Ceriscioli lancia un sos da Macerata:
«La ricostruzione va semplificata,
non riusciamo a parlare col Governo»

SISMA - Intervento a 360 gradi del governatore sul presente e il futuro del cratere. Dal destino delle sae al piano per lo sviluppo economico fino alle polemiche sugli sms solidali. Il problema per il presidente della Regione è una mancanza di risposte dall'attuale esecutivo: «Ci lascino le redini per modificare le norme»
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Narciso Ricotta, Luca Ceriscioli e Angelo Sciapichetti durante l’incontro di questa sera

 

di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

«Lasciateci essere padroni del nostro destino, dateci gli strumenti di semplificazione in mano», Luca Ceriscioli, governatore delle Marche, lancia così da Macerata l’appello al Governo con cui, dice, «ancora non siamo riusciti a parlare. Ci ignorano. Ho letto l’ultimo decreto e di certo non ci semplifica la vita. Non sappiamo nemmeno chi sarà il nuovo commissario». L’occasione: l’incontro di questa sera sui temi del sisma e della ricostruzione organizzato dal Pd durante la festa dell’Unità, in corso in questi giorni in piazza Cesare Battisti. Dal modello “Livigno” alle prospettive per il territorio, sono molti i temi emersi dai relatori. Con Ceriscioli anche l’assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, il sindaco di Macerata Romano Carancini e il l’assessore ai Lavori Pubblici Narciso Ricotta. 

PD_Incontro_FF-12-325x216LA PROCEDURA – «Da noi è una pia illusione pensare di proseguire con la ricostruzione con le procedure ordinarie. Ci stanno massacrando», taglia corto Ceriscioli. Nelle Marche, come ha ricordato in apertura Sciapichetti, ci sono 87 Comuni ricompresi nel cratere sismico, 120 quelli confinanti che hanno subito danni. In albergo, a due anni dal terremoto, restano ancora 1.187 sfollati. E allora se è vero, come dice il governatore, che «siamo nella coda dell’emergenza» è anche vero che si attendevano 45mila progetti per altrettanti edifici da ricostruire. Ma all’Ufficio ricostruzione regionale, per il momento, ne sono arrivati 5mila. Circa mille quelli approvati. «Il problema sono sempre le difformità lievi – dice Ceriscioli -. Avevamo chiesto un margine almeno del 20%. E invece nella legge si parla di un limite che va dal 3 al 5 percento. Non si risolve nulla». La ricostruzione pubblica non va meglio. «Il 60 percento delle opere finanziate – spiega Ceriscioli -, non ha ancora il Rup nominato. Avevamo approvato una legge regionale per cui, in automatico, avremmo recepito qualsiasi semplificazione in arrivo dalle norme statali. Ma a questo punto proporrei al governo di avere gli strumenti di semplificazione in mano. E questi sono solo alcuni dei problemi – prosegue -. Un esempio: le case abbandonate nei centri storici terremotati. In alcuni casi case anche antiche, di cui è impossibile risalire al proprietario e che sono attaccate ad altre case da ricostruire».

PD_Incontro_FF-8-325x216TURISMO E SVILUPPO – Sulla visione di rilancio del cratere Ceriscioli ha le idee chiare. «Ben venga l’iniziativa privata, come nel caso di Della Valle ad Arquata. Ma per me il settore più importante resta il turismo. È il motore economico connaturato alla montagna. E ovviamente il turismo è legato anche alle strade e alla promozione». Su questo tema «stiamo facendo promozione mirata nei Paesi che sono collegati a noi tramite voli per Ancona. Ad esempio ci sono quattro voli al giorno che ci collegano a Monaco. Sono anche Paesi con una grande passione per le nostre aree interne e abbiamo grandi margini di recupero». Per rilanciare la montagna c’è bisogno anche di opportunità di sviluppo. «Le grandi leve di oggi – prosegue Ceriscioli – sono anche i fondi europei».

LIVIGNO – C’è poi l’idea “Livigno”, come la chiama il governatore, cioè prendere solo quei piccoli Comuni con poche attività commerciali (lui fa l’esempio di Castelsantangelo, che gli ha dato l’idea iniziale) e sospendere tasse e iva. «Mi vengono in mente piccole realtà, come anche Ussita e Visso – spiega Ceriscioli -. Dove ci sono le attività delocalizzate e questo tipo di intervento darebbe un motore molto forte all’economia locale. Meglio interventi mirati che organizzare misure su un contesto ampio che poi risultano macchinose».

PD_Incontro_FF-3-325x216SAE E INVENDUTO – Tra il passato di distruzione e il futuro della ricostruzione restano i terremotati, le loro casette e i loro possibili appartamenti. Quelli dell’”operazione invenduto” che, in alcuni casi, sta lasciando a bocca asciutta e senza un tetto famiglie che avevano già ricevuto l’assegnazione mesi e mesi fa. Lì il problema, spiega Ceriscioli, «non è stato di liquidità della Regione ma delle imprese che, a causa della feroce crisi degli anni precedenti, in alcuni casi non hanno avuto la forza economica di terminare i lavori. Ma sono certo che molti che hanno fatto l’offerta riusciranno a terminarli. Tra l’altro – aggiunge – sono appartamenti molto belli. Ne ho visto uno con l’ascensore in camera da letto. Il settore dell’edilizia sta rialzando ora la testa e ricordo che è un grande traino anche per altri settori». Per le Sae invece discorso a parte. Se da un lato molte aree ricadono in territorio di Parco, tanto da aver fatto guadagnare all’ente la “maglia nera” per la cementificazione, dall’altro la Regione continua a dire che una volta finita l’emergenza abitativa resteranno in carico ai Comuni. «Chiederemo agli enti locali quali vogliono mantenere e quali vogliono smantellare – spiega Ceriscioli -. Certo è che alcune aree sono in punti stupendi e conservarle può essere una fonte di arricchimento. Se le aree riconvertite ad esempio in villaggi turistici funzionano, si riesce anche a sostenere il costo delle manutenzioni».

PD_Incontro_FF-9-325x216SMS SOLIDALI – Un commento del governatore anche sugli sms solidali, al centro di aspre polemiche e ora anche di un’indagine preliminare della procura di Ancona. «Quei progetti sono proposte dei Comuni e sono stati votati nelle assemblee dei sindaci – dice Ceriscioli -. Lo sapranno o no i sindaci quali sono le priorità del territorio? O lo sanno persone che vivono dall’altra parte della Regione? Noi siamo solo portatori i idee e abbiamo grande rispetto della partecipazione delle comunità locali».

A fare il punto della ricostruzione a Macerata è stato l’assessore Narciso Ricotta (leggi l’articolo).

Le crepe di Macerata a 2 anni dal sisma: «Siamo bloccati dalle sanatorie»

 

 

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