Disertato il Consiglio comunale
«L’Anpi ha spaccato la maggioranza»
Il Pd nega: «Protesta contro l’opposizione»

MACERATA - Nove i presenti, compreso il sindaco Carancini. Seduto tra i banchi della maggioranza solo Ivano Tacconi (Udc), secondo cui alla base dell'assenza di massa ci sarebbe il voto su un riferimento all'antifascismo da inserire nel nuovo Statuto comunale. Stessa lettura data da Cherubini (M5S): «Un atto ignobile, per beghe interne litigano tra loro e scappano». Ma i dem danno una spiegazione completamente diversa: «Presa di posizione perché l'opposizione continua a far saltare il numero legale e non si presenta alle commissioni»
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Il consigliere Ivano Tacconi, tutto solo oggi sui banchi della maggioranza

 

di Federica Nardi

Nove presenti, compreso il sindaco Romano Carancini. Banchi vuoti in maggioranza, era presente solo Ivano Tacconi dell’Udc. Una vera e propria diserzione quella di oggi a Macerata, dovuta, afferma il Pd, per protestare contro l’atteggiamento della minoranza che in più occasioni (l’ultima martedì) ha fatto saltare il numero legale in assise. Per Ivano Tacconi (Udc) e Roberto Cherubini (M5s) si tratta invece di una questione interna alla maggioranza, “spaccata” sull’osservazione dell’Anpi allo Statuto che non tutti vorrebbero votare.

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Luciano Pantanetti, presidente del Consiglio comunale

Alla base dell’assenza di massa, spiega il consigliere Ivano Tacconi dell’Udc «la volontà di non votare l’osservazione inviato dall’Anpi che impone al Consiglio di esprimersi a favore del riferimento all’antifascismo nel nuovo Statuto comunale. Nello Statuto c’è già un riferimento e l’Anpi non può pretendere nessuna votazione ufficiale. Che cosa sono questi ricatti? La mia tessera Anpi è molto antica, non accetto un Anpi politicizzato». L’assise avrebbe dovuto infatti votare oggi lo Statuto comunale, già slittato di qualche giorno a causa della mancanza del numero legale martedì. Ma il Pd dà una versione completamente diversa: «E’ stata una presa di posizione in polemica contro la minoranza che continua a far saltare il numero legale, come martedì scorso – spiega Caterina Rogante -. L’Anpi non c’entra niente e non è stato proprio oggetto di discussione in maggioranza. Ogni volta che fanno saltare il numero legale sono costi a carico dei cittadini. Tra l’altro ultimamente non vengono nemmeno alle commissioni. Non si comportano responsabilmente. Lo Statuto in prima commissione, che è presieduta dall’opposizione, ci è stato un anno e mezzo ed è uscito all’unanimità. E ora non vogliono nemmeno votare per inserire il rappresentante degli studenti».

Dalle file della minoranza, per lo più presente, però Roberto Cherubini rilancia la questione: «Oggi la maggioranza ha compiuto un atto ignobile non presentandosi per la discussione del nuovo Statuto che per la sua importanza richiede almeno 22 voti favorevoli (2/3). Per beghe interne dovute all’imposizione di un’osservazione dell’Anpi litigano tra di loro e scappano. Solo Tacconi e il sindaco presenti tra i banchi della maggioranza. Consiglieri in balìa di logiche di consenso perverso che preferiscono non presentarsi piuttosto che perdere la faccia. Sia il presidente Pantanetti, che Enrico Marcolini ed altri avevano chiaramente detto di ritenere superflua la bandierina dell’Anpi perché il nuovo Statuto prevede la dichiarazione di lontananza da ogni forma di totalitarismo. Impauriti e forse ricattati da chi porta i voti del centro sociale hanno dato il peggio di sé. La città li osservi e giudichi».

 

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