Immigrazione, Cgil:
“La giunta regionale assuma il controllo”
ACCOGLIENZA - Il sindacato punta i fari sul sistema Sprar: "Non sempre i capitolati degli appalti vengono rispettati e chi ne fa le spese sono i richiedenti asilo e i lavoratori del terzo settore". Il segretario regionale Giuseppe Santarelli: "Il tema è politico e non di ordine pubblico. Occorre costruire un punto di raccordo tra gli enti locali e le associazioni "
“La logica emergenziale, alimentata dagli appalti prefettizi, talora sfugge alle regole e ai controlli”. Ad accendere il faro sul tema accoglienza e possibilità di infiltrazioni clandestine nei flussi dei richiedenti asilo stavolta è la Cgil. Una questione ancora più scottante alla luce dei due arresti effettuati dalla Polizia di Ancona che in collaborazione con quella federale tedesca ha sgominato un traffico di esseri umani con base a Macerata (leggi l’articolo). A preoccupare il sindacato è la logica emergenziale con cui viene affrontato il problema tramite il progetto Sprar costituito da una rete di enti locali che accedono alla realizzazione dell’accoglienza tramite un fondo nazionale ad hoc. Secondo Cgil: “Non sempre i capitolati degli appalti dei progetti vengono rispettati e chi ne fa le spese sono gli immigrati stessi ma anche le centinaia di lavoratori del terzo settore (che lavora per le associazioni partecipanti ad esempio) talvolta assunti in modo non regolare”
Nel report elaborato da Cgil (sui dati aggiornati dalla procura di Ancona al novembre scorso) i numeri dell’immigrazione in Regione, in linea con il trend nazionale, non giustificherebbero il persistere nella logica dell’emergenza: “Nelle Marche ci sono circa 5mila richiedenti asilo. Di questi, 4300 circa sono ospitati nei Cas, centri di accoglienza straordinari. Il resto fa parte del cosiddetto ad hoc. Rispetto allo stesso periodo del 2015, c’è stato un aumento dei richiedenti asilo di circa il 25%, in linea con il trend nazionale. Emerge che, nonostante il sensibile aumento di arrivi rispetto allo stesso periodo del 2015, i rifugiati nella regione non rappresentano un’emergenza e, dunque, non avrebbe senso ripristinare i Cie (Centri d’indentificazione ed espulsione), riproposti da questo governo. Tuttavia, anche l’attuale sistema di gestione dei rifugiati mostra qualche difficoltà”.
“La quota di richiedenti asilo – dice il segretario regionale della Cgil Giuseppe Santarelli – ospitati nei centri Sprar è diminuita, passando dal 16% del 2015 all’11% del 2016. Questo significa che l’immigrazione, nelle Marche, non riesce ad uscire dalla logica emergenziale. La giunta regionale deve assumere il coordinamento di questo tema che è politico e non di ordine pubblico (oggi affidato alle prefetture ndr) e costruire un punto di raccordo tra gli enti locali e le associazioni perché il tema dei rifugiati ci interesserà di qui ai prossimi anni. Occorre continuare ad accogliere ma chiedendo il rispetto di regole chiare e la piena legalità. Più di un anno e mezzo fa, è stato inviato un documento alla Regione per avviare un confronto su questi temi: ancora si attende una risposta”.


