«No all’impianto di Rocchetta,
speriamo in valutazione negativa»

SAN SEVERINO - I grillini esprimono contrarietà all'ipotesi di un centro per lo smaltimento dei rifiuti edili. Preoccupazione anche per il Cosmari: «Ci giungono voci poco rassicuranti su idee di riaccensione del camino»
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Macerie del sisma

 

No all’impianto di trattamento di rifiuti edili a Rocchetta di San Severino. In una nota il Movimento 5 Stelle di San Severino, all’indomani della notizia che sul progetto sarà avviata la valutazione di impatto ambientale, spiega la sua posizione. «Quando ormai sembrerebbe essere scongiurata la trasformazione del cementificio di Selvalagli in inceneritore, (atto a destinare l’immondizia nelle case degli italiani attraverso il cemento con essa prodotto) ecco che un altro fantasma aleggia su San Severino: il progetto per l’impianto di trattamento per rifiuti edili che la ditta umbra Sima snc di Mercorella Angelo & C. ha intenzione di realizzare in località Rocchetta. Progetto che oggi è al vaglio della Provincia e che è stato sottoposto alla procedura di Via (valutazione di impatto ambientale) grazie ai pareri positivi rilasciati da Arpam e Asur». Nella nota il gruppo grillino continua: «vorremmo sapere con quale coraggio e seria motivazione abbiano potuto approvare l’istanza presentata da questa ditta. Esprimiamo perplessità sull’impatto dell’impianto in località Rocchetta. Un’azienda simile, intestata alla moglie del titolare, è rimasta coinvolta in un processo per inquinamento ambientale, come verificabile da una sentenza del Tar dell’Umbria». I grillini ricordano anche che il comune di San Severino ha espresso parere contrario: «Ora non resta che attendere la fine del procedimento di valutazione di impatto ambientale. Confidiamo nella ferma contrarietà già espressa dall’amministrazione e dal sindaco di San Severino e ci appelliamo in particolare all’assessore Tarcisio Antognozzi che, in qualità di consigliere provinciale, sappia far muro contro questo progetto». Infine il Cosmari, il gruppo pentastellato esprime preoccupazione perché «ci giungono voci poco rassicuranti su idee di riaccensione del camino (dove alla modica cirfa di 300mila euro si acquistò un filtro poco prima venisse spento). Auspichiamo inoltre che non si proceda nemmeno con la produzione di Css (combustibile derivante da rifiuti indifferenziati). La riteniamo una scelta folle ed umanamente deprecabile: abbancare i rifiuti nel cemento, quindi nelle case degli italiani, è una direzione che riteniamo aberrante».

Un sito per smaltire rifiuti del sisma e un impianto per stoccare metano: doppia valutazione ambientale



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