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Sciare d’estate, ecco il progetto:
amanti della montagna divisi

SARNANO - L'idea, inserita nel Patto per la ricostruzione e lo sviluppo della Regione, prevede a Sassotetto una pista che simula il manto nevoso. Il sindaco Franco Ceregioli: «Sarebbe un grandissimo risultato». Ma preoccupa l'impatto ambientale. Paolo Piacentini, presidente Federtrek: «Non è questo il modello di fruizione del futuro, soprattutto per l'Appennino»
venerdì 1 Marzo 2019 - Ore 17:58 - caricamento letture
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In verde l’area dove dovrebbe andare la pista di neve artificiale

 

di Federica Nardi

Da un lato un progetto all’avanguardia: sciare d’estate con un tappeto che simula la neve. Dall’altro le critiche per l’impatto ambientale dell’opera. A Sassotetto di Sarnano, un piede fuori dal parco nazionale dei Monti Sibillini, sul tavolo della contesa c’è il modello di sviluppo delle montagne da qui ai prossimi anni.

Franco Ceregioli

Ad annunciare la volontà di realizzare l’impianto è Franco Ceregioli, sindaco di Sarnano: «Sciare d’estate a Sarnano si può – dice il primo cittadino -. L’opera fa parte di un più ampio progetto che a breve presenteremo e che peraltro è stato inserito nel Patto per la ricostruzione e sviluppo della Regione. Si tratta di una progettualità che coinvolge sia la parte pubblica che quella privata della stazione sciistica di Sarnano, suddivisa in tre assi: investimenti sviluppo estivo e destagionalizzazione (la pista di neve artificiale è uno degli interventi previsti in questo asse), investimenti per la qualificazione dello sviluppo invernale, investimenti di qualificazione delle strutture ricettive. Abbiamo già definito la parte dello studio di fattibilità dei costi ed ora stiamo valutando le diverse possibilità di reperimento delle necessarie risorse economiche. Realizzare quest’opera – aggiunge Ceregioli -, sarebbe un grandissimo risultato, dal punto di vista dell’immagine, ma soprattutto dell’ampliamento della nostra offerta turistica, perché consentirebbe la pratica dello sci durante tutto l’anno: penso alle persone che, magari dalla costa, si spostano in montagna per sciare in maniche corte e pantaloncini, o alle squadre agonistiche degli sci club che, oltre alle trasferte sui ghiacciai alpini, potranno effettuare gli allenamenti estivi anche a Sassotetto. Si tratta di una tecnologia ormai collaudata e consolidata (una recentissima e avveniristica applicazione è la pista di neve artificiale realizzata sulla copertura del termovalorizzatore di Copenhagen), con materiali assolutamente simili come risposta alla neve “vera”, garantendo la stessa sensazione di sciare e praticare snowboard su un manto di neve compatta. La pista individuata per questo intervento è quella della Faggeta di Sassotetto, dove è collocata una sciovia di recentissima realizzazione e che è stata ubicata in quella posizione proprio in prospettiva di progetti di destagionalizzazione».

Paolo Piacentini

I rumors sul progetto circolavano da qualche giorno. E non tutti ne sono rimasti entusiasti. A dare parole al dissenso è stato Paolo Piacentini, presidente della Federtrek e assiduo frequentatore e promotore degli Appennini e della cultura della montagna. «I Sibillini d’estate non hanno bisogno di impianti artificiali per poter essere fruiti in mille modi – dice Piacentini -. Ma è possibile che un pizzico di fantasia e creatività non può essere messa in campo? Sì, lo sappiamo tutti che questi impianti ci sono anche sulle Alpi, ma non è questo il modello di fruizione del futuro, soprattutto per l’Appennino. Basta studiare le esperienze virtuose di fruizione accorta del paesaggio montano, per scoprire che ci sono mille cose belle da fare ad impatto zero. La montagna deve uscire fuori dalla dimensione del divertimentificio e diventare il luogo privilegiato di un’esperienza unica ed indimenticabile perché vissuta come riscoperta del rapporto con se stessi, con i compagni di viaggio, la natura e la dimensione autentica delle comunità locali. Non dite di nuovo che siamo integralisti. Qui si tratta, viceversa, di essere i veri innovatori».



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