Esanatoglia, un ponte
per Tel Aviv
PROGETTI - Israele può essere una occasione di sviluppo per le imprese italiane. Mirko Giordani, studente universitario, componente dell'Unione Associazioni pro Israele (Udai). "Se le nostre imprese vogliono esplorare un mercato dalle potenzialità enormi ma ancora poco conosciute, questo è il momento migliore”

Mirko Giordani
di Monia Orazi
Da Esanatoglia ad Israele, un viaggio per riportare nuove opportunità di sviluppo per le imprese italiane che vogliano partecipare ai progetti di ricerca per il 2017. E’ la storia di Mirko Giordani, giovane studente universitario di Esanatoglia, che da tempo è componente dell’Unione Associazioni pro Israele (Udai) e del presidente dell’associazione politico-culturale Blu Lab. “Ho avuto esperienza dei rapporti bilaterali tra i due paesi, in quanto moderatore ad una conferenza internazionale a Tel Aviv con il nostro ambasciatore. Ho potuto capire le potenzialità di un mercato, come quello israeliano, piccolo ma ad alto tasso di innovazione e qualità. Basti pensare che Tel Aviv è la sede della Silicon wadi, un distretto industriale high tech caratterizzato dalla più alta concentrazione di capitali esteri dopo gli Usa. La Silicon wadi è il paradiso delle start up e Tel Aviv ormai è diventata una città hub di conoscenza, sviluppo e high tech”, racconta il giovane. Attualmente è attivo il bando per raccogliere progetti di ricerca, in base ad un accordo esistente in materia tra Italia ed Israele di cooperazione in ambito industriale e scientifico. “Fondamentalmente i progetti possono essere presentati nelle seguenti aree: medicina, biotecnologia,salute pubblica, agricoltura, scienze dell’alimentazione, informatica, ambiente, trattamento delle acque, nuove fonti di energia, innovazione dei processi produttivi, tecnologie dell’informazione, comunicazione di dati, software, sicurezza cibernetica, spazio, osservazione della terra e qualunque altro settore di reciproco interesse. I progetti approvati dalle autorità israeliane ed italiane, che risulteranno vincitori del bando, verranno finanziati da entrambe le parti”, spiega Giordani. Lo studente considera questa un’ottima opportunità per la provincia di Macerata: “La nostra provincia, nonostante la crisi economica, rimane un fiore all’occhiello del tessuto industriale italiano. Israele è un partner industriale di primo livello per l’Italia ed i rapporti tra i due paesi sono ottimi. Se le nostre imprese vogliono esplorare un mercato dalle potenzialità enormi ma ancora poco conosciute, questo è senza dubbio il momento migliore”. Il presidente di Blu Lab invita a non preoccuparsi di eventuali attentati: “Il pericolo terrorismo ormai è ovunque, e se proprio dobbiamo fare un paragone tra Europa ed Israele, sicuramente mi sentirei più tranquillo a Tel Aviv piuttosto che a Parigi. Israele ha apparati di sicurezza all’avanguardia: un investimento in Israele è assolutamente sicuro. Prova è che le grandi multinazionali americane, anche durante i picchi di terrorismo, hanno deciso di mantenere le proprie strutture produttive in Israele, come ad esempio la Ibm”.