Mattarella e i sindaci:
così vicini, così lontani

CAMERINO – In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico Unicam l’incontro dei primi cittadini con il presidente. Il sindaco di Macerata Romano Carancini scelto come portavoce (VIDEO): "Noi compatti tranne Saltamartini che cerca le prime pagine”. Assenti Marco Rinaldi di Ussita che chiama Errani e Curcio (“Il paese è fermo!”) e Giuliano Pazzaglini di Visso che promette di ‘vuotare il sacco’ fra quattro giorni. Intanto pericolo scissione in direzione di Preci (Umbria) di un gruppo di frazioni a causa della viabilità compromessa. VIDEO
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Le dichiarazioni dei sindaci all'incontro con Sergio Mattarella
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L’incontro di stamattina a Camerino tra i sindaci e il presidente Sergio Mattarella

 

Dal nostro inviato
Maurizio Verdenelli

E’ davvero lo scespiriano inverno ‘del nostro scontento’ che questa mattina tra le nevi illuminate da un sole senza però annunci di primavera (soprattutto di serenità) è andato in scena con l’arrivo dell’elicottero presidenziale a Castelraimondo. Poco prima, giornalisti e troupe, erano stati a sorpresa (anche da parte degli addetti ai lavori) ‘cacciati’ dal rettorato, rimosse le transenne del pur angusto spazio concesso nell’aula deputata per l’incontro tra i sindaci e Mattarella. L’ordine in contraddizione al programma previsto era venuto direttamente ‘in volo’ dall’ufficio stampa del Quirinale. Personalmente, da 50 anni a questa parte al seguito di Giovanni Leone ed ininterrottamente di tutti i suoi successori, devo affermare che mai era accaduta ‘una cosa del genere’ o quasi (l’eccezione, finora, era quella voluta da Renzi a Macerata, a dicembre). Poco importa, perché c’è sempre una prima volta e soprattutto perché le ‘cose’ più importanti, molto più importanti erano ben altre. Ruotanti intorno alle risorse per una ricostruzione che ad ogni scossa è sempre più lontana.

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Luca Ceriscioli in piedi con il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo

 

“Le Marche rischiano di non risollevarsi” ha attaccato, anche stavolta a sorpresa, il Governatore Luca Ceriscioli nel vertice ‘secretato’, o meglio ‘blindato’. Snocciolando davanti a Sergio Mattarella i nuovi ‘dati’ della catastrofe marchigiana: 21 mila sfollati in autonoma sistemazione, 6.400 negli alberghi della costa, 80mila nuovi sopralluoghi richiesti dopo le tre scosse del 18 scorso. Se Stato ed Unione Europea non interverranno – ha concluso Ceriscioli- la ‘regione al plurale’, uno dei territori maggiori di quello che fu chiamato il miracolo economico italiana, non c’è la farà. C’è bisogno di fare di più, per mutuare uno slogan attuale del Comune di Macerata anche se rivolto in altre direzioni. “Ogni volta è richiesto di più” ha rilanciato il Presidente, apertamente consapevole dell’illusorietà delle parole (e delle passerelle, aggiungiamo). E “dunque si farà fronte”. Ed altre assicurazioni generose: “Avete diritto a tutto l’aiuto possibile”. “Aiuto che sarà garantito in pieno”. Accanto al ‘di più’, il Presidente ha utilizzato sia davanti ai sindaci sia all’auditorium Unicam, un’altra parola chiave: ‘Vicinanza’, concludendo il suo secondo intervento: “La vicinanza dello Stato è forte e rimarrà forte”.

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Valeria Fedeli

Attraverso quali modalità? “Come? Non spetta certo a Lui, ma al Governo. All’inaugurazione dell’anno accademico, c’era la ministra Valeria Fedeli. Che nel corso di un incontro con la stampa, ha dichiarato: “Dobbiamo assolutamente sostenere il rilancio da tutti i punti di vista di questa straordinaria università e della sua eccellenza…”. E alle richiesta di chiarimenti della collega (“Ma ci sono le risorse?”), così replicando: “Ci devono essere”. Tuttavia, c’è una parte dei sindaci della provincia di Macerata una certa presa di distanza da questi peraltro generosi atti di fede governativi, seppure Romano Carancini abbia voluto, nel suo intervento come rappresentante Anci, minimizzare questi rumors della minoranza (vedi video sopra): “Sindaci compatti tranne Saltamartini che cerca prime pagine. Grazie a Mattarella, che sembra un sindaco, lo Stato ci è vicino”.

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Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli

Dopo l’abbandono clamoroso del sen. Filippo Saltamartini (leggi l’articolo), al summit in rettorato sono mancati tre primi cittadini di centri ‘del cratere’, tra i più immersi. Se per Mario Scagnetti (San Ginesio) si è trattata di un’assenza giustificata da altri improrogabili impegni, diversa la posizione di Mario Rinaldi (Ussita) e di Giuliano Pazzaglini (Visso). Quest’ultimo più sibillinamente si è trincerato al telefono con il cronista dietro ad un ‘no comment’ a tempo: “Fatemi controllare alcune questioni, poi parlerò fra quattro giorni…”. Più apertamente l’ing. Rinaldi parla di ‘mancato invito personale’. “Sia chiaro, per rispetto al Presidente, non avrei polemizzato. Tuttavia il paese è fermo, dolorosamente, clamorosamente fermo. E questo non è accettabile..”. E dunque? “Dunque ho pronta una lettera per Errani e Curcio che vorrei con urgenza ad Ussita per risolvere urgenze non più dilazionabili”. Quali? “Dobbiamo aggiornare il Prg, strumento indispensabile per cominciare a rinascere. Ma se non sappiamo quali sono le aree inedificabili, come facciamo? Ed inoltre, da risolvere subito il problema del trasporto macerie; la viabilità da ripristinare e la ricostruzione dei cimiteri.

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Marco Rinaldi, sindaco di Ussita (Foto Benfatto)

Vuol sapere un fatto che riguarda la confinante Visso…?” Cioè..? ”Che, se non si risolverà ad esempio la viabilità in un folto gruppo di frazioni vissane al confine con Preci, queste passeranno armi e bagagli alla provincia di Perugia, alla Regione Umbria con la quale la comunicazione è aperta ed agevole. Intanto qui aspettiamo da tempo i sopralluoghi tecnici richiesti anche se finalmente (attese dal 7 gennaio!) sono questa mattina giunte ad Ussita due squadre Fast”. E la cosiddetta zona franca, cioè il Modello Ussita inviato a Mattarella e Boldrini? “Forse ancora troppo presto per avere risposta ma ci speriamo ovviamente”.

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Foto Benfatto


Il popolo dei 46 comuni del ‘cratere sismico’ (due in più da quelli citati dal Presidente, seppure con il beneficio del dichiarato sospetto di non fornire in quel momento il numero giusto) è dunque spaccato:
da chi segnala che le cose così non vanno e da chi finalmente è incoraggiato. Tra questi, il sindaco di San Severino, che aveva disertato a dicembre il vertice maceratese con Renzi. E che invece questa mattina è uscita sorridente dall’auditorium Benedetto XIII: “Questa volta sono ottimista” ci ha detto Rosa Piermattei. Riunendosi en plein air in conclave sotto una tensostruttura con Vasco Errani, Fabrizio Curcio, Cesare Spuri e tecnici della Protezione Civile. La ‘mattinata più lunga’, il d-day camerinese si stava sciogliendo rapidamente, tempi tagliatissimi, come la neve sotto il sole dei Sibillini, tra sorrisi (visto in prima fila anch’egli sorridente il sindaco Pasqui, citato da Mattarella), tra promesse e strette di mano. ‘Lo Stato c’è e ci sarà’. Più in là i monti che fanno corona alla ‘zona rossa’ (non ‘franca’) che assedia alla guisa di un esercito barbaro la nobilissima rocca del Ducato dei Varano che nelle forme, nei materiali e nello stile vuol ricordare l’auditorium dell’inaugurazione del 681 anno di (scarsa)grazia di Unicam. La fortezza-auditorium venne inaugurata il 18 marzo 1991 da San Giovanni Paolo II: quasi 26 anni fa e l’impressione e che ci vorrebbe ancora un altro santo come papa Wojtyla per le ferite di Camerino e della provincia maceratese.

Il presidente Mattarella ai sindaci: “Faremo quel di più che chiedete” VIDEO

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Il presidente Mattarella accanto al ministro Valeria Fedeli durante l’inaugurazione dell’anno accademico (Foto De Marco)

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Il presidente Mattarella saluta il pro rettore Unicam Pettinari ed alcuni studenti (Foto De Marco)

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L’auditorium gremito (Foto De Marco)

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L’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Foto De Marco)

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(Foto De Marco)

 

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L’intervento di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria (Foto De Marco)

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Il saluto del rettore Flavio Corradini (Foto De Marco)



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