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Cessione Sma/Auchan a Conad,
esplode la rabbia dei dipendenti:
«Licenziamenti oltre le cose»

PROTESTA - Stamattina il presidio regionale dei lavoratori davanti al complesso commerciale di via Scataglini ad Ancona. Nel Maceratese 160 posti a rischio, 1500 in tutta la regione. I sindacati: «Vogliamo certezze per il nostro futuro». IL VIDEO
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di Federica Serfilippi (foto di Giusy Marinelli)

Fischietti, bandiere, striscioni e slogan per rivendicare il diritto al lavoro e la certezza di un futuro che, ad oggi, sembra essere tutto da scrivere. E’ scattata questa mattina ad Ancona la manifestazione regionale di protesta legata alla cessione del gruppo Sma-Auchan a Conad.

I dipendenti della catena francese sono arrivati a centinaia in via Scataglini, davanti al complesso commerciale che ospita uno dei più grandi punti vendita Auchan della regione, nonché gli uffici centrali. Chiedono certezze per il loro futuro occupazionale e la sicurezza del mantenimento del posto di lavoro. Nella provincia dorica sono circa 800 i posti a rischio, 160 nel Maceratese, 1500 in tutta la regione. A sostenere le voci dei dipendenti, anche il presidente del Consiglio Regionale Antonio Matrovincenzo, arrivato in mattinata alla Baraccola. Il presidio è stato organizzato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil regionali. La manifestazione di protesta è in programma anche davanti al Mise, dove oggi si è tenuto l’incontro con i vertici Conad.  «Non abbiamo ancora risposte certe su quella che è la questione principale, cioè la tenuta occupazionale –  dichiarano Gianni Ghergo e Oriano Poloni responsabili sindacali unitari dei punti vendita Auchan di Tolentino e Macerata – Vogliono carta bianca su tutto, la loro intenzione è quella di suddividere i punti vendita in tanti piccoli reparti a se con una propria gestione che non superi i 15 dipendenti cosi da aggirare l’articolo 18. Non hanno ancora presentato un piano industriale. Hanno dichiarato fino ad oggi di voler tutelare tutti i posti di lavoro. Ad oggi ma per il futuro? La nostra speranza è che al più presto, vista la situazione di incertezza si faccia chiarezza su cosa ne sarà del nostro posto di lavoro». Sono 20 i negozi, su 28 totali in tutta la regione, che hanno già cambiato (o sono in procinto di farlo) insegna. Ne rimangono 8 fuori, la maggior parte dei quali nel Maceratese. E poi c’è il destino incerto del centro di stoccaggio di Loreto e degli uffici del complesso di via Scataglini: oltre 150 persone che tremano e sperano di veder definita la loro situazione al più presto. «Ancora non sappiamo che fine farà il nostro punto vendita – dice Tiziana Morettini del Simply di Falconara -, siamo in attesa di sapere qualcosa di più preciso. Speriamo di poter riconfermare i nostri ruoli e riportare il punto vendita in auge, proprio come era una volta. Significava lavorare in maniera sana e gratificante. La preoccupazione maggiore è quella del posto di lavoro, ma anche quello di poter riconfermare il nostro ruolo attraverso un contratto definito che possa tutelare la nostra attività». La voce di Fabio Perini, dipendente del deposito di Osimo: «Le preoccupazioni sono tante perchè Conad sta cercando di esautorare la distribuzione nella nostra provincia cercando un guadagno economico e sfruttando i depositi di Forlì e Monsampolo del Tronto. Il rischio più grosso non è tanto la chiusura che potrebbe avvenire da un giorno all’altro, ma il depotenziamento che piano piano ci porterà a una morte lenta. Chiediamo garanzie a Conad che fino a questo momento ha portato avanti un’operazione esclusivamente finanziaria e commerciale». Monica Andreucci lavora al centro di via Scataglini da oltre vent’anni: «Lo sciopero riguarda la precarietà che ci verrà riservata dopo questo passaggio. Precarietà che non riguarda solo il filone occupazionale, ma anche il mantenimento dei diritti acquisiti difesi a denti stretti nel corso degli ultimi anni. La nostra non è una lotta semplice».

(servizio aggiornato alle 15,30)

Carlo Cotichelli, Cgil

Fabrizio Bontà, Uil

 

Marco Squartini, Cisl

Il presidente del Consiglio regionale Mastrovicenzo stringe la mano ai lavoratori

 

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