Strada pedonale diventa carrabile:
Rossi attacca Troiani

CIVITANOVA - Il consigliere contesta quanto votato in assise: «Variante urbanistica a vantaggio di un privato. Ora abbiamo scoperto che nel terreno adiacente sorgerà un complesso residenziale. Servirà per accesso ai garage o a una corte?»
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Pier Paolo Rossi

 

«Trasformazione di una strada pedonale in carrabile fatta a servizio di un privato». Lo denuncia il consigliere Pier Paolo Rossi che contesta quanto votato nello scorso consiglio comunale quando l’assise decise la trasformazione di un piccolo passaggio pedonale in una strada carrabile nel quartiere di San Marone alla fine di via Montale. Secondo Rossi, quella decisione che allora appariva incomprensibile, oggi acquista motivazione che lì sorgerà un complesso residenziale: «Troiani in consiglio diceva che da amministratore avrebbe fatto scelte che servono alla città e nel caso specifico si è trattato in una variante urbanistica per il collegamento di un parcheggio pubblico a vantaggio di un privato. Parcheggio a detta dell’urbanista Troiani, ma in effetti trattasi di piccolo slargo al termine di una via cieca a doppio senso creato per permettere l’inversione di marcia e usato dai residenti anche come parcheggio capace di ospitare una decina di auto, in via Montale con via Alighieri. Cioè si votava in Consiglio la trasformazione di un collegamento pedonale nei pressi del negozio “Ciclone service” in una strada carrabile con una spesa per la cittadinanza di 45mila euro. Per l’urbanista Troiani la trasformazione di 30 metri di stradello pedonale in strada carrabile, in una zona storicamente dimenticata da Dio, è la priorità urbanistica per una città di 42mila abitanti come Civitanova. Oggi, dopo neanche venti giorni, possiamo facilmente intuire quanti e chi fossero quei cittadini. Basta passare lungo via Dante Alighieri e vedere degli enormi rendering di un complesso residenziale che sorgerà proprio nel terreno adiacente. E’ difficile pensare che quella strada carrabile possa servire magari per l’accesso ai garage o ad una corte? Ma perché non hanno presentato in Consiglio una variante in cui il richiedente in cambio si accollava i 45mila euro dei lavori per la trasformazione? Sarebbe stata una proposta comunque politicamente discutibile, ma si sarebbe evitato di nascondere il vero scopo e prendere in giro il consiglio comunale».



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