Un anno di “Famiglie a colori”,
per dare il sorriso
a chi non ha nessuno
MACERATA - Il progetto si occupa di affidare minori stranieri non accompagnati, attraverso la ricerca e la valutazione di nuclei familiari disponibili ad accoglierli. L'assessore Marcolini: "Può essere un esempio anche per altre città"

Un momento della festa
“Famiglie a Colori”, il progetto del comune di Macerata per l’assistenza ai minori non accompagnati compie un anno. Una festa per celebrare. L’iniziativa, fortemente voluta dall’assessore Marika Marcolini, ha lo scopo di affidare i minori stranieri non accompagnati nel territorio, attraverso la ricerca e la valutazione di famiglie disponibili ad accogliere i ragazzi. Per festeggiare l’anniversario, nella sede del centro il Sestante, si sono ritrovati i 12 minori stranieri che nel corso dell’anno sono arrivati in città e per i quali è stato possibile trovare delle famiglie che li hanno presi in affido. Con loro anche i nuclei familiari, gli operatori, gli assistenti sociali, la psicologa, la docente di lingua italiana e i ragazzi del servizio civile. Grazie al progetto Famiglie a colori i ragazzi stanno imparando a vivere l’integrazione e i suoi problemi e possono far conto sui consigli delle famiglie che li hanno accolti che hanno già vissuto in prima persona questa esperienza. «Ognuno ha messo a disposizione la propria casa incrociando la propria esistenza con quella di altre persone – afferma Gianluca Puliti, dirigente dei servizi sociali – ora vediamo i frutti positivi con sviluppi anche inattesi. Dare disponibilità significa poi riceverla quando se ne ha bisogno: il terremoto, ad esempio, non ha guardato in faccia nessuno e non si è preoccupato delle residenze o dei colori, colpendo tutti, indiscriminatamente. Così da un giorno all’altro, anche chi era ricco e stava bene, si è trovato senza casa e è stato costretto a dover chiedere aiuto ad altri, proprio come questi ragazzi venuti da lontano».

I partecipanti al progetto Famiglie a colori
Soddisfatta l’assessore Marcolini: «Siamo andati ben oltre le nostre aspettative. Siamo partiti dall’assunto che solo l’affidamento alla famiglia può dare in maniera intensa l’accoglienza e il calore necessari per diventare cittadini europei a tutto tondo, assicurando a questi ragazzi fiducia e sostegno ma anche la possibilità di ritrovare una parte degli affetti lasciati durante il lungo e difficile viaggio per arrivare qui in Italia. Auspico lunga vita al progetto, siamo convinti possa diventare una buona pratica da esportare anche in altri comuni». I ragazzi e le famiglie affidatarie sono stati invitati a creare la ricetta simbolica dei “Biscotti a Colori” dove, seppur con proporzioni diverse in ogni ricetta, c’era la presenza della disponibilità, dell’ascolto, della comunicazione e soprattutto di una buona dose di fiducia. Per candidarsi a diventare una Famiglia a Colori si può UPS _ Ufficio di Promozione Sociale 0733/256243 e 0733/256465.