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Pista da sci artificiale,
Legambiente stronca il progetto:
«Non si vince così la sfida della ricostruzione»

SARNANO - Il presidente Francesca Pulcini: «La realizzazione di nuovi comprensori sciistici su ecosistemi fragili e vulnerabili, con il conseguente sacrificio di preziose aree verdi, possono causare danni irreversibili. Bisogna puntare su turismo sostenibile e sulle bellezze naturalistiche del territorio»
mercoledì 6 Marzo 2019 - Ore 12:33 - caricamento letture
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In verde l’area dove dovrebbe andare la pista di neve artificiale

 

«Non è questo il progetto di cui necessitiamo, soprattutto per l’Appennino. La realizzazione di nuovi comprensori sciistici su ecosistemi fragili e vulnerabili del nostro territorio con il conseguente sacrificio di preziose aree verdi possono causare danni irreversibili, soprattutto considerando anche i rischi naturali a cui la zona in questione è sottoposta». Questo il commento Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche, riguardo il progetto di costruzione della pista da sci artificiale a Sassotetto di Sarnano. «Oltre ad essere un’area naturalistica, infatti, il sito indicato per la nuova costruzione è anche situato nell’area del cratere – si legge in una note –  Inoltre i fattori di impatto ambientali legati al turismo invernale intensivo (diretti o indiretti) sono molteplici e vanno da danni al paesaggio, riduzione e frammentazione delle aree naturali, effetti sulla biodiversità e perdita di identità culturale del luogo. In parallelo, poi, un altro preoccupante progetto si affaccia all’orizzonte: la costruzione dell’invaso artificiale sul Monte Prata allo scopo di innevare la stazione sciistica composta da due soli impianti, che non presenterebbe i requisiti di compatibilità con le misure di salvaguardia di un ecosistema classificato come prioritario dalla Direttiva “Habitat” dell’Unione Europea.

Il presidente di Legambiente Marche Francesca Pulcini

Il presidente Francesca Pulcini conclude: «Adesso è il momento di ripartire con progetti a impatto zero, che prevedano esperienze di gestione accorta e sostenibile del paesaggio montano. Per questo motivo invitiamo tutti gli Amministratori e i soggetti interessati ad aprire un confronto costruttivo sull’argomento. Auspichiamo, inoltre, che si creino sinergie che diano nuovi impulsi al sistema turistico locale che possano valorizzare le bellezze culturali, artistiche, naturalistiche di quell’area, senza artificializzare la montagna e sprecare enormi quantità di energia e acqua. È fondamentale che l’offerta nella nostra regione si adegui velocemente alla forte domanda di turismo lento, che deve diventare un fattore competitivo in grado di intercettare segmenti turistici nuovi e più consapevoli e di far ripartire l’indotto economico dei territori colpiti dal sisma, creando opportunità di lavoro che diano sicurezza e futuro alla popolazione residente». A questo proposito, da anni Legambiente propone “Nevediversa”, campagna di sensibilizzazione che si prefigge di valorizzare le buone pratiche in alta quota rispettose dell’ambiente e che lo scorso anno ha premiato ben quattro realtà della nostra Regione.

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