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Prima un 30enne si barrica in bagno,
poi rissa tra due donne ubriache
“Più sicurezza al pronto soccorso”

CIVITANOVA - La denuncia del sindacato degli infermieri dopo gli ultimi due episodi che hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine: "Il personale sanitario non può andare al lavoro temendo per la propria salute"

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Due donne se le danno di santa ragione al pronto soccorso, servono 5 infermieri per dividerle. Nella stessa serata un trentenne straniero si barrica in bagno e dà in escandescenza. I due episodi risalgono alla notte tra mercoledì e giovedì,  riguardano il pronto soccorso di Civitanova e sono stati resi noti solo ora dal Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche per denunciare l’urgenza di una maggiore sicurezza all’interno del presidio. Un tema toccato anche dal direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni durante la conferenza stampa di inaugurazione del baby pit stop. Maccioni ha rimandato ad un incontro per fine agosto con sindaco e forze dell’ordine per trovare soluzioni. Intanto però il sindacato esce allo scoperto e rilancio il problema. «Nella notte tra mercoledì e giovedì 3 agosto a distanza di poche ore, – racconta il sindacato – le forze dell’ordine sono dovute intervenire in due distinte situazioni. Nel primo caso gli agenti della polizia hanno dovuto convincere uno straniero di circa 30 anni ad uscire dal bagno dove si era barricato dopo aver urlato ed inveito contro medici e infermieri, rifiutando di essere curato. Solo l’intervento degli agenti ha consentito alla situazione di rientrare nella norma. Qualche ora dopo si è verificata una colluttazione tra due donne, una italiana e una straniera, entrambe in preda ai fumi dell’alcol. Le due sono venute alle mani per futili motivi e per tentare di bloccare la donna straniera non sono bastati i 5 sanitari presenti al pronto soccorso – continua il Nursid – Anche in questo caso solo l’arrivo di una pattuglia dei carabinieri, ha consentito di porre rimedio alla situazione”. Il sindacato ricorda di aver chiesto più volte alla direzione sanitaria la presenza di una guardia giurata e telecamere di sorveglianza.  “Il personale sanitario – concludono i rappresentati degli infermieri –  non deve recarsi al lavoro temendo per la propria salute e con l’apprensione di non fornire le giuste e tempestive cure ai pazienti presenti perché impegnati a ‘far ragionare’ tossicodipendenti, ubriachi, o persone che si scagliano contro di loro senza nessun motivo».



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