Il senato dice sì al decreto sisma
Ceriscioli: «opere pubbliche,
1 miliardo in più»
E Salvini vuole tornare da Peppina

RIPARTENZA - Incassato l'ok si va alla Camera. Il governatore: «capitolo nuovo per le procedure relative alla ricostruzione. Frutto del lavoro con i presidenti delle Regioni». I senatori Morgoni e Carrescia sono soddisfatti ma chiedono ulteriori semplificazioni. Il leader della Lega: «Mercoledì vorrei tornare a Fiastra»
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Lavori a Visso

 

di Federica Nardi

Il decreto fiscale ottiene la fiducia del Senato e passa alla Camera. Così come tutti i provvedimenti che mettono mano all’assetto della ricostruzione nelle aree terremotate. Il presidente della Regione Luca Ceriscioli parla di un «capitolo nuovo per le procedure relative alla ricostruzione. In poche settimane di lavoro, come promesso, la commissaria Paola De Micheli e il governo sono riusciti a dare risposte importanti per le aree colpite dal sisma». Come anticipato ieri da Cronache Maceratesi (leggi l’articolo), il decreto interviene per tentare di semplificare e velocizzare la ripresa nelle aree del cratere sia sotto il profilo della ricostruzione pubblica che privata. Tra le novità anche «l’aumento di un ulteriore miliardo di euro per le opere pubbliche – dice Ceriscioli – E anche aggiornamenti sulla possibilità di sospensione del pagamento dell’intero importo delle rate dei mutui in scadenza così come la sospensione bollette per le case inagibili fino a 31 dicembre 2018. Una serie di novità frutto del lavoro realizzato in piena sinergia con i presidenti delle Regioni e delle capacità del commissario che ha saputo fare una sintesi importante delle richieste arrivate dal territorio».

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Luca Ceriscioli

Tra le norme anche quella dedicata alle case abusive costruite dopo il terremoto da chi non voleva lasciare il proprio paese, la cosiddetta “Salva Peppina”, dato che la proposta nasce dalla situazione della 95enne di Fiastra Giuseppa Fattori, detta appunto Peppina, che è stata sfrattata dalla casa di legno perché mancavano i permessi a costruire. A rivendicarla con un post su Facebook il segretario della Lega Nord Matteo Salvini: «questa battaglia l’ha fatta la Lega – scrive – Comunque l’importante è il risultato. Mercoledì prossimo vorrei tornare a trovarla portandole in regalo un bel presepe». 

Anche se dal lato dem il senatore Mario Morgoni e il deputato Piergiorgio Carrescia, che avevano a suo tempo depositato una proposta di legge sul tema, specificano che «se il problema degli immobili realizzati dopo gli eventi sismici senza titolo abilitativo ha trovato una soluzione il merito va al Governo ad alcuni parlamentari del Partito democratico che hanno seguito la vicenda senza clamori, passerelle e proposte populiste ma con grande attenzione e concretezza e non a chi preferisce “mettere il cappello dove non ha messo la testa”».

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Salvini in visita a Giuseppa Fattori

Tra l’altro è stato proprio grazie a un emendamento di Morgoni che la legge si è potuta applicare anche al caso di Peppina, altrimenti l’anziana sarebbe rimasta esclusa perché non direttamente proprietaria della casa di legno. «La soluzione del Governo – proseguono – è molto equilibrata perchè non è certo un condono ma una concreta risposta a situazioni determinate dall’emergenza che hanno avuto grande risalto con il caso di “nonna Peppina” di Fiastra». Anche se, dicono, servono ancora semplificazioni, «l’emendamento del Governo riprende numerose indicazioni presenti nella nostra proposta di legge e negli emendamenti avanzati dai senatori marchigiani del Pd al Decreto fiscale fra le quali evidenziamo: il riconoscimento di un ruolo più forte per i Comuni nel percorso di perimetrazione dei centri e nuclei abitativi di particolare interesse, il loro riconoscimento come soggetti attuatori su delega regionale e come centrali di committenza, la risarcibilità in particolari situazioni, degli edifici che erano stati già lesionati dal sisma 1997/98 (Marche-Umbria), la proroga di alcuni termini per individuare gli aggregati da recuperare con progetti unitari, la sospensione dei mutui per attività produttive e per immobili privati fino al 31 dicembre 2018 o al 31 dicembre 2020 per quelli in”zona rossa”, un trattamento più omogeneo per i dipendenti delle strutture commissariali e degli Uffici per la ricostruzione e alcune semplificazioni burocratiche».



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