Compra case e gestisce un bar
con lo spaccio di droga (Video)
Confiscati beni a un 47enne

PORTO RECANATI - Operazione di polizia, carabinieri e Guardia di finanza. L'uomo aveva proprietà e contanti per oltre 80mila euro. Due le misure applicate, una personale e l'altra patrimoniale. L'indagine era partita dalla morte per overdose di Tamara Giorgetti
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di Gianluca Ginella (Foto Fabio falcioni)

Con lo spaccio di droga aveva comprato case, gestiva un bar, e aveva in banca 14mila euro e nell’abitazione in cui viveva un quadro fatto con banconote vere e la cornice in argento.

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Da sinistra: il capitano Massimo Amicucci, il commissario capo Maria Raffaella Abbate, il primo dirigente Andrea Innocenzi, il tenente colonnello Pierfrancesco Bertini

Sul conto dell’uomo, un 47enne marocchino, Abdel Monumain Safhi, già arrestato ad aprile e attualmente in cella nel carcere di Montacuto, è partita una indagine di polizia, carabinieri della Compagnia di Civitanova, e del Gico della Guardia di finanza.  In seguito agli accertamenti svolti sono state emesse due misure di prevenzione: quella della sorveglianza speciale e una patrimoniale con il sequestro di due appartamenti e di un posto auto al River Village di Porto Recanati (nel complesso per un valore di 26mila euro), le azioni della Shaker srl che gestisce il bar del River Village, e 14mila euro su 3 conti correnti.

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La Squadra mobile con il denaro e la droga sequestrati a Safhi

Nel complesso sono stati sequestrati al 47enne beni per un valore catastale di 86mila euro (quello commerciale supera i 100mila euro). Tutto era cominciato dall’indagine condotta dalla Squadra mobile, diretta dal commissario capo Maria Raffaella Abbate, in seguito alla morte per overdose della 28enne maceratese Tamara Giorgetti, scomparsa il primo luglio del 2018. Lo scorso aprile la procura di Macerata aveva emesso quattro misure cautelari che avevano portato in manette tre persone, tra cui il 47enne Safhi, mentre una quarta persona è stata arrestata la scorsa settimana. Quando era stato arrestato il marocchino aveva in casa, in un appartamento al River village di Porto Recanati, 9.450 euro. Troppi soldi per chi non lavorava dal 2017. E poi c’era un quadro con cornice in argento fatto con banconote di vari tagli (dai 5 ai 50 euro), un bagno damascato (dove nello scarico era stata trovata droga e un bilancino di precisione).

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Il commissario capo Maria Raffaella Abbate, dirigente della Squadra Mobile

Sono così partiti ulteriori accertamenti che hanno coinvolto sia al Compagnia carabinieri di Civitanova, diretta dal capitano Massimo Amicucci, che dal Gico della Finanza, comandato dal tenente colonnello Pierfrancesco Bertini. E’ stato ricostruito che l’uomo aveva acquistato due appartamenti, un posto auto (tutti al River village, le case del valore catastale di 13mila euro e il posto auto di 6mila euro), aveva una società che gestiva il bar del River Village, la Shaker srl, tre conti correnti con 14mila euro depositati. Case, posto auto, quote della Shaker e il denaro sui conti correnti sono stati confiscati dopo le indagini interforze che hanno portato ad una misura patrimoniale e a quella della sorveglianza speciale della durata di tre anni «che entrerà in vigore dopo che uscirà dal carcere – spiega il primo dirigente Andrea Innocenzi, dirigente della Divisione anticrimine di Macerata –. L’applicazione della misura personale e di quella patrimoniale è il primo provvedimento di questo tipo in provincia». Le misure sono state disposte dal tribunale di Ancona su proposta del questore Antonio Pignataro, in seguito alle indagini. Safhi è difeso dall’avvocato Alessandro Brandoni.

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La Squadra mobile al River Village

 

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Pierfrancesco Bertini tenente colonnello  comandante del Gico della Guardia di finanza di Ancona

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Il capitano Massimo Amicucci, comandante della Compagnia carabinieri di Civitanova

 

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