Tifosi e giocatori vengono alle mani,
arrivano carabinieri e polizia

MACERATA - E' successo al termine della partita tra Robur e Belfortese. A incendiare il finale il fischio di un calcio di rigore all'88' a favore degli ospiti. Alla fine, l'arbitro è costretto a farsi scortare negli spogliatoi dalle forze dell'ordine
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Campo della Vittoria (foto d’archivio)

 

Tifosi e giocatori vengono alle mani in tribuna, arrivano carabinieri e polizia per scortare l’arbitro. E’ successo alla fine della partita tra Robur e Belfortese, andata in scena ieri pomeriggio al campo della Vittoria di Macerata e valida per il campionato di Seconda categoria. Un finale incandescente che è esploso in seguito all’assegnazione di un calcio di rigore assegnato alla Belfortese al minuto 88, con la partita fissata sull’1-1 (finita poi 2-1). L’arbitro ha punito il contatto in area tra Quadraroli e Corsalini, facendo infuriare la panchina della Robur. Il mister Ivan Berozzi viene allontanato dal campo per proteste, ma la situazione è calda anche sugli spalti, dove dalla tribuna cominciano ad arrivare insulti all’indirizzo dei giocatori della Robur, in particolare un tifoso prende di mira il giocatore di colore Ngugi. Al termine del match lo stesso Ngugi va a chiedere spiegazioni ai tifosi ospiti. A quel punto però arrivano altri giocatori della Robur, finché non cominciano a volare altre parole forti, con il rischio che la situazione sfoci in una rissa. A quel punto lo staff delle società cercando di calmare le acque, ma l’arbitro è costretto a chiedere l’intervento di carabinieri e polizia per rientrare in sicurezza negli spogliatoi e tornare a casa.

 



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