Il terremoto non ferma la Croce Rossa:
30mila chilometri di solidarietà

SAN SEVERINO - La presidente Elena Amici ha fatto il bilancio dell'attività durante la cena sociale: "E’ stato un anno pieno di difficoltà burocratiche, logistiche e personali, ma siamo riusciti a superare tutto"
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Un equipaggio della Croce Rossa

Trentamila chilometri e 440 metri percorsi dalle ambulanze della Croce Rossa Italiana di San Severino, 1846 uscite, altri 54 mila chilometri con i pulmini per i disabili: sono questi i “numeri” dell’ente di soccorso, resi noti dalla presidente Cri San Severino, Elena Amici, durante la cena sociale all’Lk di Parolito. In totale i chilometri percorsi l’anno scorso 85 mila e 108. Il numero dei servizi svolti per l’Area Vasta 3 ammonta a 485 con ambulanza e 185 con pulmini e complessivamente sono state assistite 2500 persone. Complessivamente le ore di effettivo servizio svolte ammontano a 10.014. “Il nostro comitato non fa esclusivamente trasporti sanitari, ma con l’inserimento del progetto per il servizio civile nazionale ha collaborato con la casa di riposo Lazzarelli per un anno – spiega Elena Amici – a seguire è stata garantita la continuità del servizio di assistenza durante le ore di svago per gli ospiti della casa di riposo. E’ stata stipulata una convenzione con la capitaneria di porto di Civitanova  e in collaborazione con tutti gli Opsa della provincia di Macerata abbiamo garantito l’operazione ‘Mare Sicurò per il tratto di costa da Civitanova a Porto Recanati a bordo della navetta della capitaneria”.
I servizi da ordinari sono diventati straordinari con il terremoto, prosegue nel bilancio la presidente Cri: “Purtroppo il terremoto ha colpito anche il nostro paese e sin dal primo momento siamo stati presenti per dare soccorso ed aiuto alle persone terremotate. In collaborazione con tutti i volontari delle varie associazioni locali abbiamo dato assistenza alle 600 persone presenti nei cinque centri di accoglienza e successivamente con l’arrivo dell’Ordine di Malta (Cisom) siamo rimasti fino alla chiusura di tutti i centri lavorando insieme. I giovani del comitato per l’intera durata dell’apertura dei centri, hanno organizzato tutti i giorni la ludoteca per i bambini e gli anziani presenti. All’apertura delle scuole su richiesta della dirigenza Scolastica hanno continuato e prestare il loro servizio per il pre-scuola, aiutando così le famiglie e l’organizzazione della scuola”. Durante l’anno il gruppo dei giovani Cri hanno animato alcune importanti feste alla casa di riposo (Befana, Carnevale, Natale, pomeriggio con i Pistacoppi), partecipato a Stay Here progetto sulla sicurezza stradale, lezione “Donna e violenza” al Tacchi Venturi. I giovani si sono aggiornati ai corsi di trucco e simulazione all’esame del corso Cri, facepainting, hanno fatto animazione al Natural Village a maggio e giugno, hanno partecipato alla gara podistica dell’Itis con stand sull’alcool, alla fiera delle attività produttive e sono intervenuti al campo terremoto di Pretare, montando 88 tende ed una tenda pneumatica. “Nei primi mesi dell’anno 2016 sono iniziati i lavori per l’ampliamento della sede e giunti quasi al termine siamo stati fermati dal terremoto – racconta Amici – inoltre abbiamo subito danni ai tamponamenti esterni della parte inferiore tali da dover mettere mano alla ristrutturazione”. La Cri nazionale ha donato 10 mila euro per le spese straordinarie del comitato Cri San Severino, il resto dalla cifra è stato impiegato per acquistare due gazebo, un carrello per il trasporto e divise per i volontari. “Successivamente il presidente nazionale Cri Francesco Rocca ci è venuto trovare al centro di accoglienza del palazzetto e dopo aver visto la nostra sede disastrata ci ha assicurato tutta la sua vicinanza promettendoci un ulteriore aiuto per la sistemazione della stessa – conclude Elena Amici – alla riunione di Comunanza con i presidenti di tutti i paesi terremotati Francesco Rocca ci ha ancora invitato a comunicare quali fossero le nostre necessità ed il 3 dicembre 2016 a Camerino la grande sorpresa, abbiamo ricevuto un po’ di divise e le chiavi di un piccolo fuori strada Suzuki Jmny. E’ stato un anno molto duro pieno di difficoltà burocratiche, logistiche e personali, ma siamo riusciti a superare tutto”.

 



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