«L’Ufficio scolastico regionale
non può tagliare le classi nel cratere»

SISMA - La deputata del M5S Mirella Emiliozzi lancia l'allarme: «La direttiva del Miur parla chiaro ma ci segnalano molte anomalie: è un gioco pericoloso»
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Mirella Emiliozzi

«Nella scuola primaria Lucatelli di Tolentino sono state chieste tre sezioni per il tempo prolungato, ma se ne dovrebbero attivare solo due. La scuola primaria Luzio di San Severino aveva richiesto l’attivazione di tre sezioni per il tempo prolungato, ma ne potrebbe attivare solo due». Sempre a San Severino «la scuola Media Tacchi Venturi aveva chiesto il mantenimento della quinta sezione, ma ne ha viste attivare solo quattro nonostante la presenza di svariati alunni disabili» E ancora «l’istituto Divini chiedeva di mantenere la sesta sezione ma ne sono state concesse cinque». Mirella Emiliozzi, deputato del Movimento 5 stelle, segnala con allarme una lunga lista di anomalie per le scuole nel cratere dove, nonostante il Miur abbia indicato di mantenere le stesse classi precedenti al sisma, si registrerebbero mancate autorizzazioni da parte dell’Ufficio scolastico regionale. «Di casi – dice Emiliozzi – ce ne sono tanti altri. Senza entrare poi nelle altre annose questioni relative alle cubature delle aule o ai disagi vari delle strutture temporanee. E’ necessario che venga fatta la massima chiarezza e laddove ci siano mancanze, che esse vengano sanate subito perché la circolare del Miur è limpida. Le famiglie che vivono nei territori colpiti dal sisma sono state già mortificate abbastanza negli ultimi due anni». La circolare del Miur, effettivamente, è molto chiara: “Per quanto riguarda le aree interessate dal sisma – dice la lettera del 2017, citata da Emiliozzi -, sono mantenute le classi attivate nell’anno precedente, anche con parametri inferiori a quelli previsti dalla normativa”. «L’obiettivo – spiega Emiliozzi – è evitare il rischio spopolamento e la mancata garanzia al diritto allo studio, in un territorio già duramente provato. Dalle segnalazioni che ci arrivano però dai territori, l’ufficio scolastico starebbe interpretando a modo suo le disposizioni ministeriali. Il giochino è alquanto pericoloso, visto che in diverse località si rischiano di veder respinte le richieste di autorizzazione alla costituzione di classi articolate nella scuola secondaria di secondo grado, o direttamente di vedere diminuire il numero delle classi nella scuola secondaria di primo grado, calo a cui si somma il rischio del respingimento delle domande di corsi di tempo pieno per la primaria. Una situazione abbastanza incresciosa – conclude la deputata -, sulla quale chiediamo che l’ufficio regionale faccia chiarezza senza lasciare spazio ad alcuna ambiguità: qualora le interpretazioni discutibili dovessero essere confermate, come M5s siamo pronti naturalmente a segnalare la situazione al ministro competente».

 

 



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