Il duca Sigismondo Giustiniani Bandini
celebrato nella sua Abbadia di Fiastra

CENTENARIO DELLA MORTE - Due giorni (3 e 4 novembre) dedicati all'ultimo rappresentante della dinastia, nella riserva naturale sede della Fondazione, dove volle essere sepolto "accanto ai contadini"
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Sigismondo Giustiniani Bandini

 

La Fondazione Giustiniani Bandini, presieduta da Giuseppe Sposetti, con il coordinamento del Centro Studi Storici Maceratesi, si prepara a celebrare il duca Sigismondo ultimo della dinastia Giustiniani Bandini, nel centenario dalla morte. Gli eventi in programma si svolgeranno sabato 3 e domenica 4 novembre all’Abbadia di Fiastra. Il programma prevede sabato 3 novembre alle 16 il convegno “Sigismondo, l’ultimo Duca della famiglia Giustiniani Bandini” organizzato in collaborazione con il “Centro Studi Storici Maceratesi”. Interventi di Ivano Palmucci, vicedirettore dell’Archivio diocesano di Macerata: “Sigismondo, l’ultimo Duca della famiglia Giustiniani Bandini”,  don Grigorji Linnik, direttore dell’Archivio diocesano di Macerata: “Storia e arte dell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra”, Giacomo Alimenti autore della pubblicazione “Fondazione Giustiniani Bandini Cronache di 40 anni”: “L’eredità del Duca: la Fondazione Giustiniani Bandini”. Moderatore Alberto Meriggi, presidente Centro Studi Storici Maceratesi. Domenica 4 novembre alle 17 messa celebrata dal vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi, con la partecipazione del coro “Equi-voci” di Urbisaglia. Alle 18 lettura scenica del testo: “Sigismondo, l’uomo” di Pierfrancesco Giannangeli a cura della compagnia teatrale “Oreste Calabresi” di Macerata, regia di Diego Dezi. Alle 18.30 inaugurazione e benedizione del busto bronzeo dedicato al duca Sigismondo Giustiniani Bandini realizzato dal maestro Ermenegildo Pannocchia. Alle 19 tradizionale merenda con salsicce e castagne al “Ristorante da Rosa”

abbadia-1-maggio-7-325x183Fratello maggiore di Sofia e di Giuseppe, Sigismondo  era impegnato socialmente con un a grande sensibilità per il territorio e per chi lo abitava. Nonostante la sua breve vita, mori infatti a soli 32 anni, rappresentò il caposaldo della famiglia e il custode dell’Abbadia di Fiastra alla quale mostrò un particolare e profondo attaccamento. Qui portò a termine i lavori di sistemazione del palazzo che abbellì con i trompe l’oeil della Sala delle Tenute e gli affreschi della scala nobile. Fu anche un sensibile promotore di iniziative filantropiche, tra cui la istituzione dell’Opera Nazionale per l’Assistenza Civile e Religiosa degli Orfani di Guerra, sezione di Macerata, della quale divenne socio benemerito.

abbadiaNel 1910  sposò Teresa Boncompagni-Ludovisi dei principi di Piombino e Venosa. Nella rassegnata attesa di un erede che tardava ad arrivare e che non avrebbe mai avuto, Sigismondo fu duramente provato dalla perdita del fratello Giuseppe, in cui riponeva tutte le speranze per la continuazione del casato. Iscrittosi al I anno di Chimica a Roma, Giuseppe abbandonò ben presto gli studi per arruolarsi; nel marzo del 1915 fu nominato sottotenente d’armata e nel gennaio 1916 sottotenente di cavalleria ma già l’8 agosto 1916, mentre combatteva valorosamente alle porte di Gorizia, venne ucciso. Sigismondo, nei sofferti anni successivi, visse coltivando il sogno di veder sorgere a Fiastra una scuola per giovani agenti rurali, Intendo ”..che essa sia..”, scriveva in un passo del testamento stilato il 15 agosto 1917, “…. una specie di semenzaio dal quale dovranno sbocciare uomini che unendo a sani principi cristiani, francamente professati, una congrua erudizione di cose agricole, possano spargere nelle aziende che saranno chiamati, a dirigere oltre che i buoni germi di una sana istruzione e organizzazione agricola anche la parabola del “Pastor Bonus”.

abbadia-fiastra-area-camper-e-riapertura-chiostro_foto-LB-21-400x267 Il 4 novembre del 1918 il Duca Sigismondo Giustiniani Bandini Duca di Mondragone muore. Gli opposti della vita si scatenarono contro la famiglia Bandini. Lo stesso giorno, infatti, in cui l’Italia festeggiava la resa degli Austriaci, i familiari e gli amici piangevano per la morte di Sigismondo. Per sua volontà verrà sepolto nella sua cara Abbazia di Chiaravalle di Fiastra accanto ai suoi amati contadini. Alla morte della moglie Teresa, nel 1969, la sorella Maria Sofia Giustiniani – Bandini rimase usufruttuaria del patrimonio che, non avendo avuto figli, in ossequio ai desideri del fratello, espressi nel testamento istituisce nel 1977 la Fondazione Giustiniani – Bandini con lo scopo di amministrare l’enorme proprietà. A distanza di 100 anni dalla morte del Duca Sigismondo l’Abbadia di Fiastra è testimonianza viva della sua generosità e nobiltà d’animo, un patrimonio di valore inestimabile per arte, natura e storia, messo a disposizione della collettività. La tenuta è   stata riconosciuta dalla Stato Italiano come Riserva Naturale Abbadia di Fiastra.

 

 

 



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