Pozzo dell’orrore, ripresi gli scavi (VIDEO)
Continuano a spuntare ossa

PORTO RECANATI - Proseguono le ricerche sul terreno che si trova vicino all'Hotel House. Sul posto la Scientifica della polizia, il medico legale, la Guardia di finanza e i vigili del fuoco
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Gli scavi al casolare di Porto Recanati
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Gli scavi che sono ripresi questa mattina

Sono ripresi questa mattina gli scavi al pozzo dell’orrore di Porto Recanati: continuano a comparire ossa. Sul posto il medico legale Roberto Scendoni con la polizia (squadra sopralluoghi e scientifica), Guardia di finanza e vigili del fuoco di Civitanova. Ieri mattina era stato trovato, intorno alle 11, un femore vicino ad un casolare. Poi sono iniziati gli scavi su di un terreno e sotto è stato trovato un pozzo e da quello sono emerse altre ossa. Quelle, stando ai primi accertamenti del medico legale, di una persona di corporatura minuta, forse una adolescente, forse quelle di Cameyi Mosammet, 15enne scomparsa da Ancona nel 2010. Il pozzo si trova vicino all’Hotel House e proprio all’Hotel House era stata vista entrare la ragazzina il 29 maggio 2010, giorno in cui scomparve. Con lei c’era il fidanzatino, Monir Kazi che all’epoca aveva 20 anni e viveva all’Hotel House. Nel pozzo è stata trovata una scarpa da ginnastica bianca, e la ragazzina indossava quel tipo di scarpe quando è scomparsa. Inoltre è stata trovata una maglia di colore biancastro. E Cameyi indossava, il giorno in cui è scomparsa, una maglia bianca. Ma nel pozzo potrebbero esserci anche i resti di altre persone. Alcune delle ossa che sono state ritrovate infatti, sembrano poter essere di altri corpi. In particolare ieri non tornavano le dimensioni di un omero, troppo piccolo per essere di una persona adolescente, e due ulne che sembrano essere della stessa parte di un braccio. Resta comunque il fatto che le ossa sono state in acqua, nel pozzo, e sono emerse sporche di fango e inoltre l’identificazione e la misurazione è stata fatta direttamente sul posto e per avere maggiori certezze serviranno, almeno sulla base di questi reperti, accertamenti più accurati.

(Foto di Federico De Marco)

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Il medico legale Roberto Scendoni, a destra, sul pozzo dove sono state trovate le ossa

 

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