Riapertura del Vaccaj nel mirino:
«concessi tre anni di proroghe»,
critiche anche per il programma

TOLENTINO - Il M5s mette in fila le ragioni dei ritardi: «Perché non è stata applicata nessuna penale? La consegna era prevista per il 2014». Il direttore del Coro polifonico Cicconofri scrive al sindaco: «La serata inaugurale è una vera vergogna»
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Il teatro Vaccaj di Tolentino

 

Critiche per i ritardi, («tre anni di proroghe ai lavori», tuonano i 5stelle) e critiche ancora più aspre per il programma dell’inaugurazione. E’ un doppio attacco sia politico che artistico quello che arriva alla vigilia della riapertura del teatro Vaccaj a Tolentino. Chiuso da 10 anni e finalmente restituito alla città dopo l’incendio che lo distrusse. A non essere contento del programma di riapertura, fissata per lunedì, è Aldo Cicconofri, direttore del Coro polifonico. Si rivolge direttamente al sindaco: «Serata di basso profilo non degna del luogo».

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Gian Mario Mercorelli, consigliere del M5s di Tolentino

I RITARDI – A puntare il dito contro i tempi dei lavori è il Movimento 5 stelle di Tolentino. «Ringraziamo le maestranze – dicono – ma sono passati dieci anni nel frattempo. Tremila e 700 giorni per l’esattezza». L’incendio del Vaccaj risale al 28 luglio del 2008. «Il 21 novembre dello stesso anno – ricordano i pentastellati -, si dichiara lo stato di emergenza nel comune a seguito del grave incidente. A dicembre 2012 a seguito di una gara pubblica viene quindi stipulato il contratto di appalto per la ricostruzione, e vince su 39 ditte partecipanti la Crucianelli Restedil in forza dell’offerta di completare i lavori in 48 mesi, non oltre il 9 dicembre 2014. Ricordiamo infatti che nei parametri di bando, il tempo di esecuzione dei avori era valutato ben 10 punti, quindi chi si dichiarava in grado di essere più celere dei concorrenti era lautamente premiato. Cosa accade allora perché invece scorrano lenti oltre 10 anni? Accade che vengano concessi circa 1166 giorni di proroghe, già proroghe. A differenza delle sospensioni, quelle che avvengono per cause di forza maggiore, come il terremoto o dei ritrovamenti archeologici e che di conseguenza non hanno responsabili diretti, le proroghe sono un’altra cosa. La proroga sostanzialmente consente alla ditta di impiegare più tempo di quanto previsto, senza che vengano applicate le penali come da contratto, per ragioni dovute a ritardi o inadempienze della ditta stessa, o della macchina comunale. Nessuna concreta necessità documentata, solamente una situazione più comoda per tutti. Come mai nessuna penale viene applicata su 1166 giorni? Cioè 3 anni di proroghe? Seppur nella piena discrezionalità politica di questa amministrazione, ci piacerebbe sapere invece perché, per lavori cimiteriali, le penali sono state applicate. Ricordiamo alla cittadinanza – concludono -, che circa il 90% del tempo occorso è ricaduto sotto le amministrazioni Pezzanesi, che si dichiara ad ogni consiglio comunale “uomo del fare” e sicuramente misura il tempo in danaro. Peccato che in questo caso tre anni di proroghe non abbiano rimpinguato le casse comunali».

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Il direttore del coro Aldo Cicconofri

CRITICHE ALL’INAUGURAZIONE – E’ invece Aldo Cicconofri, direttore del Coro polifonico di Tolentino, a criticare il programma della riapertura. Cicconofri scrive direttamente al sindaco Pezzanesi, in una lettera aperta. «La lettura del programma previsto per la serata inaugurale – dice -, mi ha spinto ad esprimere pubblicamente il mio più sentito disappunto. Una vergogna. Dopo dieci lunghissimi anni di progetti fantasiosi e lavori a singhiozzo, dopo il susseguirsi, negli ultimi mesi, di annunci della riapertura, regolarmente smentiti, dopo la scelta di una data simbolica per tutti noi tolentinati (è la festa di San Nicola, ndr) e dopo l’illusoria suspence che preludeva a un evento memorabile per festeggiare la riapertura del luogo più culturalmente elevato della nostra città, quello che ho letto è una grande delusione. Il nostro teatro, in cui si sono esibiti artisti già citati nei libri di storia della musica, porta il nome di un grande compositore, ma soprattutto di un grande maestro di canto, famoso ancora oggi nel mondo. Il fatto che lei non avesse interpellato le numerose associazioni culturali tolentinati, in una così importante occasione, mi ha fatto pensare che mirasse alla realizzazione di una serata di impareggiabile livello. Tuttavia, ciò che ha partorito è uno spettacolo inadeguato al valore del luogo, della città e dei cittadini. A Tolentino sono presenti artisti, associazioni ed istituzioni che rappresentano egregiamente la nostra città sul territorio nazionale: tra questi Saverio Marconi, che indubbiamente realizzerà una programmazione in linea con una stagione di alto profilo culturale, in netto contrasto con il basso profilo con cui questa serata e la relativa pubblicità, che ad essa verrà riservata, ci rappresenteranno in tutta la regione. Non dubito – conclude Cicconofri -, che nelle programmazioni future potranno trovare spazio artisti e formazioni di vero spessore culturale, ma non posso esimermi dall’evidenziare che questa è, ancora una volta, un’occasione persa».

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