Assemblea di Confindustria, Boccia:
«Spero nel modello Marche post-sisma
Può essere esempio di ripresa» (FOTO)

MACERATA - Il presidente nazionale dell'associazione degli industriali ha tratto le conclusioni della giornata, sottolineando: «Vogliamo che si spinga su una visione di sviluppo italiana e riformista, per questo apprezziamo il cambiamento di tono del Governo». Gianluca Pesarini ha parlato delle sfide del territorio: industria 4.0, green economy, assenza di infrastrutture. Il governatore Ceriscioli: «A breve incontrerò il premier Conte, chiederemo un miliardo e mezzo per la spinta alla ricostruzione». Fabio Renzi (Symbola): «Siamo il secondo Paese manifatturiero d'Europa, siamo la superpotenza dell'economia circolare»
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L’assemblea di Confidustria Macerata

 

di Marco Ribechi (Foto di Fabio Falcioni)

Positività e voglia di crescere nonostante il duro momento dell’economia italiana e regionale. Questa è l’aria che si è respirata al termine della tradizionale assemblea pubblica di Confindustria Macerata sul tema “Il valore dell’impresa capitale della crescita di un paese” che si è svolta nei locali del Multiplex 2000 di Piediripa.

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Gli ospiti dell’assemblea di Confindustria

Assente Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri, sostituito dal senatore Alberto Bagnai, presidente della sesta commissione Finanza e Tesoro che ha tratto le conclusioni del dibattito insieme all’altro atteso ospite, il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia. Dall’incontro è emerso un quadro di grandi possibilità di sviluppo, un forte entusiasmo verso le sfide del prossimo futuro ma anche alcuni interrogativi che riguardano sia l’Italia che l’Europa con conseguenti nodi legislativi da sciogliere per permettere di sanare la frattura che investe il mondo del lavoro e della produzione. Frattura che in una visione più ampia riguarda anche la prosperità e l’equità sociale poiché, come sottolineato più volte, è il capitale umano quello che conta di più in un sistema di produzione fortemente legato alla creatività come quello italiano.

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Barbara Capponi

Ad aprire l’incontro, moderato dalla giornalista Barbara Capponi, le parole del vicesindaco di Macerata, Stefania Monteverde, in sostituzione del primo cittadino che si trova in trasferta in Francia, del vescovo Nazzareno Marconi e del prefetto Iolanda Rolli. Tutti gli interventi hanno puntato a fare un ritratto del territorio e del tessuto sociale del maceratese. Poi le parole del presidente di Confindustria Macerata, Gianluca Pesarini, che nel suo discorso ha fatto leva sulle sfide del territorio: dall’Industria 4.0, motore di innovazione per tutte le aziende, alla Green Economy, dal grave problema delle infrastrutture, la cui assenza è un forte freno allo sviluppo, all’importanza del settore manifatturiero che caratterizza le eccellenze locali. A rispondere agli stimoli lanciati da Pesarini sono saliti sul palco il presidente della Regione Luca Ceriscioli, Gianmarco Biagi presidente e Ceo di Settepuntonove Holding, Mariacristina Gribaudi, ad di Keyline, Fabio Renzi segretario generale Fondazione Symbola, Mario Filippi Coccetta, presidente e Ceo Fabiana Filippi Spa, Giovanni Foresti Direzione studi e ricerche Intesa Sanpaolo.

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Luca Ceriscioli e Mario Filippi Coccetta

Focalizzato sulle infrastrutture l’intervento di Ceriscioli: «Rilanceremo l’aeroporto all’inizio di gennaio con 40 milioni di euro – spiega il Governatore – dal 23 dicembre sarà completata la ferrovia dell’Interporto di Ancona poichè le sue strutture e quelle del porto sono un nodo fondamentale per tutta l’economia. Abbiamo aperti numerosi cantieri per la banda larga e anche a livello di trasporto su gomma vogliamo portare avanti le opere già in programma. Condividiamo i vostri obiettivi purtroppo i percorsi di realizzazione non sono veloci come la volontà politica. Per quanto riguarda il terremoto immagino un’area “Livigno” con sgravi fiscali per almeno 10 anni e poi crediamo nel contributo delle università, dell’arte e della cultura. Chiederemo un miliardo e mezzo di euro al Governo per la spinta alla ricostruzione e proprio nei prossimi giorni incontrerò il presidente Conte insieme ai governatori delle altre Regioni colpite dal sisma». Il valore delle persone è stato invece il nodo del discorso di Maria Cristina Gribaudi, alla guida di un’azienda con più di 250 anni di storia: «In tempo di crisi abbiamo investito sullo sviluppo, sui giovani e soprattutto sulle donne – spiega Gribaudi – nelle aziende i problemi non sono le gravidanze ma i talenti. Per fare innovazione servono i giovani e il mondo dell’industria deve affiancarsi a quello della cultura perché fanno parte dello stesso tessuto di esperienze che caratterizza il Made in Italy». «Il valore aggiunto della creatività italiana esiste solo se si fanno prodotti speciali – aggiunge Mario Filippi Coccetta – non si difende con i dazi o col protezionismo, bisogna invece credere nei valori del bello e del benfatto, non dobbiamo smentire il sogno italiano dei nostri clienti».

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Alberto Bagnai

Un’analisi dei mercati e delle opportunità è quella esposta da Gianmarco Biagi: «I paesi di riferimento sono Usa e Cina – spiega Biagi – l’Europa ormai deve essere considerato un mercato interno. Per essere attivi in questi paesi però è necessario aggregarsi perchè i clienti chiedono Made in Italy, Chiavi in mano e servizi eccellenti. Non guardano ad aziende troppo piccole perchè non le ritengono affidabili. Servono presidi fissi e fare sistema, inoltre bisogna creare una generazione di manager competenti e di qualità». A fornire i numeri invece è Fabio Renzi di Symbola: «Siamo il secondo paese manifatturiero d’Europa – spiega Renzi – siamo la superpotenza dell’economia circolare e questo è dimostrato dallo sviluppo della green economy, un’attitudine che ha sempre caratterizzato l’Italia a causa della povertà di materie prime. Il ritratto è che le nostre imprese sono sostenibili, creative e coesive». Giovanni Foresti di Intesa Sanpaolo invece tramite dei grafici ha mostrato come l’Italia sia il primo paese al mondo per diversificazione di produzioni e dell’importanza delle filiere produttive che caratterizzano la nostra industria.

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Vincenzo Boccia

Nelle conclusioni di Bagnai oltre a delle considerazioni generali sugli interventi precedenti anche la ferma convinzione sulla necessaria rivisitazione delle regole europee che focalizzando solo sui bilanci penalizzerebbero la crescita italiana. «Il mio impegno sarà quello di cercare di creare un ambiente con meno ostacoli allo sviluppo». A Vincenzo Boccia il compito di tirare le fila della giornata: «E’ necessario che il progetto europeo riparta – spiega Boccia – seguendo le tre prerogative di pace, prosperità e protezione. Senza energia e materie prime è l’industria il motore del Paese e vogliamo che si spinga su una visione di sviluppo italiana e riformista, per questo apprezziamo il cambiamento di tono del Governo. Bisogna ridurre il cuneo fiscale tutto a favore dei lavoratori, creare infrastrutture che connettano le comunità e dar lavoro ai giovani che sono la forza innovatrice. Il Governo chiede all’Europa di valutare non solo i bilanci ma anche la crescita e questo ci sembra un approccio giusto. Ora è necessario uscire quanto prima dalla procedura di infrazione e intervenire per riequilibrare la manovra economica che ha vari punti oscuri. La speranza è che il modello Marche che si riprende dal sisma e dalle difficoltà funzioni e possa essere un modello da esportare e analizzare». Al termine dell’incontro alcune aziende maceratesi hanno ricevuto i riconoscimenti di Confindustria per meriti vari.

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Vincenzo Boccia con Pesarini e Ceriscioli

UNA PARTE DELL’INTERVENTO DEL PRESIDENTE PESARINI IN CUI FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE DELLE IMPRESE E DELLE NECESSITA’ DELLA PROVINCIA E REGIONE

«La politica non aiuta: l’incapacità di realizzare riforme, la paura del cambiamento, l’insufficienza cronica delle infrastrutture. Le nostre richieste sono ormai sempre le stesse: ridurre il peso della burocrazia, promuovere l’innovazione e la cultura professionale, favorire la formazione e l’assunzione dei giovani, sviluppare il rigore e l’etica negli affari – ha detto Pesarini –, il rispetto delle regole e della concorrenzialità, promuovere la cultura del merito, condividere e consolidare le politiche strutturali strategiche (lavoro, infrastrutture, industria 4.0)». Pesarini fa poi un punto su alcune situazioni «è un momento delicato questo per il nostro territorio: sono ancora presenti gli effetti della crisi delle banche che ha lasciato tanti “feriti” nella collettività e nella nostra imprenditoria, i nodi infrastrutturali poi locali e regionali che rendono le Marche meno attrattive e poco competitive. Le piccole imprese stanno continuando a pagare un prezzo importante sull’altare delle policy di efficientamento delle banche: rivolgiamo un appello al sistema bancario perché ascolti e accolga i progetti di crescita delle imprese e le aiuti a sviluppare il proprio business». Altro gap «è quello delle infrastrutture – spiega Pesarini –. Le imprese hanno bisogno di vie di comunicazione ben funzionanti per essere concorrenziali in un’economia sempre più globalizzata». Su questo punto: «Mi preme citare soltanto alcune priorità per la nostra regione: l’Aeroporto di Ancona rimane una infrastruttura essenziale e strategica, come il porto di Ancona e l’ammodernamento della rete ferroviaria con il collegamento del centro sud delle Marche alla dorsale adriatica, (in particolare i treni veloci per la ormai “cronica” carenza di fermate).

Assemblea_Confindustria_FF-10-650x434Su questi tre punti vorremmo poi avere un confronto con il presidente della Regione. Vera emergenza costituisce il completamento delle opere previste nel Progetto Quadrilatero, nella parte di Ancona per la ripresa dei lavori da parte di Astaldi, con il definitivo raddoppio della Statale 76 (strategico proprio per il completamento di un efficiente asse trasversale stradale Civitavecchia – Orte – Perugia – Ancona) e la realizzazione della Pedemontana delle Marche. Il potenziamento della Fano-Grosseto (E 78) nei tratti già finanziati ed inseriti all’interno del Piano Anas 2016-2020, della Salaria e della Mezzina con il completamento del collegamento della Fermo-Campiglione con la Mezzina e la Mare Monti (Porto Sant’Elpidio ad Amandola) rappresentano ulteriori criticità del sistema infrastrutturale marchigiano. Da ultimo una priorità per il territorio maceratese, ovvero il ripensamento della strategia infrastrutturale della vallata del Potenza (ss 361) dove ci sono realtà produttive manifatturiere da valorizzare (Castelraimondo, Pioraco, San Severino, Treia, Appignano, Montecassiano, Sambucheto e Recanati) con la creazione di un’uscita autostradale tra Porto Recanati e Civitanova completamente automatizzata». Ultimo aspetto analizzato da Pesarini il terremoto: «L’attenzione deve porsi oltre che sulla difesa e consolidamento delle condizioni delle Pmi anche sull’attrattività dei nostri territori anche attraverso l’utilizzo di fondi comunitari come gli interventi di sostegno agli investimenti delle imprese manifatturiere finalizzate all’innovazione, Industria 4.0, ricerca, promozione e internazionalizzazione, qualificazione risorse umane. Abbiamo di recente definitivamente varato il piano strategico che si sta confezionando, sotto l’egida della Regione, grazie al lavoro delle Università del territorio e delle associazioni e forze sociali ed economiche (Patto per lo sviluppo), con l’impegno a valorizzare gli indirizzi e progetti tracciati dai “sentieri dello Sviluppo” promossi da Unicam che rappresentano anch’essi una efficace programmazione e sintesi delle esigenze del territorio colpito dal sisma». Poi cita i dati del terremoto, 45mila edifici danneggiati, 32mila sfollati, «Macerata rappresenta il 40% dei danni subiti nell’intero cratere. A fronte di dati così rilevanti sono ancora troppo pochi (1.200) i progetti inerenti la ricostruzione privata e c’è un considerevole ritardo (rispetto ai tempi dettati dalle specifiche ordinanze) riguardante la ricostruzione delle Scuole, i Programmi sulle Opere Pubbliche ed il Piano dei Beni Culturali. Confindustria Macerata e Ance Macerata hanno rappresentato in molte occasioni ed a più riprese – ai propri stakeholder – delle proposte volte alla semplificazione procedurale, all’efficienza dei tempi di pianificazione, progettazione e private, al coinvolgimento di una qualificata filiera locale delle costruzioni, alla certezza e correttezza dei pagamenti ad imprese e professionisti».

 

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Biemmegraf srl

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Luigi Gismondi

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Carlo Crescimbeni

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Gruppo meccaniche Luciani

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Fioretti infissi

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Eurosuole spa

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Calzaturificio Doria Mario srl

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Grandinetti srl

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Montiplast srl

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Montiplast srl

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Omaz srl

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Distilleria Varnelli

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Il rettore Unicam Claudio Pettinari con Francesco Adornato rettore dell’Università di Macerata

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Gianluca Cesarini, il vescovo Nazzareno Marconi e il prefetto Iolanda Rollo

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Fabio Renzi

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Boccia, Pesarini

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Fabio Renzi

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