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Nodi della ricostruzione
dal Durc ai controlli, i sindacati:
«Serve più personale per vigilare»

SISMA - Jacopo Lasca della Filca, Filomena Palumbo della Feneal e Massimo De Luca della Fillea invitano a non abbassare la guardia. Tra i problemi la mancata convocazione del tavolo istituzionale con la Prefettura, riunitosi solo una volta. E anche dove dormiranno i lavoratori in arrivo: «Abbiamo individuato tre possibili sedi come Visso, Castelraimondo e Sarnano che coprirebbero, con almeno 350 posti ognuno, il fabbisogno». Giallo sul documento di congruità che è previsto dalla legge ma alla Cassa Edile di Macerata non è arrivata nemmeno una richiesta per la certificazione
giovedì 23 Maggio 2019 - Ore 20:33 - caricamento letture
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Da sinistra Massimo De Luca, Jacopo Lasca e Filomena Palumbo

di Mauro Giustozzi

Cgil, Cisl e Uil all’attacco su Durc di congruità, settimanale di cantiere, decreto sblocca cantieri e tavolo istituzionale in prefettura. Jacopo Lasca della Filca, Filomena Palumbo della Feneal e Massimo De Luca della Fillea hanno sottolineato le storture, i rischi ed i pericoli in agguato nell’ambito di una ricostruzione che sta dando i primi segnali di ripresa ma che presenta ancora moltissime situazioni sulle quali non si può abbassare la guardia. In particolare la richiesta forte che si è levata dagli esponenti sindacali è stata quella di riattivare il tavolo istituzionale in prefettura istituito con la legge 189 (articolo 35) che è stato convocato una sola volta, il 4 febbraio scorso, ed a oggi non ha avuto alcun seguito. «Anche perché nella prima riunione vi partecipò una minoranza dei soggetti interessati – ha ribadito Filomena Palumbo -. A parte i sindacati, Ispettorato del Lavoro e Asur mancavano le organizzazioni degli artigiani Confartigianato e Cna, le cooperative, l’Agenzia delle entrate, la Finanza. Ci auguriamo che, subito dopo le elezioni, la prefettura riconvochi il tavolo al quale è indispensabile la presenza di tutti i soggetti coinvolti».

Ma è stato in particolare sul Durc di congruità e sul settimanale di cantiere che l’attenzione dei tre esponenti del sindacato si è soffermata maggiormente, anche alla luce di una stranissima situazione per la quale, alla Cassa Edile di Macerata, dallo scorso 5 agosto quando fu emanato il decreto che ricomprendeva al suo interno questa obbligatoria certificazione per poter anche incassare il denaro per gli stati di avanzamento dei lavori, non è giunta neppure una richiesta di tale certificazione durc. «In base all’ordinanza 58 questo strumento è operativo –ha ribadito Jacopo Lasca- è vero che c’è stato un ricorso da parte degli ordini professionali ma non è giunta alcuna sospensiva in merito fino alla pronuncia del Tar che avverrà solo nei prossimi mesi. E’ strano che ad oggi alla Cassa Edile di Macerata non sia arrivata alcuna richiesta di tale certificazione. Nel mese di aprile sono stati certificati 4 milioni di euro di lavori che potranno essere pagati, ma al contempo non c’è alcuna richiesta di questa certificazione di congruità». Sull’annoso problema dei controlli si è invece soffermato Massimo De Luca della Fillea. «Ci sono già poche forze che effettuano controlli in provincia – ha ribadito- Asl e Ufficio del Lavoro erano in sofferenza prima e lo sono ancor di più oggi. Se pensiamo che si apriranno nel territorio in futuro 50 mila cantieri ed operano sul territorio montano tre ispettori del lavoro e tre dipendenti dell’Asl di Camerino capiamo bene la portata della situazione di difficoltà esistente». Un altro aspetto ribadito dai tre sindacalisti del comparto edile è la qualità e la dignità del lavoro che viene mortificata con contratti che nulla a che vedere con l’edilizia, come quelli applicati che spesso sono dei metalmeccanici o degli agricoli e la necessità di creare dei campi base in loco per la manodopera utilizzata nei cantieri, sullo stile di quanto accaduto prima con la Quadrilatero che ha costruito la superstrada Valdichienti e poi con Arcale per le casette di emergenza. «Campi base per un migliaio di lavoratori da creare in prossimità delle zone dove sono i cantieri – afferma sempre De Luca -. Noi abbiamo individuato tre possibili sedi come Visso, Castelraimondo e Sarnano che coprirebbero, con almeno 350 posti ognuno, il fabbisogno. Non solo sicurezza e legalità per chi lavora in quelle aree ma ciò potrebbe creare un indotto importante per l’entroterra, impiegando almeno una cinquantina di maestranze di quelle zone per pulizia, mensa ed altri servizi ed anche dare impulso all’economia tramite l’acquisto di prodotti locali per far funzionare questi campi base».



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