Montale unisce il territorio,
Macerata e San Severino:
“Lanciamo la Marca maceratese”

CULTURA - Convegno sulla mostra dedicata ai 50 anni degli Xenia scritti dal premio Nobel e stampati nella tipografia settempedana Bellabarba. "Amare un'ombra" aperta fino al 2 maggio. Il rettore Unimc Adornato: "Arti applicate elemento di sviluppo del territorio"

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Stefania Monteverde, Rosa Piermattei, Donella Bellabarba (con la copia originale di Xenia) e Ferdinando Adornato

 

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di Gabriele Censi

(foto di Luciano Carletti)

Note liete per la cultura arrivano dal convegno che ha celebrato i cinquant’anni dalla pubblicazione degli “Xenia I” di Eugenio Montale, il componimento poetico stampato a San Severino dalla tipolitografia Bellabarba. Nella sala Castiglioni della biblioteca Mozzi Borgetti a Macerata, c’erano anche tanti giovani che hanno seguito con attenzione gli interventi sul poeta e sulla storica tipografia settempedana. Questa, nota meno lieta, ha chiuso i battenti nel 2015 alla morte del commendator Folco Bellabarba protagonista di una grande parte della storia dell’azienda di famiglia che ha raggiunto i 133 anni di attività. Resta però la memoria di tutta questa storia nel fondo curato dalla figlia Donella che ha pensato con Maurizio Verdenelli questo pomeriggio di studi, slittato a sabato scorso per gli eventi sismici. Il progetto “Amare un’ombra” che è prima di tutto una mostra ospitata nella prestigiosa sede espositiva della pinacoteca civica “Padre Tacchi Venturi (prorogata fino al 2 maggio), omaggia Montale poeta e pittore. Vi si trovano disegni inediti del poeta premio Nobel, insieme alla riproposizione degli Xenia stampati in assoluto per la prima volta in città dalla tipolitografia Bellabarba il 20 ottobre del 1966 a tre anni esatti dalla morte della moglie di Eugenio Montale, Drusilla Tanzi, chiamata dal poeta col nomignolo “Mosca”.

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Stefania Monteverde e Rosa Piermattei

Di questo e di altro si è parlato a Macerata dopo il saluto dei referenti dei due comuni interessati, Stefania Monteverde, vicesindaco di Macerata e Rosa Piermattei sindaco di San Severino. “Non sempre due Comuni si presentano insieme ma da qualche tempo stiamo raccontando il nostro territorio come la “Marca maceratese”, un territorio ricchissimo di poesia, dobbiamo fare emergere questo fiume carsico della produzione intellettuale” ha detto Monteverde tornando anche sul tema dei beni culturali terremotati da mantenere sul territorio. Il sindaco Piermattei rilancia il progetto Montale oltre San Severino: “In questo momento difficile che stiamo vivendo dobbiamo ricominciare dalla cultura e dalle cose belle, uniti ripartiamo”

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Ferdinando Adornato e Donella Bellabarba

La presidente dell’associazione Archivio storico tipolitografia “C. Bellabarba”, Donella Bellabarba, ha illustrato il fondo e la storia relativa alla plaquette memoriale. “Grazie al settempedano Giorgio Zampa si è stabilito questo legame con Montale, i suoi diari inediti hanno svelato tanto del loro rapporto iniziato a Firenze nel 1939 e che durerà tutta la vita compreso il viaggio insieme a Stoccolma per il Nobel”. Poi l’intervento del rettore Unimc Ferdinando Adornato: “Xenia è una figura mitologica greca. La cultura del dono ci riporta alla contemporaneità. Il contributo delle arti applicate, in questo caso di una tipografia, alla cultura è elemento di sviluppo del territorio”

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Guido Garufi

Il critico letterario e poeta Guido Garufi, che ebbe con Montale un rapporto epistolare e che sul poeta ha scritto una monografia, ha parlato del passaggio dal Montale lirico a quello prosastico: “Sono malato di montalite, patologia che condivisi a lungo con il professor Giacomo Zazzaretta. Era un poeta completo, disse che per fare vera poesia bisognava pescare nel semenzaio della prosa” .

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Maurizio Verdenelli

Il giornalista e saggista Maurizio Verdenelli partendo dagli “Xenia” parla della tradizione delle tipografie degli artigiani. “Non esiste alcun viaggio di Montale nella nostra terra, ad eccezione della Urbino di Carlo Bo. Ma i contatti sono molti, la prima edizione degli “Ossi di seppia” fu illustrata dal maceratese Scipione. Montale stampa a San Severino spinto dalla grande amicizia con Zampa”. Suggestioni anche sulla scelta della carta e la tradizione fabrianese, poi l’intervento del professor Roberto Cresti curatore del catalogo della mostra sul tema della parallela passione di Montale per le arti visive: “Le linee della mano”, vale a dire la simmetria che si può istituire tra poesia e pittura: “Abbiamo avuto un secolo d’oro. Il Novecento, che parte dal picco di D’Annunzio, è stato riportato al contatto della vita di tutti i giorni da Montale. Fece anche il giornalista, fu polemico verso il nuclearismo, ma era esattamente quello che stava facendo anche lui”. Gli interventi sono stati inframmezzati dalle letture del regista e attore Paolo Nanni.

Guarda la registrazione integrale del convegno

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Roberto Cresti

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Paolo Nanni e Maurizio Verdenelli

 

 

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