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Pazienti oncologici, Ceriscioli:
«Abbiamo aumentato i rimborsi»

SANITA' – Il governatore risponde alle polemiche intorno ai paventati tagli. Ieri è stata approvata in giunta una delibera che aumenta le risorse per i pazienti che si spostano fuori regione per le terapie: si passa da 300mila a 450mila euro
giovedì 9 Maggio 2019 - Ore 20:25 - caricamento letture
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La dirigente del Servizio sanità Lucia Di Furia e il governatore Luca Ceriscioli

 

di Martina Marinangeli

«Il contributo chilometrico ai malati oncologici non solo è confermato, ma è anche cresciuto» così il governatore Luca Ceriscioli dopo le critiche mosse, tra gli altri, dai consiglieri regionali Romina Pergolesi (M5s) e Sandro Bisonni (Gruppo misto) e dal consigliere comunale di Macerata Roberto Cherubini. Il motivo: il paventato taglio ai rimborsi di viaggio per i pazienti oncologici che si curano fuori regione. La norma del 1982 sul tema era infatti stata stralciata con l’approvazione – nella seduta del 16 aprile del Consiglio regionale – della legge sulla Semplificazione. Cancellazione che aveva fatto temere il taglio dei fondi destinati ai malati oncologici ed ai loro familiari che affrontano trasferte per l’espletamento delle terapie previste. Per arginare il vortice di polemiche, il governatore ha convocato una conferenza stampa – chiamando a raccolta anche il gotha della sanità marchigiana, in primis i rappresentanti ed i primari dei reparti di oncologia e radioterapia della regione – per far sapere che ieri (8 maggio) «è stata approvata una delibera di giunta che aumenta il rimborso annuo massimo da 750 a mille euro per ogni richiesta. Continuiamo con le modalità di sempre per chi si muove dentro la regione per una risposta oncologica. L’unica novità riguarda chi va fuori regione: ci sarà una commissione, formata da oncologi, che valuterà gli spostamenti» e che potrà decidere se approvare o meno la richiesta di rimborso. Il governatore ha sottolineato che la delibera non è arrivata ieri in seguito alle polemiche ma era una cosa programmata.

Ceriscioli ne fa una questione di qualità del servizio sanitario notevolmente aumentata dall’82 ad oggi: «la commissione cercherà di far comprendere, quando c’è un servizio di qualità sul territorio regionale, che forse è meglio, nell’interesse della salute del paziente, usufruirne qui senza fare centinaia di chilometri per ricevere lo stesso servizio. Vogliamo rendere edotti i pazienti oncologici marchigiani che nel proprio territorio hanno un servizio di grande qualità». La delibera, non ancora pubblicata, avrà valore retroattivo, in modo che non si crei un vuoto normativo tra lo stralcio della legge del 1982 e l’entrata in vigore della nuova norma: «così si dà continuità alla contribuzione», sottolinea Ceriscioli, che aggiunge: «lo stanziamento di risorse passa da 300mila a 450mila euro ed alziamo il tetto di rimborso pro capite annuale da 750 euro a mille euro».

Nel 2018, le persone che hanno usufruito di questi rimborsi sono state circa 5mila. Ad affiancare Ceriscioli nel suo intervento, la dirigente del servizio Salute Lucia Di Furia e alcuni primari marchigiani tra cui Alberto Patriti, Nicola Battelli e Nicola Cardinali, che hanno ribadito la qualità del servizio offerto nelle strutture marchigiane e gli investimenti effettuati in questi anni che ne hanno elevato la qualità. «A Torrette è presente un robot che fa la preparazione del farmaco oncologico eliminando l’errore umano – conclude Ceriscioli –. Sfido chiunque a trovare di meglio fuori regione. Oppure per quanto riguarda la Radioterapia ricordo che l’anno scorso tre impianti su quattro presenti nelle Marche sono stati rinnovati. E la settimana prossima rinnoveremo anche quello di Torrette».

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