Neonata partorita in casa,
indagine per lesioni colpose
Due versioni al vaglio della procura
MACERATA - Il fascicolo è aperto contro ignoti. Dalla documentazione medica in mano agli inquirenti emerge una versione diversa da quanto riferito dalla donna. L'Area Vasta e la direzione dell'ospedale: «La risposta all’emergenza è stata pronta, rapida ed efficace e ha permesso di contenere al massimo gli esiti negativi dell’evento»
Neonata gravissima dopo il parto, la procura indaga per lesioni colpose per responsabilità sanitaria. In mano agli investigatori ci sono la versione data dai famigliari della donna (che hanno presentato un esposto) e quella che compare sulla documentazione che è stata sequestrata. Dai documenti dell’ospedale c’è una versione diversa, da quanto emerge, rispetto a quanto riferito dalla donna, una maceratese di circa 40 anni, che era al nono mese di gravidanza. La versione fornita dalla donna è che il personale del nosocomio le aveva detto di andare a casa perché non era ancora ora di partorire. La procura vaglierà le due versioni. Il fascicolo è stato aperto contro ignoti. La donna era andata in ospedale per due volte, la seconda all’una della notte tra martedì e ieri. Poi era tornata a casa e lì aveva partorito la bambina. La piccola aveva avuto una sofferenza durante il parto e ora è ricoverata in condizioni gravi all’ospedale Salesi di Ancona. In serata è arrivato un comunicato dell’Area Vasta 3 e della direzione ospedaliera. «Pur partecipando alle sofferenze della famiglia nell’aver dovuto affrontare un evento eccezionale qual è il parto precipitoso (incidenza pari allo 0,07% delle gravidanze, quindi rientrante in evento raro ed imprevedibile) peraltro in un ambiente non protetto, si vuole sottolineare come, alla luce delle analisi dell’evento e dei dati clinici in nostro possesso, siano state eseguite una corretta valutazione ed una altrettanto corretta procedura clinica e strumentale per accertare lo stato di salute della paziente e del nascituro in entrambe le occasioni in cui la paziente si è presentata in reparto – scrivono l’Area Vasta 3 e la direzione ospedaliera –. Pur risultando come “gravidanza a basso rischio”, ed inserita in un particolare percorso la paziente allorché, tra il 27 ed il 28 marzo si è presentata al reparto di ostetricia, la signora è stata sottoposta a valutazione clinica e strumentale che non hanno rilevato la presenza di segni o sintomi di un parto imminente o di altri eventi sfavorevoli. Allo stato attuale, sulla base delle informazioni in nostro possesso (la neonata è ricoverata presso il “Salesi” di Ancona), i dati riguardo le condizioni cliniche della bambina sono confortanti e nella prossima settimana completerà gli esami ultraspecialistici. Buone sono le condizioni della mamma che è ricoverata nel reparto di Ostetricia e che a breve potrà essere dimessa – prosegue la nota dell’A. In ogni caso attendiamo gli esiti dell’indagine avviata dalla procura di Macerata, con la quale stiamo collaborando, fornendo tutta la documentazione richiesta. Siamo altresì a disposizione della famiglia per quanto possa essere necessario. Pur costernati per l’evento imprevedibile ed eccezionale – continua la nota -, la risposta all’emergenza è stata pronta, rapida ed efficace e ha permesso di contenere al massimo gli esiti negativi dell’evento. Il Punto Nascita dell’Ospedale di Macerata, sulla base dei dati “Piano nazionale esiti Agenas 2017” è in possesso degli standard richiesti per l’”evento nascita” e rappresenta un punto di riferimento per le circa 1.500 donne che ogni anno scelgono di essere assistite in questa struttura. Fermo restando che il livello deve rimanere molto alto, la direzione ha dato indicazioni e disposizioni circa ogni possibile miglioramento, anche al di là degli standard e delle buone pratiche cliniche richiesti, affinché questi eventi, seppur eccezionali, non abbiano più a ripetersi».
Partorisce in casa, grave la bimba Esposto in procura della famiglia sull’operato dell’ospedale

Veramente si ha un “parto precipitoso” quando il travaglio parte senza preavviso, quando non c’è alcun segnale, quando la futura mamma viene colta di sorpresa. Questa signora non si è fatta cogliere di sorpresa per niente: per due volte è andata all’ospedale e per due volte è stata mandata via e allora non si tratta di “parto precipitoso” ma di “parto in orario inopportuno”.
Chiamiamolo per quello che è, un caso di malasanità senza se e senza ma. Se la signora è andata spontaneamente due volte all’ospedale, è chiaro che era preoccupata, quindi perché decidere di andare a casa? Comunque se è andata due volte all’ospedale ci dovrebbero essere due fogli che raccontano gli eventi. Il secondo dovrebbe riportare in calce la firma della signora che rifiutava il ricovero, del resto neanche ritenuto opportuno dai medici e tornava a casa. E comunque se tranquillizzata dai medici per la seconda volta si fosse convinta del contrario, firma o non firma quello che non c’è scritto è che sembra impossibile che possa verificarsi un caso del genere. Una volta ho visto una donna partorire fuori del pronto soccorso, cosa questa che può succedere, un passaggio a livello chiuso già potrebbe essere una causa. Al nono mese con perdite, come si fa a parlare di evento imprevedibile ed eccezionale. E forse cambiato causa inquinamento, scie chimiche, cibo geneticamente modificato, stress, vita frenetica senza più Calindri a suggerire rimedi, i motivi che hanno portato ad un allungamento del periodo di gestazione?