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Dieci case per i terremotati di Bolognola
Ceriscioli: «Solo 75 opere pubbliche finite,
è necessaria la semplificazione»

SISMA - Taglio del nastro per il complesso di Villa Marconi. Il governatore: «Vorrei vedere più inaugurazioni come queste ma serve un cambiamento». Il sindaco Gentili: «Qui abbiamo voglia di ripartire». Inaugurato anche il rifugio La Capanna
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Il taglio del nastro con il governatore Ceriscioli (secondo da sinistra), il sindaco Cristina Gentili (terza da sinista), il commissario Piero Farabollini (quinto da sinistra) con al suo fianco Cesare Spuri. Nella foto anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti (terzo da destra)

 

Dieci case sicure e rinate dopo la devastazione del sisma, il complesso di Villa Marconi a Bolognola, sono state inaugurate questa mattina ed hanno permesso ad altrettante famiglie di sfollati, di avere una abitazione. Il taglio del nastro nel Comune più alto delle Marche che da domenica illuminerà anche il relativo albero di Natale a 1409 metri di altezza, record permesso dall’altitudine, ha riguardato anche una struttura ricettiva privata, che è gestita da Emanuela Leli, imprenditrice turistica di lungo corso, che non si è arresa al sisma. Bolognola con questa inaugurazione è alla seconda opera pubblica inaugurata, dopo l’ex caserma della Forestale che ospita uffici comunali ed appartamenti per sfollati. Un intervento costato un milione e 800mila euro, finanziati dall’ordinanza 27 della Protezione civile, come certifica l’ingegnere Cesare Spuri capo dell’ufficio speciale ricostruzione intervenuto al taglio del nastro, che traccia un bilancio di un centinaio di appartamenti realizzati grazie a queste disposizioni normative.

«Rispetto al settore privato sulle opere pubbliche siamo un po’ indietro – ha detto Piero Farabollini commissario straordinario alla ricostruzione – ci sono delle regole e procedure da cui non si può prescindere, ma ci sono procedure come l’appalto integrato o altre semplificate che consentono un’accelerazione. Una doppia inaugurazione come quella di oggi, di un’opera pubblica e di una struttura privata ci ricordano come non sia importante solo la ricostruzione fisica, ma anche il rilancio economico di questi fantastici territori». Secondo il presidente della Regione Luca Ceriscioli: «Vedere nell’arco di un anno due opere pubbliche inaugurate, è un bellissimo segno di grande capacità ed efficienza, unita alla determinazione del sindaco di Bolognola nel fare le cose. Vorrei vedere un po’ in tutti i luoghi del terremoto più inaugurazioni come queste. Oggi sono solo 75 in tutta la Regione le opere pubbliche inaugurate, che rappresentano solo l’un per cento del valore economico a disposizione. Ciò significa che il 99 per cento deve ancora arrivare a compimento, dunque chiediamo la semplificazione, perchè vorremmo vedere più giornate come questa, in cui accanto all’investimento pubblico, c’è quello di due privati che investono con grandissima qualità. Noi a questo aggiungiamo una grande campagna di comunicazione turistica». Ha detto il sindaco di Bolognola Cristina Gentili: «Qui abbiamo voglia di ripartire, lo abbiamo fatto subito dopo le scosse. Non smetterò mai di ringraziare chi è rimasto, non sono potuti rimanere tutti per motivi logistici quindi qualcuno è andato al mare, stiamo provando a far tornare Bolognola quella di prima, anche se non sarà uguale. Per questo è importante l’inaugurazione delle case di Villa Marconi, come seconda opera pubblica nel giro di un anno, non sono alloggi temporanei. Festeggiamo anche gli otto nati negli ultimi due anni, un numero elevatissimo per Bolognola che ci regala speranza. Registriamo poi importanti investimenti dei privati, che credono nel nostro territorio e nelle sue potenzialità turistiche». Manca solo la neve, che ha appena sfiorato le cime più alte. «Rispetto a qualche anno fa Bolognola e Pintura sono cambiate – spiegano Carlo Trebaldi e Giulio Latini istruttori di snowboard – vengono appassionati di montagna da fuori, che apprezzano questi posti, gente che si fa molta strada ed ha la motivazione per venire qua, stiamo lavorando per aprire una scuola di snowboard». Dalle sponde del lago di Fiastra, in inverno Emanuela Leli si è trasferita sulle montagne di Pintura, dove dopo aver diretto lo Z Chalet per due anni, ha voluto scommettere di nuovo rinnovando completamente il rifugio La Capanna: «A spingermi è stato quello che ho visto negli ultimi due anni, quello che hanno fatto questi ragazzi, abbiamo deciso di fare un restyling al rifugio, abbiamo servizi per famiglie, escursioni in bici, una foresteria per i giovani che amano fare trekking e camminare, una beauty farm e 24 posti per dormire. Anche nel dramma, in questi anni la gente ha continuato a venirci a trovare, dandoci la forza di continuare».

Francesco Cianconi

Tra le montagne marchigiane, spunta l’accento di due trentenni pesaresi, che hanno scommesso sulle piste di Pintura, Francesco Cangiotti e Giacomo Zanchetti: «Siamo qua perchè siamo appassionati di sci e montagna, abbiamo trovato grande potenziale in questa località, sia a livello estetico di bellezza del territorio e dell’ambiente, ma anche potenziale di sviluppo per l’area sciistica e della ricettività, la nostra sfida è quella di avere qui un turismo per tutte e quattro le stagioni». Fattori decisivi per la fruizione turistica sono stati l’impianto di innevamento artificiale e le attività collaterali, come lo sci di fondo portato avanti da Francesco Cianconi, che si sta impegnando sul versante dell’omologazione della pista e la scuola di sci diretta da Alessandro Romagnoli, che scommette sui più piccoli. Dentro alla Capanna hanno voluto rendere omaggio alla bellezza del territorio con quadri e foto Daniela Ripani e Mario Migliorelli, Carlo Vecchioli e Franco Mancinelli, in collaborazione con Antonella De Sanctis della Pro Loco che ha curato con i collaboratori le luminarie della zona e l’albero di Natale sulla montagna.

 

Carlo Trebaldi e Giulio Latini

 

 

 

 

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