Negozio cannabis light chiuso
«E’ una caccia alle streghe,
merce comprata con fattura»

CIVITANOVA - Uno dei titolari di Cb Dream contesta il provvedimento di sospensione del questore: «Dai risultati è emerso che i 417 grammi sequestrati avevano un Thc di 0,46%, è incomprensibile questo accanimento». Sull'hashish sequestrato: «Si tratta di 0,9 grammi ed era nella tasche di uno dei soci, è evidente che sia per uso personale». Il legale del locale sta valutando ricorso al prefetto e al Tar
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La notifica del provvedimento di sospensione a Cb Dream

 

«Una caccia alle streghe e un modo per farsi pubblicità». Sono le parole di David Bastioli, uno dei tre soci del negozio di cannabis light Cb Dream di Civitanova, chiuso oggi su disposizione del questore Antonio Pignataro. Altri trenta giorni di sospensione, dopo i 15 già comminati a inizio mese e una denuncia per spaccio a uno dei tre. Bastioli contesta la decisione che, come emerge dal decreto di sospensione, si basa sul sequestro di 417 grammi di cannabis, comprata con regolare fattura e con un principio attivo pari a 0,46%. Il punto è sempre lo stesso e riguarda la possibilità di vendita dei fiori di canapa con Thc compreso tra 0,2 e 0,6. Secondo il questore ciò non è possibile, non esiste a suo dire una cannabis che può essere definita light, perché anche con un principio attivo basso va comunque considerata sostanza stupefacente e quindi potenzialmente dannosa. Come aveva già ricordato l’avvocato Vando Scheggia (legale del titolare dell’altro negozio chiuso a inizio maggio a Civitanova Tuttocanapa)  e come ricordano oggi sia Bastioli, sia l’avvocato Michele Carluccio che assiste i titolari della Cb Dream, l’ultima legge emanata in materia nel 2016 non è chiara sulla commercializzazione dei fiori di canapa con basso Thc, tanto che su sequestri simili ci sono stati pronunce opposte della Cassazione. E proprio tra domani e venerdì la sezione unite della Suprema corte dovrebbero mettere un punto fermo sulla questione.

cannabis-light-civitanova4-650x365«C’è un buco nella legge che va sanato questo è evidente – continua Bastioli – nel frattempo non capisco questo accanimento contro attività aperte con tutte le licenze del caso. Chi vuole delinquere e guadagnare spacciando, non apre certo un negozio. Questo senza considerare l’enorme danno che questo provvedimento ci arreca. Noi abbiamo fatto enormi sacrifici per aprire il locale, abbiamo un mutuo da pagare, e restare chiusi per 30 giorni significa continuare a pagare le spese senza avere nessun ritorno. Oltretutto nell’ultimo anno anno e mezzo non ho visto grossi sequestri di cocaina o eroina, droghe onnipresenti contro cui non vedo lo stesso accanimento dimostrato nei confronti della cannabis light, che non ha nessun effetto psicotropo». Nel decreto di sospensione si parla anche del sequestro di hashish, 0,9 grammi per la precisione. «Era nelle tasche di uno dei soci – specifica Bastioli – è evidente si tratti di uso personale». Tesi sostenuta anche dall’avvocato Carluccio. «E’ assolutamente da escludere che l’hashish sia connesso all’attività commerciale – specifica il legale – per il resto stiamo valutando la possibilità di fare ricorso al prefetto e al Tar e in più siamo in attesa del verdetto della Cassazione. La cannabis sequestrata era stata comprata regolarmente con fattura».

(redazione CM)

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