“Depotenziamento dell’ospedale”:
mamme sul piede di guerra

SAN SEVERINO - L'associazione minaccia azioni di tutela se non saranno rispettati gli accordi sosttoscritti
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L’ospedale di San Severino

di Monia Orazi

Un nuovo allarme sul ridimensionamento dei servizi dell’ospedale di San Severino è stato lanciato dalle mamme dell’associazione Help Sos Salute di San Severino che hanno inviato un sollecito al presidente della Regione Luca Ceriscioli, ai vertici Asur Marche i dottori Alessandro Marini e Nadia Storti, al direttore dell’Area vasta Maccioni e al direttore sanitario del presidio ospedaliero Camerino-San Severino dottoressa Giovanna Faccenda, per conoscenza anche al sindaco Rosa Piermattei. “Se non avremo risposta intraprenderemo azioni finalizzate a far rispettare l’accordo sottoscritto l’anno scorso tra il Comune di San Severino e la Regione, sancito nella determina regionale 959, dell’8 agosto 2016”, spiega la presidente dell’associazione Cristina Marcucci. Nel sollecito si elencano i servizi non pienamente attivi nel Bartolomeo Eustachio di San Severino: per la medicina sono occupati dieci posti al quarto piano che dovevano essere della week surgery, servizio previsto con venti posti letto al terzo piano, anche oncologia ha un numero limitato di posti letto come questa precedente. Per pediatria, denunciano le mamme, dalle 18 ore previste su sei giornate si è scesi a dodici su tre giorni fino a fine dicembre, attualmente sono otto spalmate su due giorni. A ginecologia erano previsti quattro medici ginecologi, invece ne resta soltanto uno. “Il depotenziamento del reparto – scrive l’associazione – è provato dal fatto che dal primo marzo il Cup non accetterà più appuntamenti per ecografie riguardanti donne in gravidanza”. La week surgery “è penalizzata dai posti letto occupati dalla Lumpa”. Puntano il dito sulle inadempienze le mamme: “Risulta evidente l’inadempimento da parte della Regione di un impegno assunto nel protocollo d’intesa, che riguarda la gestione di servizio pubblico ed il cui inadempimento comporta conseguenze anche di natura civilistica”. L’associazione Help chiede di riferire sullo stato di attuazione della determina, in caso di mancata risposta minaccia nuove azioni di protesta.



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