Carancini attacca il circolo tennis
Sfida social sui contributi

BOTTA E RISPOSTA - Il sindaco di Macerata si scaglia contro i commenti dell'articolo di CM sul successo del botteghino dello Sferisterio tirando fuori una polemica che si è rivelata un boomerang
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Un campo del circolo tennis Atm e Carancini in versione atleta durante una staffetta per l’Avis

 

Game, set, match: Romano Carancini riesce, semplicemente con un commento di pochissime righe, a mettersi contro il circolo tennis Giuseppucci di via dei Velini.

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Il commento di Carancini

Tutto è iniziato dopo la pubblicazione dell’articolo di Cronache Maceratesi sul bilancio del Mof al terzo weekend di lirica allo Sferisterio: incassi superiori ai 100mila euro per le tre opere e record di presenze. Tra i primi commenti quello di Massimo Raparo, tra i soci del circolo, che scrive: «Occorre comunque ringraziare quei contribuenti che non vanno all’opera ma sono comunque costretti a sovvenzionarla. Su quasi 4 milioni e mezzo di costi annui (bilancio 2017) – aveva scritto – la biglietteria non copre nemmeno la metà. 800.000 il contributo dal ministero (contribuenti), 500.000 dalla Regione Marche (contribuenti), 500.000 dal Comune di Macerata (contribuenti). Insomma i contribuenti con le tasse contribuiscono molto di più della biglietteria». Una posizione che può essere condivisibile o meno, in ogni caso esposta con garbo e soprattutto puntuale e attinente all’argomento. Non deve averla pensata così il sindaco, che a stretto giro se ne è uscito con questa risposta: «Raparo…ma tu non sei tra i dirigenti dell’associazione tennis di Macerata che attraverso i contributi comunali, le garanzie, e gli impianti comunali consentono di giocar in quei campi solo a pagamento?».

Per poi aggiungere poco dopo in risposta a un’altra lettrice, ma riferito sempre a Raparo: «Chissà se ti racconta quanto si è raccomandato affinché l’amministrazione intervenisse…vediamo se lo ricorda». Insomma, Carancini ha dato subito l’impressione di aver perso il controllo con un attacco considerato ingiustificato e fuori tema. Un po’ come quelli che rispondono “E allora al Pd?” a qualunque tipo di critica. E infatti la controrisposta non si è fatta attendere. «Romano Carancini – ha aggiunto Raparo – non mi aspettavo una risposta così personale. La mia è una critica costruttiva. Come sai nell’associazione tennis non c’è attività a scopo di lucro, nessuno di noi percepisce compensi, anzi mette impegno tempo e soldi per passione. Il contributo di 5.000 euro all’anno è pari al 5% del budget, la manutenzione straordinaria è a carico del Comune in quanto proprietario. Personalmente non ho mai chiesto raccomandazioni al Comune, accusarmi di questo mi sembra anche grave, ho solo strutturato una sorta di piano industriale interamente autofinanziato. Scagliarsi così contro una critica di un cittadino, tra l’altro mai schierato politicamente mi sembra una offesa personale».

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Romani Carancini

La discussione ovviamente non è passata inosservata, e le critiche a Carancini per il suo intervento scomposto sono continuate.  «Buonasera signor Carancini essendo anche io consigliere dell’associazione Tennis – ha scritto Paolo Fortuna su Cm – mi sono sentito chiamato in causa, le vorrei ricordare che non solo l’associazione non è a scopo di lucro ma ci siamo impegnati personalmente per gli eventuali disavanzi di bilancio con i nostri fondi privati inoltre le faccio presente che le 5.000 euro di contributo annuale (cifra ridicola se paragonate ai costi di gestione degli impianti) sono state tolte dall’ultima convenzione. L’unico contributo promesso di 3.500 euro per contribuire al taglio delle siepi (manutenzione straordinaria spettante al proprietario dell’impianto ovvero il Comune) non sono state mai date anche se più volte promesse. Detto questo non si deve permettere di usare certi termini perché né io né i miei colleghi ci siamo mai permessi di raccomandarci, pertanto, dopo che un cittadino mosso dalla sola passione si impegna sia con il proprio tempo sia con le proprie risorse a cercare di dare un servizio ai cittadini con il minimo aiuto del comune e sentirsi anche accusato di essere un raccomandato, se permette scoccia di brutto ed è sleale». E infine il maestro di tennis Fabiano Tombolini: «Romano Carancini, con tutta la stima che ho per te, il tuo intervento a mio parere è fuori luogo. Il contributo del Comune come ben sai non esiste più e gli unici interventi che esso deve garantire sono quelli straordinari in quanto proprietario degli impianti. Senza far pagare chi gioca a tennis niente starebbe in piedi e credimi andare avanti anche in questa maniera è molto complicato e impegnativo con soci-consiglieri volontari che non percepiscono 1 euro per quello che fanno. Quindi l’Atm fondamentalmente fornisce a costo zero un servizio ai cittadini per conto del Comune, offrendo alla comunità l’opportunità, se si desidera, di usufruire di una struttura accogliente e di uno staff competente e professionale per poter imparare e giocare a tennis a prezzi contenuti considerando la qualità dell’offerta. Non mi sembra cosa da poco di questi tempi». Appunto: game, set, match.



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