Massimo Montesi
Questione di giorni per la nomina del successore di Paola De Micheli, commissario alla Ricostruzione. A deciderlo sarà il Governo. In queste ore circolano i nomi “tecnici” di Fabrizio Curcio, già capo della Protezione civile e di chi l’ha poi succeduto: Angelo Borrelli. Massimo Montesi di Articolo 1 chiede però nel frattempo che non si cambi solo la testa della struttura commissariale, ma tutto il modello, restituendo l’incarico ai presidenti di Regione come fu nel ’97. «La struttura normativa – dice Montesi -, è fatta e anche troppo abbondante (oltre 60 ordinanze e 2 decreti). Il terremoto purtroppo è al plurale, per livelli di danni per quantità di comunità coinvolte, di danni veri, per vere desertificazioni in molte località nell’entroterra marchigiano, per diversità di prospettive e di interventi necessari per ricostruire edifici, opere pubbliche e intere comunità. Nelle Marche oltre 40mila edifici coinvolti e ancora quasi 30mila persone fuori. Quattro regioni coinvolte, con ognuna una sua caratteristica, e troppi ritardi accumulati. Lo scatto in avanti potrebbe essere dato dalla vicinanza tra decisori veri (commissario straordinario) sindaci e comunità. Nelle Marche c’è ancora il ricordo positivo della ricostruzione dopo il terremoto del 97. Il commissario straordinario era l’allora presidente della Regione, i contatti e le decisioni necessarie con i sindaci erano immediati e costanti. Insieme alle azioni per la semplificazione, anzi forse anche per quella, la modifica del livello di governance, con l’identificazione dei Commissari per il terremoto con i vertici delle regioni sarebbe auspicabile e questo passaggio potrebbe essere utilizzato in questo senso».
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