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Sgarbi show al Rossini:
«Leonardo? Un dilettante
che ci ha regalato capolavori»

CIVITANOVA - Teatro gremito e pubblico affascinato per lo spettacolo del critico d'arte dedicato a Da Vinci
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di Laura Boccanera

«Leonardo, un genio dell’imperfezione, un dilettante che ci ha dato dei capolavori, è il primo vero artista contemporaneo per il quale l’idea, la potenza della mente è più importante dell’esecuzione della mano». E’ Sgarbi show al teatro Rossini di Civitanova gremito in occasione dello spettacolo dedicato all’opera di Leonardo Da Vinci nel 500esimo anniversario della morte.

Un monologo di tre ore, accompagnato da suggestive grafiche ipnotiche in 3D e dalla musica dei violini (di Tommaso Arosio e Valentino Corvino) che restituiscono un ritratto quasi inedito e anche un po’ irriverente del grande genio toscano. In un percorso temporale, dalle primissime opere giovanili, fino agli ultimi anni prima della morte, Vittorio Sgarbi tratteggia la figura di Leonardo come primo vero artista contemporaneo. Un uomo che si interessò di ogni aspetto della conoscenza, pittura, architettura, ingegneria e che fu addirittura musico. «A Milano venne ingaggiato da Ludovico il Moro, come si farebbe con una band» racconta il critico d’arte. Una varietà di interessi che corrispondeva ad una smania di conoscenza, a volte anche a discapito dell’esecuzione dell’opera, spesso lasciata incompiuta, indefinita. Perché per Leonardo, secondo Sgarbi non è importante l’esecuzione, quanto dare espressione all’idea, all’intuizione della mente. Leonardo come demiurgo, come Dio. Un racconto mai banale e a tratti anche “irriverente”, registro linguistico utilizzato per riaccendere il pubblico in sala, quasi ipnotizzato dal flusso di voce e dalle immagini che scorrono sullo schermo. Un Leonardo quasi “sfaticato”, perfetto soggetto per il reddito di cittadinanza, banalizza Sgarbi, costretto a lavorare suo malgrado, ma proprio perché libero da committenti, libero di sperimentare il suo essere artista senza la necessità di avere per le mani un lavoro finito. E poi gli accostamenti con l’arte contemporanea, con Duchamp soprattutto e con quanti si sono cimentati poi nella “citazione” della Gioconda che «non è un’opera, la conosciamo prima dalle riproduzioni che dal vero, quando vai al Louvre vedi solo le teste dei giapponesi e constati che la Gioconda esiste», dice in un passaggio, E poi le citazioni delle fonti di critica d’arte, su tutti Vasari «Leonardo è vivo, nulla egli toccò che non tramutasse in bellezza eterna». Al termine dello show lo storico dell’arte si è intrattenuto nella hall per firmare copie del suo libro e per foto e selfie.

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