa aula del tribunale. Fondamentale è stato il supporto all’iniziativa che è stato dato anche dall’Ordine degli avvocati che ha contribuito a portare avanti questa intitolazione. Questa targa è un suo ricordo: oggi si vive un’epoca dove il ricordo e la memoria spesso si perdono. Credo che questo invece sia il modo migliore per ricordare certe qualità, certe persone che hanno dato tanto alla comunità». Un lungo applauso che ha preceduto poi l’intervento del vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi, che ha dato la benedizione ricordando come «Iacoboni sia stata una persona stimata da tutta la città, un esempio, un modello da seguire. Nella tradizione ebraica si dice che le anime dei giusti sono nelle mani di Dio –ha proseguito il vescovo- e nel cuore di chi le ricorda».

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Il discorso di Coccioli

Troppo piccolo il corridoio per contenere tutte le persone presenti così la cerimonia si è trasferita all’interno dell’aula di Corte di Assise dove in moltissimi hanno preso posto. «Conobbi Iacoboni al mio insediamento –ha proseguito poi Coccioli- e capii subito quel suo amore per questo territorio, per Camerino e Macerata, di cui lui era parte integrante e dove ha svolto in maniera prevalente il suo oltre trentennio di attività giudiziaria. Questa provincia, nonostante lui fosse di origini abruzzesi, lo considerava un cittadino maceratese a tutto tondo. Parlammo di come affrontare la situazione emergenziale che si era creata in questo tribunale. Fu presidente della sezione penale prima di assurgere a presidente del tribunale. Una volta conclusi gli otto anni di mandato Iacoboni non voleva lasciare Macerata, lo capii sin dal momento del mio insediamento qui, quando lui esclamò un purtroppo nel dover lasciare l’ufficio, ma noi siamo soggetti a cariche temporanee. Alessandro è stato presidente, giudice e giurista ma soprattutto una persona che rispettava tutti».

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La benedizione del vescovo Marconi

Particolarmente pungente il ricordo del procuratore generale Sergio Sottani, che proprio nel tribunale di Macerata iniziò giovanissimo la sua carriera in magistratura. «Mi inserisco sul tema della memoria –ha esordito Sottani- perché entrare in questa aula per me è come fare un balzo indietro nel tempo, visto che i primi anni della professione mi hanno visto fare qui i miei primi processi. Sono voluto tornare qui perché in quegli anni ho avuto modo di conoscere magistrati come Poloni, Taglienti, Giuntella e Iacoboni. Era un gruppo di magistrati che per me, da poco in ufficio, erano punti di riferimento. Di Iacoboni ricordo due aspetti. Uno sempre citato sinora è quello che scriveva sulla rivista il Foro Italiano ed era già un punto di riferimento per tanti giovani come me che entravano in magistratura. Dall’altro c’era un caso interessante in questo territorio, quello della baronessa De Rothschild, il mistero dei Sibillini che forse qualcuno ricorderà e per me che ero da poco in magistratura vedere un giudice istruttore come Iacoboni che curava quel caso così minuziosamente, come volesse arrivare alla verità di un caso complicato, creava in me quella legittima aspirazione a non fermarsi al dato formale ma arrivare sino in fondo. Quando penso a Iacoboni penso ad una persona mite, che sapeva adattare il formalismo che lui conosceva molto bene e lo rispettava, lo sapeva adeguare al caso concreto che aveva davanti. Un magistrato che con la sua tranquillità sapeva dare una risposta autorevole. Sono felice che questa aula sia intitolata a Iacoboni: una comunità si caratterizza con le persone che la fanno vivere. Anche chi non è nato a Macerata, ma lo è poi diventato di fatto, ha dato una ricchezza alla città e questo dovrebbe essere un ricordo per tutti noi perché Alessandro Iacoboni questa realtà l’ha contribuita a migliorare».

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In prima fila, da sinistra: il procuratore Giovanni Giorgio, Cristina Ottavianoni (presidente Ordine avvocati), l’assessore Narciso Ricotta e il giudice Roberto Evangelisti

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Il presidente del Tribunale Gianfranco Coccioli

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