Festival per bambini,
«30mila euro al cugino dell’assessore
per organizzare l’evento»

CIVITANOVA - Il consigliere Pier Paolo Rossi su Funday festival, organizzato il 25 e 26 agosto nella città alta, denuncia la parentela con Barbara Capponi che ha la delega alla Famiglia ed è tra i promotori dell'iniziativa
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Pier Paolo Rossi

 

Funday Festival, il consigliere civitanovese Pier Paolo Rossi denuncia: «L’ideatore e direttore, Mauro Labellarte, è cugino dell’assessore Capponi, sarà finanziato dal comune di Civitanova con 30mila euro». Il 25 ed il 26 agosto a Civitanova Alta «avrà luogo la prima edizione del “Funday festival, Civitanova Alta diventa la città dei bambini” – dice Rossi –. L’evento è organizzato dalla società Labilia srl dell’ideatore e direttore generale Mauro Labellarte e sarà finanziato dal comune di Civitanova, precisamente dall’assessorato alla Famiglia di Barbara Capponi, per la cifra di 30mila euro compresa Iva». Una iniziativa che, prosegue Rossi, «sembra ottima e sicuramente istruttiva e costruttiva, quindi non mi interessa per ora entrare nel merito dell’evento: nessun dubbio e nessun pregiudizio perciò nei confronti della manifestazione».

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L’assessore Barbara Capponi

Però aggiunge «mi si dice (ed è confermato, ndr), ma spero qualcuno smentisca, che l’ideatore e direttore generale dell’evento sia il cugino dell’assessore Capponi. Se non arrivasse alcuna smentita – prosegue Rossi che sul suo facebook ha anche pubblicato le delibere – diventerebbe un fatto politicamente rilevante soprattutto perché a ben guardare la delibera di Giunta numero 271 l’assessore Capponi, contestualmente all’assessore Gabellieri (i due assessori promotori dell’iniziativa visto il comunicato stampa del Comune pubblicato sul sito istituzionale), era assente nella riunione di giunta che approvava l’evento. Se non arrivasse alcuna smentita ognuno di noi sarebbe legittimato a pensare che l’assessore e la giunta per l’ennesima volta abbiano applicato alla lettera il programma di mandato di questa amministrazione ponendo una particolarissima attenzione alla famiglia». Rossi continua ponendosi qualche domanda. «Perché, se fosse, l’assessore non ha detto palesemente che c’era una parentela stretta con l’ideatore ed organizzatore dell’evento ma che comunque il progetto era stato valutato esclusivamente per la sua bontà? E soprattutto perché era assente all’approvazione in Giunta della manifestazione, un caso?». Inoltre, continua Rossi, nel programma è scritto che è la prima edizione «e che l’evento rientra tra i festival, sembra evidente l’intenzione di legittimare un rapporto duraturo nel tempo con la società del signor Labellarte. Riusciremo questa volta a fare del marchio Funday festival un marchio del Comune e non un deposito in co-titolarità, come scritto nel programma presentato dalla ditta e nella delibera di Giunta, visto che il finanziamento di 30mila euro è unicamente a carico del Comune? Perché l’assessore e la Giunta tutta non ritiene inopportuno condividere con una società che non investe un euro nell’iniziativa (i trentamila euro vanno alla società che non sembra propriamente una onlus) il risultato anche economico di un eventuale successo? Anche perché il successo dell’iniziativa potrebbe rendere necessari investimenti più cospicui in futuro, uscendo dal limite di legge dei 40mila euro, che obbligheranno il Comune ad indire un bando per la gestione escludendo l’assegnazione diretta». Rossi dice che resta in attesa di risposte «dignitose e non della solita “E’ la solita pretestuosa polemica, una strumentalizzazione politica”». Contattato al telefono, al momento non è stato possibile parlare con l’assessore Capponi, si attende una risposta in merito alle affermazioni di Rossi.  



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