“Stamattina un caos nei soccorsi,
in ospedale non c’è continuità di servizi”

SANITA' - Il sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, ha segnalato il caso di una donna di 87 anni, dopo una chiamata di emergenza: "Non c'era l'ambulanza e la seconda ci hanno detto non era idonea. Sono andati i vigili a prendere il medico atterrato con l'eliambulanza". La donna è però risultato essere già morta, per cause naturali, quando sono stati contattati i soccorsi. "A me non va bene ciò che sta accadendo, farò un esposto, ci faremo sentire"

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Il sindaco Saltamartini

 

Emergenza questa mattina a Cingoli dove una donna di 87 anni è morta in seguito ad un malore. Il primo cittadino ha segnalato una situazione di «caos» legata ai soccorsi e ha annunciato un esposto in procura «non starò con le mani in mano. Il problema nasce perché non si capisce cosa sta succedendo alla sanità regionale. Voglio sottolineare che noi, con la riorganizzazione della sanità, abbiamo mantenuto un ospedale, che quindi deve dare i servizi di un ospedale. Invece spesso non c’è una continuità del servizio». Il primo cittadino segnala inoltre come nella notte un uomo sia andato in ospedale perché accusava dei malori al ventre «ma per via delle nuove procedure per attendere autorizzazione per fare esami ha dovuto aspettare 45 minuti e alla fine ha deciso di andarsene». Oggi tutto è nato intorno alle 8 del mattino da una telefonata al 118 per chiedere soccorso a una donna di 87 anni.

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L’ospedale di Cingoli

«Ma l’ambulanza era ad Apiro per una emergenza e l’altra ambulanza che c’è in ospedale ci hanno detto che non era idonea, perché non lo fosse non so – continua il primo cittadino –. Sta di fatto che quando è arrivata l’eliambulanza, il medico lo hanno dovuto andare a prendere i vigili urbani, non mi sembra una cosa normale, deve andarci una ambulanza» dice Saltamartini. Sul posto per prestare soccorso alla donna il 118 ha inviato tre mezzi. Una ambulanza da Treia con i volontari della Croce Rossa, la medicalizzata da Macerata e l’eliambulanza con il medico a bordo. I soccorritori alla fine non hanno potuto far nulla per salvare la donna, perché, riferiscono fonti del 118, in realtà era morta, per cause naturali, prima ancora della chiamata di soccorso. Comunque l’intervento è stato gestito come un codice rosso con tanto di eliambulanza che è intervenuta. Sempre dal 118 fanno sapere che a Cingoli hanno una sola ambulanza, quella medicalizzata che questa mattina era ad Apiro per una urgenza. L’altra vicina è a Jesi, ma anche quella questa mattina era impegnata in un intervento. «Io devo illustrare tutti questi fatti che si susseguono e che mettono in discussione la continuità della sanità a Cingoli – dice Saltamartini –. Io credo che al di là di quello che dicono le carte vorrebbero trasformarci in ospedale di comunità, ci vogliono togliere il pronto soccorso e altri servizi. Che una persona si presenti in ospedale e debba andarsene perché le analisi non si possono fare è l’emblema della situazione. Non mi sembra una cosa normale. Sono cose che mi inquietano. A me non va bene quello che stanno facendo, non sono d’accordo con la gestione che stanno portando avanti e a parte gli esposti, ci faremo sentire».


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