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Rapina in corso Cairoli,
il 41enne ha confessato:
«L’ho fatto per pagare debiti di droga»

MACERATA - Emiliano Ferriccioli, residente a Sarnano, ha ammesso davanti al giudice di essere l'autore del colpo all'oreficeria Garulli. Resta in carcere in attesa della disponibilità del braccialetto elettronico. Il legale: «La pistola era ad aria compressa». E' accusato anche di spaccio
mercoledì 13 Marzo 2019 - Ore 13:19 - caricamento letture
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«La rapina l’ho fatta perché avevo debiti di droga per la cocaina». Così questa mattina al giudice Emiliano Ferriccioli, il 41enne arrestato domenica dalla Squadra mobile dopo una perquisizione nella sua casa di Sarnano.

Il rapinatore in azione

Nell’abitazione trovata cocaina (39 grammi) e anche il provento del colpo messo a segno sabato mattina nella oreficeria Garulli di corso Cairoli, a Macerata. L’uomo aveva portato via un centinaio di orologi per un valore di 10mila euro. «Gli contestano sia la rapina, l’arma utilizzata è risultata essere una pistola ad aria compressa, sia la detenzione di droga a fini di spaccio» dice l’avvocato Andrea Nocchi che assiste Ferriccioli. Oggi l’uomo è comparso davanti al giudice Giovanni Manzoni, per l’udienza di convalida dell’arresto che si è svolto nel carcere di Montacuto, ad Ancona. L’uomo aveva compiuto la rapina a volto scoperto, ripreso dalle telecamere della oreficeria. Ha mostrato una pistola al titolare, alla moglie e alla suocera e si è fatto consegnare il contenuto della cassaforte (un centinaio di orologi). Oggi ha spiegato di aver agito per debiti di droga. Ferriccioli, di origine romana, da qualche tempo vive a Sarnano. Ha una ditta edile individuale. Il giudice ha disposto la custodia in carcere in attesa della disponibilità del braccialetto elettronico per andare ai domiciliari. Le indagini sulla rapina sono state svolte dalla Squadra mobile di Macerata.

«Esprimo apprezzamento verso la dottoressa Maria Raffaella Abbate e il personale della Squadra mobile della questura di Macerata – ha detto il procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio – che hanno lavorato, con tenacia e immediatamente subito dopo la rapina, sia di sabato che di domenica, al fine di individuare il responsabile della stessa, come accaduto».

(Gian. Gin.)

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