Marzetti dribbla le critiche:
«Io all’opposizione?
Piuttosto il sindaco si sganci dagli adulatori»

CIVITANOVA - Il consigliere risponde così ai quattro colleghi di Vince Civitanova e Noi con Ciarapica: «Si apra di più alle istanze di tutta la maggioranza»
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Sergio Marzetti

 

«Il sindaco si stacchi dagli adulatori del suo ristretto entourage e si apra di più alle istanze di tutta la maggioranza». Sergio Marzetti non ci pensa per ora a passare all’opposizione dopo l’invito dei 4 consiglieri di Vince Civitanova e Noi con Ciarapica a uscire dall’alveo della maggioranza e, anzi, rivendica la necessità di una critica. «Ai quattro entusiasti consiglieri che pretendono il mio passaggio all’opposizione – continua Marzetti – sostituendosi agli elettori che hanno voluto li rappresentassi nel centrodestra, vorrei soltanto ricordare che quando sono uscito da Forza Italia per confluire nel gruppo misto di maggioranza, ho evidenziato che la mia presenza sarebbe stata critica e propositiva nello stesso tempo. E le molte proposte da me fatte lo confermano anche se poche hanno avuto considerazione ai sottoscrittori del documento che difendono a spada tratta il loro assessore solo perché eletto nella loro lista e non per le novità di iniziative e proposte da lei apportate, vorrei opporre la mia totale libertà da ogni condizionamento, cosa di cui mi onoro, e assicurare che esprimerò sempre il mio pensiero non per giocare ma per aiutare il sindaco ad aggiustare la macchina amministrativa e far sì che nella seconda parte del mandato, possa maggiormente rispondere alle esigenze della collettività». Marzetti si toglie poi anche qualche sassolino rispetto al passato. «Sarei un ipocrita se non ammettessi la mia delusione e quella dei 227 elettori che hanno scelto me per rappresentarli nell’assise cittadina – aggiunge – per non essere stato considerato dal mio ex partito né tantomeno dal sindaco che da bravo Pilato se ne è lavato le mani, premiando invece Claudio Morresi, candidato dell’ opposizione, che non ha avuto difficoltà a cambiare casacca in cambio della presidenza del consiglio comunale, tra l’altro molto indigesta, come dimostrano le tre votazioni necessarie per far digerire questa scelta. Mi auguro che finalmente il sindaco riesca a sganciarsi dagli adulatori del suo ristretto entourage, quattro consiglieri su sedici,  aprirsi di più alle istanze di tutta la maggioranza e ad acquisire maggiore autonomia di giudizio nel valutare questi litigiosi due anni di legislatura, chiedersi se non sia il caso di mettere in campo un pizzico di autocritica e correre ai ripari. Il vice sindaco/chirurgo Fausto Troiani, in questo caso può essere un saggio consigliere, ben sapendo che quando nel corpo umano un organo non va bisogna correre ai ripari per evitare sofferenze ulteriori o magari, passare a miglior vita. La dignità e la coerenza sono elementi essenziali del mio dna. Restare o uscire dalla maggioranza sarà comunque una scelta esclusivamente mia e non decisa da nessun altro. E’ quello che non hanno capito i quattro effimeri moschettieri».

 

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