Abbandonati alla nascita,
15 cagnolini cercano casa

MACERATA - Sono stati trovati lo stesso giorno, provengono da due cucciolate diverse. Hanno già ricevuto le prime cure. L'appello di Tiziana Giannoni, responsabile del canile comunale: «Si avvicina il Natale: per l'occasione, pensiamo di cuore ai nostri amici a quattro zampe»
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Uno dei cuccioli riceve cure

 

di Elisabetta Pugliese

«Sono molto variegati e diversi tra loro. C’è chi è più vivace e giocherellone, chi è più dormiglione e chi abbaia già con tono deciso. Sono tutti tenerissimi». Sono queste le parole con cui Tiziana Giannoni, responsabile del canile comunale di Macerata, descrive i 15 cuccioli di cane abbandonati che stanno aspettando una famiglia tutta loro. Arrivati lì il primo novembre, hanno circa due mesi e vengono da due cucciolate diverse, una da cinque e una da dieci cagnolini. Il gruppo minore è stato trovato nei pressi del fiume Potenza, quello maggiore a Valleverde, nella frazione di Piediripa, in un trasportino, dietro segnalazione. «Probabilmente i dieci derivano a loro volta da due cucciolate diverse, perché si differenziano sia nell’aspetto che nella taglia. Quando sono stati trovati erano ammassati l’uno sull’altro» – ha commentato la Giannoni.  In effetti, entrambi i gruppi di cagnolini sono arrivati al canile in pessime condizioni, gonfi e pieni di parassiti intestinali. «Non stavano affatto bene – ha continuato la responsabile – abbiamo subito iniziato a prendercene cura, tenendo sotto controllo le parassitosi e procedendo con le vaccinazioni e la sverminazione; successivamente, li abbiamo tutti microchippati».

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Uno dei cuccioli abbandonati

Ci sono già state numerose richieste per loro, ma a causa delle cure i cagnolini resteranno nel canile ancora per qualche giorno, per poi essere affidati già dalla prossima settimana. A tal proposito, la Giannoni ha chiarito meglio le dinamiche del processo di affido: «Facciamo sempre una scrematura preliminare attraverso un primo colloquio in ufficio. Lo facciamo particolarmente per i cuccioli, perché sono belli, dolci e buffi, attirano molto e hanno molte richieste, ma proprio perché sono piccoli e vivaci hanno bisogno della massima cura e attenzione, soprattutto nei primi 5-6 mesi, vanno rieducati e seguiti. Rischiano molto più dei cani adulti, perché magari all’inizio sporcano e sono difficili da gestire, quindi le persone potrebbero ripensarci e riconsegnarli. Successivamente procediamo con il pre-affido – ha continuato la responsabile – e ci rechiamo nell’abitazione della persona interessata per un secondo colloquio, attraverso cui cerchiamo di assicurarci che si tratti di un luogo adatto e che sia prevista una buona gestione. Se tutto questo avviene positivamente, i cuccioli vengono assegnati».

Non si tratta certo di un procedimento semplice e snello. In più, spesso è difficile dare in affido gli animali proprio perché può capitare di vederli felici quando trovano una famiglia a cui inevitabilmente si affezionano, ma poi magari vengono riconsegnati per vari motivi e non sono più voluti. Qualche volta, però, per fortuna alcune storie hanno un lieto fine, come due casi che la Giannoni ci ha raccontato: «Ieri abbiamo portato a termine due adozioni. La prima per una cucciola di sette mesi, che era stata affidata due mesi fa ma che poi ci era stata riportata. Per lei non era la famiglia giusta; ora ne ha trovata una nuova. L’altra invece – ha continuato – è una cagnolina di razza Springer spaniel, arrivata da noi denutrita e bisognosa di cure. Un animale dolcissimo, che ha sofferto molto; fortunatamente una famiglia ha deciso di prenderla con sé, l’ha presa molto a cuore».

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Jessy di 19 anni, il cane più anziano del canile

È necessario incentivare le adozioni: gli animali hanno bisogno di cure e attenzioni e meritano qualcuno che li ami e che diventi la loro famiglia. Troppi cani sono ancora in canile, dopo tantissimi anni senza mai essere scelti da nessuno. Uno di loro è Jessy, il più anziano di tutti: «Jessy ha 19 anni – ha raccontato la Giannoni – è arrivato da noi 14 anni fa, quando ne aveva solo cinque. Anche lui è un meticcio di razza, probabilmente da caccia; ha un buonissimo carattere, nonostante sia da noi da moltissimo tempo. Ci piacerebbe che passasse gli ultimi momenti della sua vita fuori di qui – ha concluso – in una famiglia, al caldo, accanto a qualcuno che lo coccoli e gli dia affetto. Tra l’altro si avvicina il Natale: per l’occasione, pensiamo di cuore ai nostri amici a quattro zampe».

 

 

 

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